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Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.

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L'AMORE per LA TERRA

 

Ero uscita di casa armata di ombrello ed impermeabile e con una certa sicurezza che sarei riuscita a fare le mie commissioni prima che scendesse la pioggia. Raggiunsi soltanto il panificio e lo scroscio d'acqua si scatenò come se il cielo si fosse liberato di un peso insopportabile in una frazione di secondo. E poi continuò, continuò come in preda ad una passione di liquefazione totale. In breve il negozio si riempì di gente in cerca di riparo. Ognuno entrando si scusava del disturbo che poteva recare con la sua presenza rivolgendo al “tempo” rampognate sgradevoli o quanto meno inopportune. “Non la smette, maledizione! Smettila”!

“Avevano pronosticato un anticipo di alcuni giorni di piogge autunnali in tutta la regione, stava pensando ad alta voce un anziano, e il tempo del pronostico è finito senza che nella nostra zona si sia vista una goccia d'acqua”.TERA ARIDA

“Per fortuna”! irruppe un giovanotto che era entrato sbattendo la porta.

“Per fortuna eh! Non vedi mai tu un pezzo di terra? Un orto? Un giardino? Il ciglio della strada? Non ascolti le notizie ogni giorno più inquietanti? La terra ha bisogno d'acqua giovanotto. Chiedi qui al fornaio da dove gli arriva la farina per fare il pane... e quanto costa...

Il ragazzotto diede un'alzata di spalle. “Sì, sii, la terra ha bisogno d'acqua, ma io che cosa c'entro? Adesso io perdo il treno...” “Di dove sei, giovanotto?”

“Come di dove sei? Che cosa c'entro io con la pioggia?”

 

Non devi essere friulano. O se lo sei non ti hanno insegnato nulla. O, peggio, hai la testa che non risponde se ti insegnano qualcosa? La terra per i Friulani è sacra. I Friulani amano la terra, come una madre la amano. Piove meno adesso. Sei giovane. Va, prendi con riconoscenza quel po' di pioggia che bagna la nostra terra”. Ormai l'anziano signore parlava solo a se stesso. “Va a prendere il tuo treno...Ahh! Tutto cambia... Sei un friulano?...No! Un friulano non può non amare la terra”. E ad andarsene sotto una pioggia sopportabile fu lui, un vecchio friulano triste.

Dal primo momento, quel signore mi aveva fatto ricordare, Agostino Furlan un anziano ex emigrante del mio paese che un giorno, di ritorno dalla scuola mi aveva colpito per il modo con cui potava le rose del suo giardino. Mi ero fermata ad osservarlo. Sembrava accarezzare, nonostante le spine con molta grazia, il gambo da incidere e dopo il taglio la ferita fresca. Quando si accorse di me, si drizzò per salutarmi. “Mi piace vedere come ama la sua terra”. Gli avevo detto in un incontro precedente. “Io? Ohh sì! Il Friuli è la mia terra, la mia casa, la terra dei miei genitori e della mia gente. Ho fatto cinquant'anni in Brasile ed ho sempre pensato e fatto sacrifici anche per poter ritornare. Mi piace morire, essere accolto qui dalla nostra terra, vicino alle nostre montagne” Mentre stava parlando si era liberato degli zoccoli. “Ti piace stare e camminare a piedi nudi?” mi chiese. “Camminare sulla terra a piedi nudi è come conversare di continuo con gli antenati, mandare e ricevere messaggi”. “Senza parlare?” “Ohhh sì! Ci si capisce meglio. E' tutta un rimescolio di sentimenti, la nostra terra. Non ci hanno insegnato ad ascoltarla”.

Io lo guardavo incantata.

“Non vai a casa a mangiare?” mi salutò con un lungo sorriso. Era un amico molto interessante.

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