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Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.

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L'UOMO CHE SOGNAVA L'UNITA'... 4

PADRE ANTONY

 

Padre Anthony Elenjimittam, finito il seminario, sentì la forte determinazione di scegliere l'appartenenza ad una congregazione religiosa prima di abbracciare il Sacerdozio. Non riusciva a vedersi in una parrocchia sobbarcato di lavoro, mentre in lui premevano spinte da ogni parte con problemi religiosi da risolvere. Doveva assicurarsi anche la possibilità di continuare a studiare.

Il Dr. Angel Mary, Arcivescovo in pensione, suo direttore spirituale che lo incoraggiava sempre a continuare lo studio con l'impegno e la profondità che gli erano tanto congeniali, sottolineò che se avesse scelto l'Ordine Carmelitano a cui egli stesso apparteneva, vi avrebbe trovato molto spazio sia per il misticismo come per l'azione. Inoltre se, dopo essersi documentato anche sugli altri istituti, avesse scelto i Carmelitani, egli avrebbe ottenuto la possibilità di fare il noviziato in Spagna.

Del suo desiderio doveva essere informato anche l'Arcivescovo Dr. Joseph Attipetty che aveva sostituito Dr. Angel Mary nella direzione dell'arcidiocesi di Veropoly e che si riteneva sicuro di avere in Anthony un ottimo futuro Sacerdote.

“Non posso permettere, rispose infatti l'Arcivescovo, che gli spiriti e le menti migliori lascino la nostra arcidiocesi per andare a far parte di qualche altro gruppo. Invece di andare in Spagna ed entrare a far parte dei Carmelitani, posso mandarti a studiare a Roma nel Collegio Propaganda dove ho studiato anch'io a suo tempo. Devi poi tener conto che essendo tutti i tuoi insegnanti del Seminario Apostolico molto soddisfatti della tua ottima riuscita sia negli studi come nel carattere, desiderano anche, ognuno di essi, di averti come compagno nel proprio istituto”.

Un giorno P. Carmel, altro insegnante, gli suggerì che forse l'Ordine dei Gesuiti era il più adatto per aiutarlo a raggiungere le sue aspirazioni. Ma Athony dopo essersi informato circa la storia di quell'ordine e la sua regola di obbedienza militare“perinde ac cadaver” obbedire come se tu fossi un cadavere, suggerito da Sant'Ignazio stesso, abbandonai, dice, un simile ideale. Lessi inoltre nella storia dei Gesuiti che l'ordine sorse primariamente per sostenere il Papato e venne fondato per ostacolare le tendenze della riforma protestante. Poi i Gesuiti avevano enormi possedimenti, palazzi ed istituzioni educative importanti in India, in Cina e altrove mentre io avrei potuto vivere anche in una capanna di fango. Ricchezze, possedimenti e prestigio non hanno mai avuto importanza per me, fin da bambino.

 

Lo rassicurarono nella scelta, il forte interesse per la lingua latina e la presenza in seminario dell'Edizione “Migne” dei Padri della Chiesa Greci e Latini che gli permise di imparare a memoria nella lingua originale opere intere dei Santi Agostino e Tommaso.

 

Mi sento attratto ad entrare nell'Ordine Domenicano. Ho letto la sua storia. E la vita e gli insegnamenti di S.Tommaso esercitano un enorme fascino su di me. Spero e prego che questo stesso Ordine Domenicano, che ha dato frutti come S. Tommaso d'Aquino, S. Caterina da Siena, Meister Ekhart, Savonarola ed altri, possa darmi l'opportunità di realizzare gli ideali della perfezione evangelica che voglio raggiungere.

 

Era la richiesta, in lingua latina accompagnata da un ampio racconto della propria vita, inviata al Provinciale Romano per poter essere ammesso al noviziato dell'Ordine Domenicano della Provincia Romana. Anche P. Carmel, il direttore spirituale aveva preparato un resoconto particolareggiato e pieno di apprezzamenti per la candidatura di Anthory. Ed Anthony apprezzò il suo gesto quando lo vide mettere in sua presenza le due lettere in un'unica busta “che chiuse, benedì e fece spedire”. La risposta, più che incoraggiante, invitava Anthony Elenjimittam a lasciare l'India per Roma. La sua vita iniziava a cambiare davvero.

 

Dopo aver trascorso le vacanze estive nella Chiesa parrocchiale di Moothedam e con i miei parenti, mi recai in seminario a ringraziare i Carmelitani Spagnoli miei professori a me particolarmente cari e anche tutti i seminaristi miei coetanei. Vi fu una grande festa di commiato organizzata dai seminaristi della arcidiocesi di Veropoly e dall'intero seminario, studenti e professori compresi.

P. Zacharias e P. Carmel parlarono per primi. Essi davanti a tutti i seminaristi nella sala comune mi fecero i migliori auguri per gli studi, la santità, le realizzazioni, benedicendomi per la strada da me intrapresa, o meglio che Dio aveva scelto per me.

Mi alzai per parlare, per ringraziare tutti. Ero visibilmente commosso e avevo le lacrime agli occhi per il dolore di lasciare l'amato seminario che mi aveva elargito così numerosi tesori e che altri ancora me ne avrebbe elargito se vi fossi rimasto.

Fu estremamente penoso per me dire addio a P. Zacharias, P. Carmel, P. Victor e a quel caro, vecchio santo uomo di Dio, P. Adrian, che era il Padre Spirituale di tutti gli studenti del seminario, e che fu per me anche guida e aiuto costante.

 

Prima di partire dall'India, Anthony Elenjimittam si recò a salutare i superiori del seminario. Gli fu amorevolmente rimproverato dall'insegnante di Sanscrito di non essersi impegnato allo studio di quella lingua indiana, dal momento che l'aveva fatto con ottimi risultati per il Latino e altre lingue. Egli lasciò l'assicurazione che allo studio del Sanscrito si sarebbe dedicato sicuramente quando ne avesse visto l'opportunità.

Quando andò a ringraziare il Procuratore P. Heliodoro (cassiere del seminario), gli venne offerto in dono come espressione della comune ammirazione, un libro di sua scelta.

Mi dia il libro latino: “ManualeChristianum” che contiene il NuovoTestamento, la Imitazione di Cristo, preghiere, un piccolo breviario, tutto in latino.

Ma tu possiedi già il “Manuale Christianum”, ne desideri una seconda copia?

Amo talmente questo libro da desiderare di averne due copie, in modo che se dovessi perderne una potrò sempre usare l'altra per cercare di impararlo tutto a memoria.

 

P. Anthony aveva già tesorizzato dentro di sé, in seminario, le lezioni che P. Carmel aveva impartito sulla fisiologia umana, l'anatomia e la dialettica, imparandone parte a memoria e trascrivendone parte nei suoi quaderni. Entrando nell'ordine Domenicano, dopo avere a lungo riflettuto, disse a se stesso: Dio mi ha dato la grazia di entrare in quest'Ordine che ha come scopo principale la ricerca della Verità e mi renderà capace di investigare profondamente i misteri dell'universo e di scoprire perciò la realtà, il Dio nascosto dietro il velo e i mutevoli fenomeni illusori dell'universo.

Con la guida dell'anziano P. Agostino Santucci e del giovane P. Reginaldo Santidi in noviziato feci proprio il grande motto del Libro della Costituzione dell'Ordine Domenicano che diceva: “Contemplata aliis tradere”, dare cioè agli altri ciò che affiora nelle profondità della meditazione contemplativa. Questo ideale aveva molte cose in comune con le mete e gli ideali di tutti gli ordini monastici di Asia, Europa e Cina.

Una spinta travolgente per la sua vocazione missionaria.

 

amor Dio

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