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Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.

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TRASFORMAZIONI

 

Poteva essere di stile neogotico, così slanciata, con le bifore finemente colorate. Non mi sono fermata sui lastroni di cemento delle pareti esterne. Ma quando all'interno della chiesa, l'invasione del cemento era passato dai lastroni uniformi alle listerelle allungate, senza nessun intento di disegni particolari, provai una senso di rifiuto. Era cemento invecchiato senza alcuna funzione, pareva, salvo il pretesto di esprimere solidarietà, lotta contro il tempo.CEMENTO.jpg

Avevo visto ancora mura abbruttite da un grigio sporco, piangente e come rassegnato anche in pieno sole. Non c'era motivo di macchinare ragionamenti. Se ad un certo punto era stata fatta la scoperta del cemento per le costruzioni, allettati dalla validità della sua resistenza, ci saranno state sicuramente riflessioni circa la sua durata. Non se n'era ancora fatta l'esperienza però.

Provo la stessa ripugnanza di fronte agli oggetti di plastica deteriorati. La propaganda riguardo alla perennità della plastica, alla sua multiforme applicabilità, era giunta anche ai miei orecchi di profana, più incline ad occuparmi della circolazione delle idee, che a soffermarmi davanti alle scoperte delle manipolazioni della materia.

A sconfessare l'opportunità di usare la plastica è la categoria dei fiori. Simile per certi aspetti a quella di usare il cemento nell'interno delle chiese.

Non è la materia in se stessa a segnare la sconvenienza, ma l'uso che ne viene fatto. Viene spontaneo chiederci come funziona per ognuno di noi l'accostamento alle cose e la maniera con cui esse vengono trattate.

Non ho nessun motivo di prendermela con la grande moltiplicazione di colori deteriorati e brutti che nei cimiteri sostituiscono, dopo lo sfarzo incantevole dei primi giorni di novembre,ROSA.jpg una bellezza di fiori che l'uomo stesso è riuscito a creare o a trasformare. E non solo per amore, per riconoscenza verso le persone care scomparse, ma anche particolarmente per loro.

Ho sentito più volte biasimare i “grandi capitali sciupati” per un'invasione esagerata di fiori nei cimiteri il I° novembre. In questo momento mi permetto il confronto con il “dopo”, quando in un'infima proporzione sicuramente, ma sempre in una quantità notevole, la plastica viene in soccorso. Ed è una falsificazione, perchè se in un primo momento l'imitazione può apparire perfetta o quasi, il deterioramento che non resiste affatto al deterioramento della pioggia e del gelo suona perenne falsificazione ed oltraggio alla bellezza.

 

Durante un'intervista televisiva una signora si era espressa con molta tristezza: “Non mi piace più vivere in questa nostra Italia, visto com' è ridotta”.

“Già, com' è ridotta secondo lei?”

“Non è più la stessa. Il suo destino era la Bellezza. Il cielo, il mare, il paesaggio niente è più veramente bello, tutto contaminato dagli uomini. Le opere d'arte che i suoi abitanti creavano sotto la spinta del Bello non contano quasi più niente per la gente di oggi. Non le badano, non se ne accorgono. Le trascurano. Il Bello di amare la terra, di curarla e farla produrre è diventato fastidio, rifiuto, disprezzo. Il bello di conoscere la natura, di scoprire, di fare qualcosa di bello con le proprie mani non esiste più. Tutto ti fa sentire che tu sei in più.Mi scusi, sa...”

Quella tristezza era al limite. Segno certo che qualcosa deve cambiare. E se quella persona modesta e buona, aveva così profondamente perduto il gusto di vivere, significa che il cambiamento è già in azione. Riusciamo noi a vederne i segni? Incominciamo almeno a notare il brutto che ci circonda e che offende sicuramente la memoria della gente che ci ha lasciato se stessa nelle cose cha ha amato? Dobbiamo riprendere l'orgoglio di essere italiani. E'un modo per venire coinvolti attivamente nel cambiamento in atto.

 

 

 

 

 

 

 

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