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Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.

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GESU' E LE DONNE 2°parte

 Partiamo da una constatazione ormai consolidata. La Bibbia è stata interpretata, per secoli, dal punto di vista degli uomini. Gli scrittori stessi dei singoli testi che la formano e coloro che poi presiedettero alla composizione, dai molti a un unico libro unitario, furono uomini. La Bibbia è dunque specchio e veicolo di una cultura maschilista?

“Donne alla riscoperta della Bibbia” (edizione italiana, Brescia 1986) è un libro-corale di donne di diversa formazione, età, professione, orientamento, nazione e confessione cristiana. Esse rileggono la Bibbia con occhi di donna consapevole delle proprie peculiari differenze.

Testimoniano in modo molto personale, come la lettura della Bibbia ha influito sulla comprensione di sé, proprio come donne. Contemporaneamente, mostrano in atto quali ricchezze possono sprigionare dalla Bibbia quando il suo testo e il suo messaggio vengono fatti risuonare in contatto con la sensibilità e l'esperienza del mondo femminile.

 

Ci facciamo guidare dalla cattolica tedesca Elisabeth Gossmann che, contrariata ancora adolescente, per le affermazioni lette in San Paolo: “In comunità le donne tacciano”.

(1 Cor. 14,34) e (Gal 3,28): “Non c'è più giudeo, né greco; non c'è più schiavo né libero; non c'è più uomo né donna”, sentì il bisogno di cercare chiarificazioni nel passato.

Scoprì che quanto le giovani teologhe tedesche rimproveravano agli storici-uomini, cioè l'oblio da parte della storia riguardo alle opere delle donne, e riguardo al loro spirito, andava attribuito alle stesse giovani studiose del suo tempo. Bisognava riandare al passato e confrontarsi con le molte sorelle dimenticate come “forestiere-sconosciute. Dal Medioevo al Rinascimento e fino al XVIII, esiste una estesa contraddizione costituita da donne, rimasta del tutto sconosciuta.

Verteva ancora intorno al tema fondamentale: “Anche la donna è fatta ad immagine e somiglianza di Dio!”

Rivendicazione da strappare con forza.

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Non c'era ancora a disposizione il metodo storico-critico, e l'esegesi interpretava la parola biblica come se trattasse fatti storici. "L’immagine e somiglianza con Dio” della donna era negata perfino dal diritto canonico (Decretum Gratiani). In questo senso è stata motivata pure l'esclusione della donna da ogni incarico ufficiale. Situazione particolarmente sofferta da parte mia, dice Elisabeth Grossmann, perché nonostante le lauree e le specializzazioni, vedevo rifiutate per decine di volte le mie domande ai concorsi per una cattedra di teologia alle Università tedesche. La mia ricerca di allora mi ha aiutata a sopportare ciò che le donne, a quanto pare, dovettero sempre sopportare. Spero almeno, con la mia ricerca storica che anche le opere delle donne del passato siano riconosciute come tradizione cristiana (non solo quelle degli uomini). Spero pure che le donne di oggi e quelle del futuro non debbano più fare l'esperienza amara del rifiuto che è toccata ancora a me”.

Come mai non si teneva conto del modo con cui Gesù aveva trattato la donna?

 

Gesù e l’adultera

Un sogno di uguaglianza realizzata

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(Gv 8, 1-11)

“Al mattino presto Gesù si recò di nuovo al tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava. Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e postala nel mezzo, gli dicono: “Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?” Affermavano questo per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo, Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra. E siccome insistevano per interrogarlo, alzò il capo e disse loro: “Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei”. E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi.

Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo. Alzatosi allora Gesù le disse: “Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?” Ed essa rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù le disse: “Neanch’ io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più”.

 

Quale silenzio, con Gesù solo e la donna là in mezzo che sicuramente non pensa! Attende. Forse rivede l'uomo che le era destinato e che lei non riusciva ad amare. Era vicina alle nozze? E l'uomo scelto dai suoi genitori, magari onesto e benestante, ma un po' vecchio non la attirava per nulla? Taceva anche lei. Il suo cuore era attaccato al giovane bello, povero pastore con cui l'avevano scoperta nella vigna... Non succedeva nulla.  Era accovacciata per terra. Il volto fasciato dallo scialle. Ascoltava. Non sentiva niente.

 

Deporre la pietra al primo che se ne era andato, aveva dato una sensazione di leggerezza. Sentì come una liberazione.  Si era presentato con la tensione, la grinta di chi è pronto a dare prova di un'alta propensione al dovere. “Doveva essere lapidata! Perché mai non abbiamo dato soddisfazione alla nostra Legge, la torà che per noi è così grande, così santa... ” “E' che quel Gesù ci ha confusi col suo sguardo e la sua domanda, e ci ha fatto dimenticare il nostro dovere”.

“Mette tutto sottosopra, seduce la gente che non ci ascolta più. Parla perfino con le donne; anche tra il suo seguito ce ne devono essere alcune, contro ogni costume e ogni usanza”. “Recentemente ha perfino guarito di sabato e naturalmente una donna. A chi gliene chiedeva la ragione ha risposto che il sabato è per l'uomo e non l'uomo per il sabato”. “Bisognerebbe proibirgli il mestiere... altrimenti dove arriveremo?”

“Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra! Dover ammettere di essere senza peccato davanti a una donna!..”.  “Io ho dedicato tutta la mia vita allo studio della torà  e avevo proprio pensato di mettere in trappola il Nazareno con l'argomento adulterio...”

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Rimase solo Gesù e la donna là in mezzo, dice il Vangelo. Giovanni scrive, tacendo tra le righe. Ma chi legge impara molto dai suoi silenzi. Essi rendono possibile la comunione con lo Spirito di Gesù. La risposta della donna, semplice affermazione, è piena di un'apertura profonda e di un'intesa perfetta. Noi non sappiamo che cosa poi lei abbia fatto. Non occorre fantasticare. Giovanni è un evangelista che crede veramente. Da lui ci viene la certezza che Gesù e quella donna si sono capiti. E che la donna, in generale, sia fatta ad immagine e somiglianza di Dio è una convinzione ineccepibile. Traspare in tutte le opere attribuite a Giovanni e che sono a disposizione sia delle donne come degli uomini.

Non essere fatta ad immagine e somiglianza di Dio è significativo, rassicurante per l'inferiorità della donna. Rassoda la sua piena sottomissione al marito e viene giudicata intellettualmente fragile e inaffidabile. Contribuisce a confermare il sistema di potere che non si lascia incrinare. Non mancano del tutto gli sforzi per un necessario equilibrio dei sessi, ma nell'esercizio del potere ci sono più elementi di cui tenere conto. Il potere con la sua coercizione domina nell'ambiente e, nella formazione dell'individuo, l'ambiente sovrasta le stesse attitudini e ricchezze di natura. L'abitudine poi, il ripetersi in continuazione senza soste significative e per lungo tempo di influenze negative, crea anche nelle situazioni peggiori un'assuefazione che può essere mortale. A volte stupisce molto il fatto che in persone dai principi di umanità eccellenti, il maschilismo venga esercitato con una naturalezza disarmante. Per chi si controlla intellettualmente, la forza del potere e dell'abitudine incide nell'inconscio e così si può tranquillamente parlare bene e razzolare male. Noi donne non capiamo ancora quant'è importante essere unite. Saremmo una forza! Ci troveremo come donne, in questi giorni alla risurrezione di Gesù.

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