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Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.

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LA DIFFICILE DOMANDA

Gesù davanti a Pilato

E' riportata dall'evangelista Giovanni nel suo Vangelo (Gv.18,38), quando descrive il processo subito da Gesù presso il procuratore romano Ponzio Pilato.

Gli accusatori di Gesù sostenevano che egli sobillava la gente per diventare re dei Giudei. Pilato non dava alcun peso ad una velleità del genere e non trovava in Gesù alcun motivo di condanna. Gli chiese comunque: ”Sei tu il Re Dei Giudei?”

Gesù rispose a sua volta con una domanda: “Dici questo da parte tua o qualcun altro te l'ha suggerito  di me?”

“Sono forse giudeo io? La tua nazione e i grandi sacerdoti ti hanno messo nelle mie mani: che cosa hai fatto?”

Gesù rispose: “Il mio regno non è di questo mondo; se fosse di questo mondo il mio regno, le mie guardie certo avrebbero combattuto perchè non fossi dato nelle mani dei Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù”.

“Dunque sei re?” gli chiese allora Pilato.

Gesù gli rispose “Tu lo hai detto, io sono re.  Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo, a rendere testimonianza alla verità.  Chiunque è dalla verità ascolta la mia voce”.

Gli chiese allora Pilato: “Che cos'è la verità?”

Gesù non rispose. Pilato uscì di nuovo davanti ai Giudei che riempivano il cortile e disse  loro:”Io non trovo in lui nessuna colpa. Siccome è vostro uso che io vi liberi uno per la Pasqua, volete che io vi liberi il re dei Giudei?”

Tutti allora gridarono: “Non lui, ma Barabba!”. 

 

Dal racconto di Giovanni isoliamo la domanda di Pilato:”Che cos'è la verità?”perchè, a proposito di questa domanda, Pavel Florenskij che conosciamo perchè ci ha già dato un'appassionante definizione di verità, scrive:

 

“Che cos'è la verità? domandò Pilato alla Verità, (che eraGesù). Non ebbe risposta perché la domanda era vana. Davanti a lui stava la Risposta viva, ma Pilato non vide nella Verità la verità. Ammettiamo che il Signore avesse risposto al procuratore romano non solo con un silenzio eloquente, ma anche con le parole: “Io sono la Verità”,  anche in questo caso l'interrogante sarebbe rimasto senza risposta, perché non sapeva riconoscere per verità la Verità, della cui genuinità non poteva convincersi. La conoscenza di cui abbisognava Pilato, la conoscenza che prima di ogni altra  manca all'umanità, è la conoscenza delle condizioni di attendibilità”.

Che cos'è l'attendibilità? E' La comprensione del carattere specifico della verità, il riconoscimento nella verità del segno che la distingue dalla non verità. Dal punto di vista psicologico questo sapere si manifesta sotto forma di beatitudine imperturbabile, di fame saziata di verità. La pienezza di tutto è in Gesù Cristo e perciò si può ottenere la sapienza solo per Lui e da Lui”.

 

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