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Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.

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LA GLORIA! .... LA GLORIA! ....

tramonto-la-gloria.jpg

 

Mi è arrivata come un annuncio. Sussurrato appena. Ma quale gloria? E qual'è il suo significato? A chi si addice veramente la gloria?

Io stavo riflettendo sulle feste pasquali appena finite. Finite non nel senso che non se ne parlasse più. Nella liturgia, nello svolgersi cioè della rievocazione dell'Evento Cristo da parte della chiesa ci sono ancora i quaranta giorni legati alle apparizioni del Risorto e alla preparazione della venuta dello Spirito Consolatore, la Pentecoste. spirito santo di Raffaello

Feste finite come ritorno alla quotidianità per la gente comune. Le cerimonie religiose per i fedeli che le vivono come un invito all'interiorità possono costituire una ventata di freschezza e dato il loro aspetto anche sociale, come minimo, sono un diversivo per tutti.

 

Mi stavo chiedendo se e come l'accorato invito di Gesù ai discepoli: “Abbiate fiducia in me. Vi assicuro che tutto ciò che chiederete nel mio nome io ve lo concederò... può avere una certa risonanza nell'animo delle persone che si imbattono nella durezza della quotidianità: incertezza del lavoro, ristrettezza di mezzi, impossibilità di superare le difficoltà, di avere un aiuto concreto.... L'insistenza di Gesù era pienezza d'amore da parte sua. Quella specie di ritrosia, di rifiuto ad entrare in confidenza con lui che parlava ai discepoli da vero uomo, è dovuta alla difficoltà che abbiamo anche noi di immedesimarci nel nostro spirito. Di scoprire tacendo, il linguaggio del cuore. E'silenzio. Non come vuoto di parole, ma come presenza di spirito, il nostro, allo Spirito, Dio.

Si potrebbe iniziare, con qualche momento di silenzio rivolgendogli un: “Aiutami!” aiutamiNon serve nemmeno citare il bisogno, o esprimere il desiderio. Non lo si fa neanche tra esseri umani quando esiste un vero rapporto di stima e fiducia.

Proviamo a voler iniziare un simile rapporto. Non si verifica da solo. Ci vuole un minimo di iniziativa da parte nostra. Riuscire a stabilire una relazione del genere, comporta già il premio a un tentativo o più tentativi da parte nostra di affermare la propria fiducia. In Dio. In Gesù Cristo se viene più facile.

 

Stavo cercando di far durare l'eco delle grandi feste pasquali, offrendo a qualche intuizione avuta in quei giorni, un posto nel mio spirito. Maturandola dentro di me, può diventare accessibile anche ad altri, essere offerta a chi è disposto a ricevere o può semplicemente essere conservata a disposizione, in momenti più opportuni.

Inaspettatamente mi arrivò una mail da un'amica, il tratto di un salmo:

Narrano i cieli la gloria di Dio

 

gli spazi annunziano l'opera delle sue mani

 

il giorno al giorno ne affida il racconto

 

la notte alla notte ne trasmette notizia

 

senza linguaggio, senza parole

 

senza che si oda la loro voce...”

(Sal. 18)il firmamento

“Bellissimo, sussurrava la mia amica, direi ineffabile, ci supera nella delicatezza descrittiva. Non trovi?” “Sì!” e subito si ripresentarono nella mia mente le parole di Gesù: “Qualunque cosa chiederete nel nome mio, ve la concederò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio”.

 

Non solo i cieli dunque narrano la gloria di Dio; e nemmeno gli spazi; non la raccontano solo i giorni susseguendosi gli uni agli altri; e non lo fanno soltanto le notti. Dio ha creato gli uomini e ha mandato suo Figlio a renderli consapevoli della loro appartenenza alla famiglia di Dio. “Chiedete e otterrete, affinché la vostra gioia sia piena”..."Verrà l'ora in cui non vi parlerò più in similitudini, ma apertamente vi parlerò del Padre. In quel giorno chiederete nel mio nome e io non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso vi ama perché voi mi avete amato e avete creduto che io sono venuto da Dio” .la gloria di Dio

Vi ho detto queste cose perché abbiate pace in me. Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia: io ho vinto il mondo!”.

“Questa è la vita eterna, prega Gesù indirizzandosi al Padre, che conoscano Te, l'unico vero Dio e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra compiendo l'opera che mi hai affidato. Ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che avevo presso di te, prima che il mondo fosse. Non prego solo per questi, ma anche per quelli che sulla loro parola crederanno in me. Perché siano tutti una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me io l'ho data a loro perché siano come noi una cosa sola”.

 

Che cos'è dunque la gloria? Ne sentiamo parlare anche tra gli uomini. Abbiamo qualche idea vaga. E' un appagamento? Una pienezza? una realizzazione? Ed esiste qualche rassomiglianza tra la gloria cercata dagli uomini e quella che il creato rende a Dio? E con quella che l'uomo desidera rendere a Dio?

Il regno di Dio può configurarsi alla gloria di Dio?

 

Gesù di Nazaret, il Cristo, il Messia è venuto a rivelarci l'amore del Padre. Ha promesso: “Io sarò sempre con voi”. Come possiamo avvertirne la presenza quando la paura delle guerre, degli tsunami, della fame, dei tanti orrori di cui sono pieni i nostri giorni, ci rendono cupi e ansiosi? Per scoprire il modo proviamo incominciare con un semplice sincero:” Aiutami!”spirito santo


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