Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.
Carissimo Albatros, parlando, ieri, di Padre Antony, mi sono dimenticata ad un certo punto che avevo iniziato rivolgendomi a te, al tuo spirito. E' una cosa a cui tengo molto. Se a te fosse stato possibile conoscere, in vita, P. Antony, l'avresti ritenuto una miniera senza fondo.
“Più che alle religioni, ci aveva detto, dobbiamo prestare attenzione allo spirito”. Può sembrare facile in un primo momento, ma non lo è. Abbiamo sentito dire che siamo fatti di anima e corpo, di materia e di spirito, che abbiamo un'anima razionale che ci permette di pensare, volere, decidere...Ma è così poco quello che ci hanno detto per aiutarci a capire a fondo quali sono i meccanismi che agiscono dentro di noi...
Rimangono così nella condizione di arrangiarsi alla meglio, come se si trattasse di zone diverse semplicemente accostate e poco inclini a sintonizzarsi tra loro e collaborare. Sto esagerando ovviamente. Ma non del tutto.
Abbiamo l'anima o spirito che è senza corpo e ci aiuta ad intendere e a volere. Bene. Fermi lì. Abbiamo nel corpo organismi come quello della respirazione che funziona solo grazie a rifornimenti che vengono da fuori e ci permettono di accorgerci che esiste l'aria, l'atmosfera. E quanto all'anima-spirito che fornisce il pensiero?...Ognuno ha la propria anima che rifornisce il proprio pensiero. E mentre l'aria per i polmoni ci richiama l'atmosfera a cui appartiene, l'anima-spirito che ci fornisce il pensiero ce la fa da sola? E' unita al corpo. Sì, è stanziata lì, ma i due non sono della stessa natura.
Albatros, non so se a te sia successo quanto si è verificato per me; e non so se ciò a cui mi riferisco accade ai bambini in generale.
Da piccola io mi sentivo parte del cielo, dei campi e del verde, del vento del sole della pioggia di tutto...Ero nelle nuvole... e se non esageravo come faceva una delle mie sorelline più piccole che insisteva perché voleva che andassi a cercare una scala lunga, lunga per salire insieme sulla luna, era perché stanca di correre preferivo starmene ferma a guardare la luna dalla terra.
Dato che la mia nonna materna, nonna Maddalena, quando aveva un po' di tempo, (io l'andavo a salutare ogni giorno) mi sedeva stringendomi accanto a sé sul gradino di pietra viva della porta di casa, parlandomi di Dio, io avvertivo Dio dovunque. Proprio così:
“Dovunque”. Un piccolo saggio, Albatros.
Avevo otto anni ormai, avevo fatto la prima comunione che mi obbligava a frequentare la messa degli adulti alla cinque e mezzo del mattino della domenica. A messa finita, per il ritorno a casa, potevo fare un buon tratto di strada insieme alla mia nonna Maddalena. Era inverno e faceva molto freddo. Venivo abitualmente ospitata sotto lo scialle. Stringendolo a pugno sui lembi, la nonna allargava del tutto le braccia, mi appoggiava a sé e sistemava lo scialle prima a sinistra, poi a destra fasciandomi tutta a ridosso della sua persona. Io procedevo alla cieca, guidata dalle sue braccia.
“Nonna!...Nonna”!... Chiamai una volta da sotto lo scialle,... Dio...chi...è? “
La nonna si fermò. Spostò dal mio capo la mano destra che teneva lo scialle e mi guardò. “Dio!...chi è?...Chi è Dio?...Bambina
mia,... chi è Dio?... Dio ...è Dio!!!...” Richiuse lo scialle sopra il mio capo, mi assicurò con il braccio destro al suo fianco, bilanciò il tutto con una mossa e riprendemmo la strada senza
dire una parola. Io provai un senso di bello così bello da non dimenticarlo più.
Lo spirito che vibra in ognuno di noi non è un serbatoio dal tappo-con tenuta di sicurezza. Appartiene al grande Spirito. Come, per tentare di capirci,le sorsate d'aria che respiriamo appartengono all'atmosfera.
A mio parere si tratta di una grave lacuna, propria della civiltà occidentale. Per non rischiare che lo spirito finisca impantanato nella materia lo affidiamo ad un ruolo rinsecchito che lo appiattisce e lo addormenta.
Esagero quando penso che noi due, forse a motivo della formazione filosofica, nei nostri discorsi ci trovavamo sempre lanciati nello spazio in cerca di qualcosa che non si adattava alla punta del nostro naso? In alto, in fondo, agli estremi confini dell'universo, sempre più al largo, sempre più in là.
Se tu, Albatros, avessi potuto udire qualcuno dei ricordi di P. Antony te lo saresti sentito molto vicino. Gli era rimasto molto impresso a cinque anni il colloquio tra suo padre e il preside della scuola indù dove voleva fargli fare la prima elementare.
“Perché i Cristiani considerano noi indù dei pagani?” chiese una volta il preside.
“Perché in accordo all'insegnamento della Chiesa cattolica, la nostra religione è la sola via di accesso a Cristo e Cristo è l'unica via di accesso a Dio e alla salvezza!”
Il preside:” A noi Indù, Cristo è caro come Krishna o Rama e altre Incarnazioni in India.
Noi comprendiamo tutto. Voi escludete...escludete...
E il padre di Antony: ”Questo è quanto la nostra Chiesa e i suoi ministri affermano, ma Dio solo conosce la verità. Io non ho mai condiviso seriamente queste affermazioni. Per me una religione è valida quando migliora gli uomini, rendendoli più onesti, gentili e buoni. Ma i preti hanno e danno della religione interpretazioni diverse. A noi Cattolici viene proibito di leggere la Bibbia, perché i preti temono che, studiandola, la nostra fede tradizionale possa venire indebolita”.
P. Antony dice che le discussioni tra il preside e suo padre duravano a lungo ed egli era troppo piccolo per interessarsene. Preferiva sempre raggiungere i suoi compagni.
La saggezza paterna aveva comunque creato un atteggiamento di sano equilibrio nell'anima del ragazzino che crebbe amando la Chiesa o meglio amando veramente Gesù Cristo, discernendo sempre i meriti della Chiesa e analizzandone i limiti.
Se non fosse cresciuto nel Cristianesimo, difficilmente avrebbe scoperto da adulto nella diffusione dell'Ecumenismo Cosmico la sua personale vocazione.
Una grande anima in una semplicità incantevole.
