Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.
Una formazione valida
Non sempre la società in cui viviamo è in grado di fornire insegnamenti adeguati o di impartirli nei modi più accettabili. I miei ricordi meno felici riguardano episodi di carattere religioso. C'era la consuetudine di mandare tutti gli insegnamenti a memoria e se a qualcuno succedeva di volere qualche spiegazione o di ribattere quanto gli veniva imposto si potevano realizzare situazioni spiacevoli. Quando io sentivo ripetere che Gesù era venuto a salvare tutti gli uomini e che quelli che non appartenvano alla nostra chiesa non si sarebbero salvati, mi interrogavo seriamente. Che cosa significava non salvarsi? Andare all'Inferno dopo la morte e rimanervi per tutta l'eternità. Le problematiche erano alquanto rigide, rigorose al massimo e inappellabili. Una volta presi tutto il mio coraggio e, durante la lezione di catechismo chiesi che cosa significa la frase: “Fuori della chiesa non c'è salvezza”. Mi venne risposto che la frase era chiara. Fuori della Chiesa non c'è salvezza. Si giocava tutto su inferno e paradiso, entità non localizzabili da cui non si poteva trarre un'idea, ma che servivano a creare dubbio e paura. “E tutti quelli che sono nati e vissuti prima di Gesù?” Anche per quelli inferno o paradiso, salvezza o dannazione commisurati a bontà e cattiveria.
Più avanti quando ero ormai un'adolescente che sfogliava il libro di storia incuriosita al massimo, incappai nella Riforma Protestante. Portava un'immagine di Martin Lutero giovane che mi colpì per gli occhi da lince, penetranti. Incominciai a leggere e mi resi conto che l'insegnante ci aveva fatto saltare le pagine del libro che riguardavano le battaglie religiose del '500. “Quando facciamo questa parte di Storia, Professoressa?” “La lasciamo stare”. “La saltiamo? Sono notizie molto interessanti”. “Leggila per conto tuo”. “Lutero diceva che tutti i cristiani devono poter leggere la Bibbia anche da soli. E lui ha impiegato cinque anni a tradurla in tedesco perchè venisse diffusa e tutti potessero leggerla. Perchè noi non facciamo questo programma?” “Perchè avete ugualmente sempre tante domande da fare. Non occorre entrare nelle beghe religiose”. Senza spiegazioni non c'è maturità e nemmeno crescita. Io cercavo di insistere. ”Il libro dice che Lutero era stato mandato a Roma ad una riunione di Agostiniani i religiosi ai quali anch'egli apparteneva. Il lusso della chiesa di Roma lo aveva molto colpito. Voleva aiutare a riformarla...” “Sì, e ha creato un pandemonio. E' finito fuori della Chiesa dove appunto non c'è salvezza. Capito?”
Con il passare degli anni, feci una constatazione che si andò consolidando. Esiste oltre all'orgoglio personale anche l'orgoglio di appartenenza. In ogni gruppo di persone si può creare un sistema di potere in cui i singoli individui ingranano in modo da chiudersi in un circuito di prepotenza che spegne ogni altro orizzonte. Se nella formazione personale è mancato l'esercizio di confronto, di analisi che rende capaci di valutare obiettivamente la realtà, non si riesce poi a tempo opportuno a dare il proprio apporto personale.
Nascono ai nostri giorni iniziative di ogni genere, gruppi di formazione spirituale in particolare, che nonostante la delicatezza del materiale con cui lavorano possono dare adito a sistemi di potere. Devono essere avvicinati con la dovuta prudenza, con discrezione e una dose giusta di umiltà.