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Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.

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ANTHONY ELENJIMITTAM 5

Quando incontrai per la prima volta P. Antony Elenjimittam, “Un uomo!” sentii dentro di me. Era un' impressione prima-prima. Quando succede così non so mai se sono io a pronunciarmi o se quell'affermazione viene da sé. Si verifica ed è accompagnata da un 'bello' particolare che non so decifrare. Ho però la certezza di arrivare a scoprirlo. Le prime mosse a volte avvengono in noi solo inconsciamente. Poi la matassa si dipana e se una prima impressione punta a far nascere una relazione importante, la ricerca viene spontaneamente.

 

Il più significativo dei miei incontri con P. Anthony, fu l'ultimo, circa due mesi prima che egli a 97 anni compiuti, lasciasse i suoi amici e devoti 'per la vita senza tramonti'. Sapevo che pur nascendo in India, era stato un cristiano cattolico fin dalla nascita. Aveva preso sul serio e amato la sua religione.chiesa-cattolica.jpg Poi era avvenuto un cambiamento. Per poter dare un senso alla domanda che gli volevo fare, puntualizzai brevemente i passi importanti della mia vita e conclusi esponendo la mia posizione nei confronti della chiesa. “Non so se sia indelicato, sconveniente chiedere com'è ora il suo rapporto con il cattolicesimo”.

P. Anthony mi rispose facendomi consegnare la sua autobiografia: “Ecumenismo Cosmico” attraverso un cattolicesimo Indho-Buddista.

Un lavoro in cui si è imposto di usare la massima sincerità. E lo si constata leggendolo.

 

Lasciata l'India per l'Italia, Anthony frequentò il noviziato nel convento domenicano di Pistoia. Un periodo di grande pace e serenità, senza tensioni interiori, con la massima obbedienza verso i suoi superiori, letteralmente considerati come rappresentanti di Dio in terra. Per lo studio della teologia sarebbe stato poi accolto a Roma, all' Angelicum il celebre collegio teologico dei Padri Domenicani.angelicum.jpg

Le sue impressioni per la bellezza delle città italiane, prima Napoli e poi Roma erano straordinarie; P. Anthony, di proposito, nel richiamo dei suoi ricordi, preferì, dopo un accenno, tralasciare gli aspetti politico- sociali del tempo e limitarsi a parlare dei suoi studi romani.

 

Dittatura fascista, e totalitarismo nazista erano le tesi di quel tempo. La democrazia permissiva con la sua sfrenatezza, la violenza e l'esplosione dell'edonismo sessuale, trovavano corrispondenze nell'autorità totalitaria e centralizzata della Chiesa, con la sua espansione allora al massimo.

Fu durante il mio primo anno di studi a Roma che si risvegliò dentro di me un profondo senso critico. Avvenne respirando l'aria della città di Roma sottoposta al giogo fascista e all'intolleranza dogmatica della Chiesa.

 angelicum2.jpg

Personalmente a me poteva bastare, ma in P. Anthony mi aveva colpito il suo “essere uomo” in un modo che non mi permetteva di smettere e mi spingeva a dover continuare. Avrei potuto tenere ogni verifica per me. Il tempo che stiamo vivendo non è dei migliori. Di religione, dopo un periodo in cui sembrava che essa fosse destinata allo sfratto radicale e duraturo, ora si parla liberamente. Si identifica spesso la religione con la chiesa e i fedeli ortodossi non sono abituati a sentire sottolineare limiti o difetti nell'ambito dell'una come dell'altra.

P. Anthony non ha dubbi sull'intolleranza dogmatica nella Chiesa Cattolica e data la propria proclamata sincerità non la ignora, non la nega, non la nasconde. Persone più avvedute avrebbero usato cautela nell'iniziare con affermazioni pericolose. Come si sarà poi comportato in seguito l'uomo P. Anthony? Sono andata a vedere. Ma a chi interesserà leggere sottigliezze del genere? Io le riporto, perchè sono state vissute da un “Uomo” e in un tempo in cui la teologia tradizionale veniva insegnata con tutte le peculiarità ed il retaggio della vecchia dottrina esclusivista, imperialista ed autoritaria...

Mi sembrava che sia P. Pollet, sia P. Gillon, ambedue freschi di studi e nuovi nell'insegnamento della teologia a Roma, confidassero più su una posizione autoritaria tipica dei concilii della Chiesa, dei Papi ed altre autorità esterne, piuttosto che servirsi della ragione e di un approccio di tipo sperimentale alle Scritture, che dovrebbe essere il fondamento stesso di qualsiasi educazione religiosa.

 

P. Anthony afferma che ciò che più lo interessava non veniva insegnato da nessun professore dell'Angelicum, ma lo studiò da solo, nella Summa Teologica di S. Tommaso d'Aquino.summa-theologia.jpg Lo faceva durante le ore di scuola e di più nel silenzio della sua cella del convento alla Minerva. Lo faceva anche durante le ricreazioni dei suoi compagni di studi, prendendo interi quaderni di appunti, applicandosi anche durante le comuni passeggiate.

 

P. Waltz, che ci insegnò storia della Chiesa era un Domenicano tedesco molto preparato nella sua materia e spesso anche molto critico circa la posizione ufficiale della Chiesa. Egli biasimava la Chiesa quando si riferiva alle funzioni del S. Uffizio, l'Inquisizione e la messa al rogo degli eretici e delle streghe in nome di Madre Chiesa, quando Essa stessa era straricca e potente, divenuta un imperialismo politico e religioso del peggior tipo, deviante catastroficamente lontano dalla vita e dagli insegnamenti di Cristo, l'Uomo-Dio. Il sacrificio sulla Santa Croce e la Risurrezione possiedono un significato completamente diverso da quello insegnato ovunque e accettato da tutti.

 cristo.jpg

P. Anthony ricorda come proprio benemerito professore all'Angelicum P. Garigou-Lagrange considerato il massimo esponente dell'autorità Cattolica e una personalità di rilievo nel Misticismo Cristiano.

Un giorno P. Anthony suggerisce a P. Garigou: “Non le piacerebbe studiare qualcosa del misticismo e della filosofia Indù e Buddista?”

san tmmaso d'aquino con la summaP. G. Lagrange rispose: “Dobbiamo muoverci entro il binario e le direttive della Chiesa Cattolica se vogliamo evitare il rischio di smarrirci, affascinati da filosofie straniere. Tu sei indiano e potrai fare ciò che è meglio nella cultura indiana come servo della Teologia Cattolica alla maniera di S. Tommaso che battezzò Aristotele, usando quest'ultimo come servo della Teologia. Non possiamo adattarci ai concetti filosofici e teologici dell'India”.

“Questo, rispose Anthony, è l'antico imperialismo religioso sostenuto dalla Chiesa Cattolica, la quale, è l'erede dell'antico Impero Romano. E' l'“extra Ecclesia nulla salus”.

 angelicum3

“Fuori della Chiesa non c'è salvezza”, era un'affermazione corrente che per Anthony si ergeva come un muro togliendogli il respiro. Incominciò allora a decidere che avrebbe scritto un libro: “Mukti: la salvezza nella filosofia Indiana”.

 

Un giorno, scrive,il superiore generale dell'Ordine Domenicano, P. Stanislaus Gillet tenne una conferenza pubblicaCENTRO CONGESSI ANGELICUM nell'auditorio dell'Angelicum sull'eccellenza della filosofia tomistica e sulle sue possibilità di affrontare e risolvere tutti i problemi inerenti la filosofia. La lesse da fogli dattiloscritti, senza alzare gli occhi quasi mai. Soffrii profondamente dentro di me a causa di ciò che vedevo in Occidente, generalmente parlando, e non solo in quel giorno a motivo del nostro Maestro Generale dei Domenicani. Soffrivo perchè in occidente la cultura, i dibattiti, l'erudizione e il sapere sono tutti motivo di vanteria; sono elementi ben lontani ed estranei a quella profonda e silenziosa vita interiore che è la molla principale di tutti i grandi movimenti religiosi. Questo grande Cristo, venuto dall'Asia, è stato privato dei suoi grandi contenuti terapeutici, esoterici ed essenici da teologi e papi. Si sviluppò soltanto l'impalcatura scheletrica della Cristianità storico-popolare, sostenuta e protetta per vari secoli. Solo pochi mistici ruppero la rete ufficiale di Pietro e tornarono al vasto, immenso mare di Dio per respirare e bagnarsi in esso liberamente, senza più sentirsi intrappolati nelle reti dell'ortodossia organizzata, centralizzata e dogmatica, né sottostare più ad alcuna autorità dominante imposta dalle religioni.

 

P. Anthony Elenjimittam era ancora solo uno studente di teologia, aspirante al Sacerdozio come Domenicano e Cattolico.

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