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Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.

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UNA MAMMA e una BAMBINA

         angelo1

    

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DUE PROFUMI DIVERSI

 

C'era anche un papà effettivamente. In un racconto bellissimo: "Odore di pioggia".

Per due genitori che erano in attesa di un figlio si verificò un inconveniente grave: la nascita prematura, nella 24° settimana dal concepimento. Era una bimba tanto piccola e tanto gracile da rendere i medici molto scettici sulla sua possibilità di passare la notte e quanto a sopravvivere si sentivano in dovere di dissuadere i genitori da illusioni che avrebbero potuto creare amarezze irreparabili. Ammesso che ce l'avesse fatta a prendere un ritmo di crescita di qualche specie, sarebbe riuscita poi a camminare? A vedere, a parlare, a pensare? Avrebbe avuto degli handicap mentali? Sarebbe entrata affettivamente nelle sua famiglia?

I genitori se la contemplavano come un gioiello prezioso nel suo cofanetto trasparente attenti al minimo segno di vita senza poter fare nulla. Impotenti. Non doveva essere adagiata un attimo a sfiorare le braccia della mamma. Il sistema nervoso era così fragile che non solo non poteva essere toccata, nemmeno avvicinata. Solo a debita distanza. Ogni miglioramento anche minimo era sempre accompagnato da previsioni negative di ciò che poteva accadere.

La mamma pensò allora di affidarla a Dio in piena fiducia. Lo pregò di supplire alle sue carezze, di fargli sentire anche sensibilmente che lei era amata.

A due mesi dalla nascita, di fronte al primo sentore di qualche progresso i genitori se la portarono a  casa e sia pure lentamente la piccola incominciò a prendere peso. Si avviava verso la normalità. Si esprimeva senza dare segni di diasabilità.

A cinque anni era una bimba sveglia, sicura di sé, capace di fare la sua vita, senza alcuna anomalia. Un giorno era al parco e mentre il fratello maggiore giocava a calcio lei parlava allegramente con la mamma. Improvvisamente zittì e: “Mamma, lo senti?” chiese.

“E' il profumo della pioggia, guarda sta arrivando il temporale”.

“Non lo senti?” insistette la bambina.

“Ti ho detto che sta per venire il temporale. Arrischiamo di bagnarci tutte. Arriva la pioggia.”

“No, mamma, profuma di Lui”...

Guardò la mamma e corse a giocare con gli amici. La madre scoppiò a piangere. Lei sapeva da sempre, lo doveva sapere che la sua bambina era stata amata, si era sentita  amata da colui al quale era stata affidata in fiducia piena.

 

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