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Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.

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INTERVALLO LEGGERO

 albero-genealogico

Avevo 9 anni, quando si verificò nella nostra famiglia numerosa di agricoltori, un avvenimento di poco conto che mi lasciò il segno.

Una domenica poco dopo il pranzo, si presentò un parente dicendo che aveva qualcosa di importante da far conoscere, qualcosa che ci riguardava. Approfittava quindi del momento in cui la famiglia era riunita. Tolse con cura da una custodia un rotolo di carta pergamena affermando che si trattava dell'albero genealogico del nostro gruppo famigliare. Lo presentò al nonno che diede a noi ragazzi l'impressione di sapere di quale cimelio si trattava.

Al momento mi accontentai di sbirciare da lontano: il disegno mi diede sì l'impressione di un albero strano con dei nomi al posto delle foglie.

Quando arrivò il mio turno mi soffermai un po' a lungo: che cosa facevano tutti quei nomi senza che si sapesse a quali individui erano appartenuti? Venni sollecitata ad arrivare all'ultima riga dove si trovavano i nomi di mio nonno e di mio padre con la sola data di nascita al fianco. Qui strinsi il foglio convinta di avere il diritto di aggiungere qualcosa: una sola lettera dell'alfabeto ad es. “i” come “intelligente” per tutti due. Poi l'aggettivo non mi soddisfò. Era il tempo in cui a scuola l'essere figlia e nipote di contadini mi veniva fatto pesare  parecchio. Sono intelligenti certo, pensavo, ma che cosa serve essere intelligenti per coloro che lavorano la terra? Passai il foglio pergamena con il dispiacere di non poter mettere una “i” come intelligenti vicino a mio padre e a mio nonno.

Più tardi pensai che forse sarebbe stata meglio una “e” come “equilibrato” per tutti due. E se qualcuno poi avesse letto “egoista”? O per la lettera ”I” “ipocrita?”  A distogliermi dal gioco delle lettere dell'alfabeto mi venne il ricordo che la pergamena non portava alcun nome di donna. Come mai non ne sono rimasta colpita subito?

Lo chiesi a mio padre appena lo potei avvicinare un momento da solo: “E' un documento, mi rispose, per ricordare la fila degli antenati, quelli che hanno portato lo stesso nostro cognome passandolo da una famiglia all'altra”. La risposta ora a me sembra buona, ma in quel momento non mi appagò. Come poteva essere un documento sulle famiglie, quindi qualcosa di importante, fatto solo di tutti uomini? Quando mi accorgevo che di qualcosa capivo troppo poco e non potevo chiedere di più, io lo mettevo come da parte, rassicurando me stessa che da grande ci avrei pensato ancora e capito di più.

 

Un'occasione per capire di più arrivò questa mattina. Io sapevo che la casa editrice “Mauro Pagliai” di Firenze alla quale è legato il mio libro: “E l'acqua fiorì”, possiede un sito in Internet dove sono esposti i libri che escono dalla sua editoria. Esitavo a visitarlo per timore di trovare l'invito della voce “condividi” consacrato al vuoto di pagina come avviene nel mio blog. Gli amici che visitano il mio blog leggono volentieri quello che scrivo, ma per loro basta e va bene così. Perché devono cercare il modo di entrare in una zona scrittura e scrivermi che cosa? Se basta una e-mail, una telefonata?

Non so per quale motivo o per quale coincidenza, dopo tanti anni si è riaffacciato alla mia memoria l'albero strano con nomi al posto delle foglie.

Successe come se si fosse riproposta una situazione simile.

Il mio libro è nato per il bisogno non di catalogare file di nomi di capifamiglia di antenati, ma di dire qualcosa di essenziale e di vero sulla classe contadina, dichiarata morta. Dire  ciò che i figli della terra hanno vissuto e come hanno  insegnato a vivere è ricordare un'eredità che viene rimpianta da molti, ma lasciata da parte in generale.

Avvenne come se dopo essere entrata nel foglio di carta-pergamena-antenati, io avessi avuto lo sfratto. Con la differenza che la classe contadina non poteva essere paragonata ad un albero con dei nomi al posto delle foglie.

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