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Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.

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E se l'amore non c'è?

s_francesco_011.jpgE' una domanda  che mi è risuonata a lungo nell'anima dopo avere assistito ad una conferenza sulla figura di San Francesco d'Assisi. Era stata organizzata da  un gruppo culturale che la affidò all' insegnante di storia medievale di una prestigiosa università italiana. Personalmente, egli godeva di una specializzazione in 'Francescanesimo'.

Fin dall'inizio, la figura del Santo d'Assisi venne guidata da una serie di date molte asciutte che segnarono le tappe della sua vita, con particolare attenzione ai rapporti con il papa di Roma, e all'interno del suo convento, con i frati non disposti ad accettare il rigore della regola. Emerse così presto la figura controversa di Frate Elia, eletto dalla comunità dei frati a sostituire il fondatore Francesco, quando si dimise da guida e responsabile della comunità che si era raccolta intorno al suo ideale di seguace di Cristo.

Senza fare un riferimento concreto alla personalità spirituale di Francesco, non è possibile stabilire la portata dell'importanza storica di Francesco nella storia del cristianesimo e della cultura italiana.

La domanda del pubblico: “In che cosa è consistita la rivoluzione portata da San Francesco nel Medioevo?” creò a quella conferenza un momento di disagio. Non essendoci stato alcun accenno sulla grande ricchezza spirituale di Francesco, la sua vita, le sue opere,   le sue relazioni con la chiesa ufficiale e la gente del suo tempo, si sono ridotti a semplici date molto asciutte senza efficacia.

Chi era allora San Francesco? Un uomo dalle doti umane straordinarie. Figlio di un ricco mercante di stoffe ebbe una giovinezza serena, interrotta da qualche sogno di gloria che lo portò a combattere per un ricco signore del posto. Essendo stato ferito ed avendo anche sperimentato la durezza della prigione, comprese di non essere fatto per la gloria militare. Ebbe lunghe fasi di ripensamenti e incertezze che lo fecero soffrire parecchio.

Poi arrivò un momento di grazia straordinario. Lo colse nella chiesetta di san Damiano dove funzionava un anziano sacerdote povero che non aveva denaro sufficiente per riparare la cappella bisognosa di restauro. Francesco ricorse al denaro di suo padre, com'era abituato a fare in ogni caso di necessità. Il desiderio di compiere una buona azione, lo concentrò su qualcosa di più importante. L'ispirazione a riparare la chiesa di mattoni lo coinvolse in un 'azione di portata più vasta e di una profondità mai intuita prima. Vide nella chiesa di San Damiano l'immagine della chiesa fondata da Gesù. Non si trattava tanto di un edificio di mattoni i cui muri erano cadenti, quanto dell'insieme degli uomini per i quali Gesù era vissuto, trasmettendo loro il grande amore del Padre. Per amore del Padre celeste, Gesù aveva tanto amato gli uomini, da dare la propria vita per loro. Per Francesco l'illuminazione fu così forte davanti al crocefisso della chiesa di San Damiano da sentirsene trasformare profondamente: L'amore di Gesù diventò la sua vita. Ogni bene perdette il proprio valore. Al padre che gli rimproverava di non sapere che cosa voleva, egli espresse il distacco assoluto da ogni cosa, restituendogli tutte le vesti che indossava, rimanendo nudo in piazza davanti al vescovo e alla gente.Parlava delle sofferenze e dell'amore di Gesù in un modo così convincente che presto le immagini bizantine del Cristo con il volto sereno e i grandi occhi parlanti, lasciarono il posto alle raffigurazioni sofferenti del crocefisso. Il suo bisogno di assomigliare a Cristo gli fece avere in dono le stimmate, le piaghe come Gesù sulla croce.

In una conferenza erudita dove per esprimere la personalità di Francesco, tutto avrebbe dovuto trasformarsi in amore, il  vuoto fece rinseccare le pareti e stringere i cuori.

La gente comune seguiva Francesco, invidiando i suoi frati e chiedendogli di  poter appartenere in qualche modo, alla sua grande famiglia. Accanto all'ordine dei Frati Minori egli fondò le Clarisse affidate a Chiara e il Terz'Ordine per le persone sposate. Alla prima riunione dei Frati provenienti da tutta l'Europa, erano in cinquemila.

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