Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.
QUALE RIVELAZIONE?
Storicamente è ammirabile la lotta di un popolo intero per emergere dalla diffusa ignoranza spirituale del tempo. Non si sa se gli Ebrei di oggi accetterebbero che i loro antenati del racconto biblico venissero inseriti nell'estesa classe contadina che da millenni, con le proprie fatiche, faceva vibrare il suolo del pianeta. Dopo la diaspora ( I°sec. d. C.) che strappò gli Ebrei dalla propria terra, disperdendoli, mutò anche la loro appartenenza e qualificazione sociale. Per la classe dei lavoratori della terra ci sarebbero state ragioni più che sufficienti per sentirsi onorata della presenza nelle proprie file dei pastori, contadini e pescatori Ebrei. Il loro spirito religioso animava una cultura che, con Gesù di Nazareth avrebbe vitalizzato l'Occidente. Fuori dall'ebraismo, nell'ambito della classe contadina in generale, non mancò la possibilità di arrivare a Dio. Ci furono in molte parti del pianeta e in ogni tempo, popolazioni legate alla terra, capaci di un concetto del divino che attira a tutt'oggi l'attenzione dei ricercatori. Potevano essere divinità molteplici, indefinite, ma capaci di far alzare agli uomini gli occhi al cielo. Il fatto è che gli agricoltori sempre a contatto con la materia, sono irremovibili nell'affermare che non esiste solo la materia, e c'è una realtà che la sovrasta.
Il legame strettissimo con la natura, l'immedesimazione con essa e i suoi fenomeni ha costituito una situazione privilegiata per aprire al divino. Dove in passato non c'erano profeti, validi condottieri ed eminenti legislatori, esistevano quotidianamente le regole delle vita: umana, animale e vegetale. Esistevano le manifestazioni della natura. Grazie ad esse le attese dei lavoratori riguardanti i frutti della terra non si traducevano in un dare ed avere meccanico, miracolistico. Rispondevano agli insegnamenti e alle esperienze tramandate dalle generazioni, non esclusa l'assuefazione ad una presenza superiore che li rendeva in certo modo capaci del “senso del divino”.Sulla plurimillenaria cultura vissuta e tramandata dagli uomini legati alla terra, si sono soffermati con ammirazione e rispetto grandi poeti del passato. Essendo legati ad un regime di sussistenza, gli agricoltori riuscivano a coltivare la speranza per sé, e a trasmetterla agli eredi. Tramandavano il bisogno di comunicare, di appartenere, di “sentirsi insieme” in uno “spirito onnipresente” che poteva chiamarsi Yahveh, Dio, Spirito, Allah... Assimilarsi alla natura, subirne il fascino, condividerne la vitalità non sono caratteristiche esclusive dell'anima contadina. Ogni uomo può raccogliersi nel profondo del proprio animo ed esperimentarne la calma e il silenzio. Ne è stato distolto dall'imperversare farraginoso dei mezzi propagandistici e di comunicazione, dalla rivoluzione tecnico industriale che spesso ha sopraffatto l'azione e la creatività dei singoli individui rendendoli schiavi delle macchine. Il progresso comunque non ha solo aspetti negativi, dovrebbe essere seguito con equilibrio, misura e chiaroveggenza.
Diventa sempre più difficile per l'uomo prestare attenzione ai rapporti con se stesso e con gli altri. I giovani, specialmente, appaiono spesso così demotivati da non credere, non sperare e non desiderare un compito specifico nella vita. A sua volta la società non sembra più capace di offrire loro qualcosa che li salvi dalla droga, dai piaceri facili, dal desiderio di avere tutto e subito. Il compito di Gurumayi e di altri grandi maestri di spirito è riportare l'uomo alle sue relazioni e alle sue esigenze primordiali. Nella classe degli “ultimi”, non ancora contagiati dalla ebbrezza dell'arrivismo e dalla fame del potere, ci sono ricchezze umane inestimabili. Il sole splende per tutti, l'aria si lascia respirare e i colori si lasciano godere. Per gli uomini di oggi, ritorna valida la sfida di Prometeo: dare la scalata al cielo non solo per scoprirne le meraviglie, anche per ripulirne l'atmosfera.