Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.
Sono stata invitata ad unirmi ad un gruppo di amici che non frequentavo da anni. Avevano organizzato una “cinque giorni a Torino”. Conoscendoli, supponevo che a spingerli fosse stato un residuo di amore di patria, in occasione del 150°anniversario dell'Unità d'Italia. Ognuno di loro era già stato una o più volte in visita a Torino ed io venivo sollecitata a supplire una persona costretta a rinunciare al viaggio all' ultimo momento.
La visita al museo egizio, dopo sette ore di viaggio in pullman, disturbata da un pienone di gite scolastiche irrequiete e incapaci di silenzio, si rivelò oltremodo faticosa. Era limitata al settore mummie, sarcofagi e pareti ricoperte di papiri ben curati, ma del tutto inespressivi. La guida parve desautorata da ogni potere. Un ambiente più disadattato che mai.
Ma il giorno dopo, visita al centro storico della città, al duomo e poi a Palazzo Madama la guida si rivelò uno studioso serio, capace e molto affezionato alle bellezze della casa reale, entusiasta delle iniziative della sua città.
La storia di Casa Savoia, mi apparve così molto diversa da come l'avevo appresa a scuola e diversa anche da come l'avevo presentata a mia volta durante il mio insegnamento al liceo. Personaggio centrale per la nostra guida: Carlo Alberto di cui si era dichiarato un sincero ammiratore. Molto sfortunato come politico, era un uomo intelligente, aperto alle nuove problematiche, disposto ad accettare religioni e culture diverse, appassionato cultore dell'arte. Appartenente ad un ramo secondario della famiglia non era bene accetto dagli esponenti del ramo principale. Davanti alla sconfitta della I guerra per l'indipendenza, decise di rendere meno pesante l'umiliazione abdicando al trono a favore del figlio.
Tre giorni di lezione intensi, da parte di un insegnante capace di captare l'attenzione grazie ad un umorismo scattante ed una continua interrogazione da liceali di ritorno....Tre giorni non sono pochi per dei ritocchi ad un periodo storico in cui, tutti gli appartenenti al gruppo si erano tuffati per un tempo significativo, nel periodo della prima giovinezza.
Il segreto di quella riuscita era la capacità di legare i fatti alle persone, rievocate con simpatia ed una valutazione obiettiva. E poi c'era la rispondenza dell'intera città di Torino, imbandierata interamente a festa, tanta festa, dieci giorni prima che la festa incominciasse. L'amore di Patria c'era, lo sentivamo. Ci seguiva anche quando ad assorbirci era l'interessante paesaggio delle Langhe votato alla bellezza anche durante una giornata piena di un vento pungente.
Quando l'amore c'è...Amore di Patria questa volta. Sentito. Goduto. Comunicato. Trasmesso. Non è cosa da poco. E' capace di portarci là dove l'amore per la gente, per la nostra terra, per la nostra storia aumenterebbe in ognuno la gioia per avere la vita da assaporare insieme agli altri.