Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.
“Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betania dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai
morti. Qui si faceva una cena. Marta serviva e Lazzaro era uno tra i commensali.
Allora Maria, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e
glieli asciugò con i suoi capelli e tutta la casa si riempì di profumo. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli che doveva poi tradirlo disse: “perché quest'olio profumato non si è venduto
per trecento denari per poi darli ai poveri?”. Disse questo non perché gliene importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù
allora disse: “Lasciala fare...(Ravasi sottolinea che a questo punto c'è una difficoltà di traduzione e suggerisce il significato del gesto simbolico riferito alla sua sepoltura)
Gesù vede nel gesto di Maria un omaggio anticipato reso alla sua salma... “I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me”.
L'episodio presenta dati divergenti. In Luca (c.7) la protagonista è una “donna peccatrice”;
in Marco (C.14) è una “donna innominata”; in Giovanni c'è un riferimento preciso, si tratta della sorella di Lazzaro; nella tradizione cristiana, quella che tutti abbiamo in mente è Maria di Magdala. Rimane il fatto che le parole di Gesù hanno conferito un significato profondo all'azione della donna. “Lei ha mostrato il suo amore al Maestro prima che fosse troppo tardi. Il suo 'segno' è così grande che va al di là della soglia della vita. Gesù lo ha capito, forse più di quanto abbia capito lei stessa”. (Anneliese Lissner)
Nella versione tramandataci da Marco, Gesù afferma: “In verità vi dico: ovunque sarà predicato il Vangelo nel mondo intero, si parlerà di quello che essa ha fatto, in memoria di lei”. E' importante per noi che si tratti di una donna e la teniamo presente perch ci avvicina al tema morte e risurrezione.
Tutti i Vangeli parlano delle donne presenti sulla “via dolorosa” di Gesù, alla sua crocefissione e alla sua
morte.
Dopo che Giuseppe d'Arimatea, discepolo di Gesù
aveva chiesto a Pilato e ottenuto il corpo del Signore, esse assistettero anche alla sua deposizione dalla croce e alla sua sepoltura, in un sepolcro nuovo dove nessuno prima era stato deposto. A
motivo della Parasceve (preparazione al sabato), non c'era il tempo sufficiente per trattare con oli profumati il corpo di Gesù, come prescritto per ogni sepoltura. Conoscendo il luogo dov'era
sepolto, le donne pensarono di acquistare gli aromi per ritornare il giorno dopo.
Il giorno della Risurrezione
“Nel giorno dopo il sabato, Maria di Magdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. Allora andò di corsa da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: “Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'abbiano posto”.
Corsero tutti due insieme al sepolcro e Giovanni, più veloce di Pietro vi arrivò per primo e chinandosi vide le bende, non entrò aspettando che Pietro entrasse per primo. Anche Pietro vide le bende per terra e il sudario che gli avevano posto sul capo, piegato in un luogo a parte. Entrato anche Giovanni vide e credette. Non avevano infatti ancora compreso le Scritture che egli cioè doveva risuscitare dai morti. I discepoli intanto se ne tornarono a casa”.
L'Apparizione a Maria di Magdala
“Maria invece stava all'esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti uno dalla parte del capo e uno dalla parte dei piedi. Essi le chiesero: “Donna, perché piangi?”. Rispose loro: “Hanno portato via il mio Signore e non so dove l'hanno messo”. Detto questo si voltò e vide Gesù che stava lì in piedi, ma non sapeva che era Gesù. Le disse Gesù: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?”. E lei, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: “Signore se l'hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto, e io andrò a prenderlo”. Gesù le disse: “Maria!” ed ella voltatasi verso di lui gli disse in ebraico:” Rabbunì, che significa: Maestro!” Gesù le disse:” Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre, ma va' dai miei fratelli e dì loro che io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”.
Maria di Magdala andò subito ad annunziare ai discepoli: “Ho visto il Signore” e anche ciò che lui le aveva detto”
Tra gli altri evangelisti anche Matteo dice che la risurrezione è stata annunciata per prima a “Maria di Magdala e l'altra Maria”. Marco afferma che essendo risorto al mattino... apparve prima a Maria di Magdala...ed ella andò ad annunziarlo a quelli che erano stati con lui. Luca segnala la presenza delle donne lungo la via del Calvario e dice che le donne che avevano seguito Gesù dalla Galilea assistevano alla sua morte, osservando da lontano. Le stesse donne poi furono quelle che accompagnarono Giuseppe d'Arimatea, sicché videro il sepolcro e il modo in cui vi era stato deposto il corpo di Gesù. I nomi del gruppetto erano sempre gli stessi e iniziavano con quello di Maria di Magdala.
Nella descrizione dell'incontro di Gesù con i discepoli di Emmaus, Luca parla del disappunto dei discepoli: “Noi speravamo che egli sarebbe stato colui che avrebbe liberato Israele. Invece siamo già al terzo giorno...Tuttavia alcune donne che sono fra noi ci hanno fatto tanto meravigliare, perché essendo andate di buon mattino al sepolcro non hanno trovato il suo corpo e sono ritornate a dire che hanno visto degli angeli che annunziavano che egli è vivo. I discepoli recatisi al sepolcro avevano constatato che le cose stavano sì come le donne avevano detto, ma lui non l'avevano visto”.
Qui non si vuole limitare il ricordo della Risurrezione al solo coinvolgimento delle donne.
Se mai ,si può cogliere nell'insieme, un modo tipico delle donne di rapportarsi a Gesù per cui egli premia la loro devozione e fedeltà. Viene confermata pure, per chi è ben disposto a capire, che la “creazione ad immagine e somiglianza con Dio” non è riservata solo all'umanità-maschio.
E' fondamentale intuire che la parola “risurrezione” nel caso di Gesù “non può limitarsi alla rianimazione di un cadavere come nel caso di Lazzaro, il cui destino di morte non cambia.
Come non cambia l'orizzonte di questo mondo, dove gli uomini continueranno a morire.
Se è capito bene il termine “risurrezione” è l'affermazione della trasformazione radicale, non soltanto del corpo di Gesù, ma di tutto l'essere, perché Cristo è il principio di integrazione in sé di tutto l'universo. Per simile trasformazione, la sua risurrezione è un mistero. Non è descritta dai Vangeli canonici (solo dai Vangeli apocrifi) che parlano della morte del Cristo e della sua presenza successiva in mezzo a loro” (Ravasi)
Secondo Giovanni, la Chiesa delle origini ha capito che simile mistero poteva essere espresso in altra maniera attraverso l'ascensione di Gesù al cielo. E Gesù stesso aveva visto nell'esaltazione della croce la sua glorificazione.
“Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora saprete che IO SONO” (c. 8,28)
“Quando io sarò elevato da terra, trarrò tutti a me” (c.12,32)
Sono parole di vita. La pasqua è una realtà che si deve riprodurre di continuo davanti ai nostri occhi. Il Vangelo di Giovanni è stato scritto “perché voi crediate” .