Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.
Nel Vangelo Giovanni Battista è il precursore di Gesù e quando lo vede arrivare, sulle rive del Giordano, distoglie l'attenzione da sé perché gli occhi della gente si rivolgano verso il Messia. Egli lo indica chiamandolo "l'Agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo". Finalmente dopo tanta attesa, il popolo d'Israele potrà contare non su un liberatore di tipo politico o economico, ma su "colui che è veramente luce per le nazioni". Così era stato descritto dal profeta Isaia il quale precisa in nome di Dio riferendosi ancora al Messia: "E' troppo poco che tu sia mio servo per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti d'Israele (dall'esilio in Babilonia). Io ti renderò luce delle nazioni e portatore della mia salvezza fino all'estremità della terra". Compito del Messia, Agnello di Dio è togliere il peccato del mondo, inteso come rifiuto da parte del popolo del riconoscimento dell'esisenza di Dio e rifiuto quindi del rapporto dell'uomo con il suo creatore, rifiuto di scoprire e riconoscere il senso della propria vita nei valori individuali e sociali. Il popolo d'Israele aveva esperimento guerre, deportazioni in terra straniera, schiavitù, fame e ristrettezze economiche. Tutto questo dopo avere rifiutato l'amicizia con Dio. L'attesa del Messia non riguardava solo i singoli individui, riguardava le nazioni, era estesa all'umanità intera. Abbiamo festeggiato da poco il periodo natalizio. Come viene considerata la venuta di Cristo, da ciascuno di noi come singoli, nelle nostre famiglie, nella nostra società, nei vari paesi della terra? Di quanto si è impoverita la nostra civiltà, se nella disperazione che distrugge tante persone non si sente il bisogno di ricorrere a Dio? E se quelli che lo fanno vengono umiliati e derisi?