Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.
PAN-E-VIN. RE MAGI. STELLA E STELLA COMETA...
PAN-E -VIN è un'espressione che rievoca un insieme di canti suoni, risate, fumo, fuoco calore, stelle, freddo, festa a non finire. Una festa con la preparazione lunga e la vigilia interessante. Lo sguardo era sempre attento e allargato sulle colline intorno. “Chi l'aveva già finito? E dove era posizionato? Qual'era il più alto? E più grosso? Più robusto?
Il falò (che non dice niente), cioè il PANEVIN (che dice tutto) era la festa delle feste. Coinvolgeva tutti in una gara di destrezza, capacità, fantasia, buon umore, collaborazione, intelligenza, vinbrullè, pizza...La gara era composta di vari elementi. Anzitutto la costruzione. Doveva essere bello. Anche se era fatto di sarmenti, legna residua, viticci di potatura, legna-letto di bachi da seta, doveva rivelare un certo gusto.
Il PANEVIN doveva bruciare, ma la durata era importante e comportava conoscenze rilevanti sulla natura del legno e la scelta oculata del sotto-sopra. Poi c'era l'ossatura di sostegno. Doveva bruciare diritto e in maniera proporzionata. Guai alla caduta su se stesso! Era un disonore inammissibile, accompagnato da urla che si propagavano sulle colline e scendevano in pianura.
Il PANEVIN era un punto d'incontro con tutti i sapori:quello religioso anzitutto Implicava il canto corale. Ad eccezione dell'operatore principale che doveva attizzare, correggere, snellire, tutti gli altri cantavano:”Virgo-n n-veneranda, virgo-n precanda n-oora pr-oo-nobis. Le litanie accompagnavano l'attenzione al cielo, alle stelle, alla direzione delle faville. Straripavano i pronostici: ”Fulische verso mattina, prendi il sacco e va a farina”
La gioia piena scoppiava nell' ”Ihh pan-e-vin!!! E i Re Magi erano costantemente nei pensieri di tutti".