Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.
Un fatto scabroso, difficile da ammettere e da accettare sta suscitando tra le gente di chiesa un certo malumore. Perché non è ammesso che si possa deplorare apertamente la pedofilia, quando questa si verifica? Fra noi ce lo siamo chiesto, Albatros.
Naturalmente con prudenza e discrezione. A prescindere dall'argomento in questione, noi due ci chiedevamo spesso perché come appartenenti legittimamente alla chiesa cattolica, tu non ne volevi sapere, non ci fosse mai permesso di esprimere un'opinione, quando nel suo ambito, accadeva qualcosa di riprovevole.
Ricordo ancora il tono con cui sentivo ripetere: “Della chiesa si parla bene o si tace”.
“No!, mi aveva subito fatto osservare, una prima volta, mio papà. La verità deve essere fatta valere per tutti”. E le sue convinzioni avevano la forza di convincere anche me e di non farmi dimenticare quanto mi insegnava.
Ho sentito sottolineare con soddisfazione che l'uso di 'internet' ha potuto facilitare i recenti movimenti di insurrezione contro il potere e la violenza nei paesi dell'Africa del Nord. Anche tra i sostenitori delle tradizioni religiose, incomincia ad apparire qualche mossa interessante.
“Perché da noi deve passare tutto sotto silenzio, mentre ad esempio in Olanda il proprio disgusto contro fatti riprovevoli viene fatto sentire ed è in grado, allargandosi, di formare delle opinioni che hanno una forza su cui contare?”
Qualcosa di interessante, Albatros, circa il bisogno di esprimere le proprie idee da parte soprattutto delle donne lo potei scoprire durante una cena organizzata dalle sindacaliste del mio paese. Le partecipanti non aderivano spinte dallo zelo di sapere a quale livello marciava, al momento, la “consapevolezza della propria identità femminile”. Avvertivano sì la varietà degli umori partendo dall'insopportabilità della situazione politica, dallo squallore della mancanza di responsabilità, dall'effettiva crescita delle difficoltà finanziarie...Ma lì, davanti finalmente alla cena, rimandata per sopravvenuti inconvenienti dal benemerito otto marzo, la maggior parte attendeva solo di poter iniziare a mangiare.
In un precedente incontro di lavoro, le organizzatrici si erano espresse con chiarezza:
“Qui non si fa più nulla. Si è perso ogni stimolo: I giovani sono stanchi di noi. Non abbiamo niente da dire, da tramandare”. All'atto pratico, si è constato invece che alcune nonne di Caneva custodiscono in una specie di sacrario destinato ai nipoti abbondanti raccolte di valori del passato, incarnati in avvenimenti e situazioni che danno ai protagonisti una forza di vita invincibile e molto persuasiva.
La manifestazione, quella sera, era incominciata con la presentazione delle donne per gruppi di appartenenza determinata dal soprannome di famiglia. “Polettone” da Poletto ad es.
Erano parecchie la famiglie il cui cognome suonava Poletto, ma per avere accesso al cognome comune, notare che si trattava di un onore, bisognava che al proprio nome di persona fosse d'obbligo ad es: Giustina Poletto detto Poletton.
Le donne Polettone erano diverse dalle Marchettote. Le prime ci tenevano a far nascere i tacchini più belli e le altre a vincere il primo premio all'essicatoio dei bozzoli dei bachi da seta. Le Feltrinete erano sempre al primo posto per la moda, e sempre per la moda si battevano per il secondo posto le “Mutone”.
Quando si presentava l'occasione di un matrimonio ragguardevole il marchingegno della moda era costretto ad un lavoro straordinario. Nonostante tutti gli accorgimenti del momento, poteva succedere che qualche membro sempre femminile della moda1 o delle moda 2 fosse di diritto invitato a nozze e senza nessuna cattiveria e per puro caso sfoggiasse un abbigliamento che metteva a disagio la sposa. Ridicole civetterie, stonature di paese che avevano il potere di sfociare in risate calorose.
I così detti “discorsi delle donne” erano ben altri e incominciarono ad emergere a mezza voce, poi si fecero strada apertamente come a farsi esorcizzare. Discorsi delle nonne ricordati ripetutamente alle figlie e da queste messi in scena con vivacità.
“Figlia mia, è il momento del saluto alla fine delle nozze, ricordalo bene, da questo momento tu non comandi più di te stessa. Non esisti più”.
“Non esisteva più la povera Marina Tisiot...costretta ad un figlio dopo l'altro e morta...”
“Per gli aborti erano sempre colpevoli solo le donne. Sole le donne! Si è mai sentita fare una raccomandazione di qualche specie agli uomini?”
“Non è cambiato nulla. Dicono che la media delle donne uccise a coltellate o in modi anche peggiori sia di una ogni tre giorni in Italia. Si sente mai qualcuna delle grandi autorità che ci sovrastano sottolineare la necessità di riordinare i rapporti tra uomo e donna? Avete sentito quel conduttore televisivo che aveva a che fare con tre donne,una medico di base, una psichiatra, una psicologa. In tre, per due ore, non sono riuscite a fargli riconoscere che un uomo non ha alcun diritto di fare di una donna quello che vuole. Anche se lo ha sposato non è la sua schiava...”
Il discorso si spostò su di un'altra linea. Si tratta di donne che frequentano la chiesa e si vanno a confessare. I loro peccati li vogliono dire loro. Non desiderano essere minutamente ripescate nel loro dovere di obbedire il marito.
Si sono accorte di un fatto che “leggendo la Bibbia, si sente narrare la vita degli uomini e delle donne nei loro aspetti comuni:positivi e negativi. Non è ammesso che il male: es. mandare il marito al fronte per prendersi la donna, venga sorvolato perché si tratta del Re Davide. Adesso c'è un adattamento a tutto. Al nostro tempo, le donne nella chiesa vengono trattate peggio che al tempo dell'Antico Testamento ebraico”.
Qualcuna ha subito corretto dicendo che è venuto Gesù di Nazaret.
Quello che avresti subito fatto notare anche tu , Albatros.
Ma quelle donne reagirono in coro: “A chi interessa oggi, Gesù di Nazaret? Se dovesse ritornare lo ucciderebbero subito. E chi sarebbe a farlo?...”
Risata generale. Ma triste. Molto triste!
“Insegnaci o Spirito a non considerare nessun altro dovere più importante del sacro dovere di realizzare Te, dal momento che qualsiasi nostra attività è possibile solo perché tu ci ha dato la possibilità di compierla”.
(Yogananda)