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Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.

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INTERVALLO....." alla sciamana".

Sri Yukteswar, vissuto a Serampore in India (1855-1936), dice nella “Scienza Sacra”, che “la meta suprema della religione è la conoscenza del Sé (dello spirito individuale che porta a vivere in sintonia con lo Spirito assoluto), e per raggiungerla è necessario conoscere il mondo esteriore”.

Io non avevo mai sentito un'affermazione del genere e  rimasi colpita. Forse perchè da ragazzina mi identificavo con il mondo in maniera esagerata e crescendo ne divenni consapevole senza scompormi.

Sri Yukteswar afferma che nella cultura orientale l'evoluzione del mondo non è concepita in modo lineare come per i Greci prima e gli Occidentali poi. Esistono nella storia del mondo periodi di involuzione corrispondenti all'allontanamento del grande sistema solare dal centro focale e caratterizzati da fenomeni riscontrabili nel genere umano come fine di importanti civiltà e ritorno ad una limitata capacità di conoscenza.

Quelle due interpretazioni di percorso diverso segnalate ad amici, mi valsero un  forte rimprovero: sono diventata induista?!! Non si tratta di dogmi religiosi. Le intuizioni scientifiche vengono illuminate dalla realtà storico-fisica e dall'esperienza.

Nel mio desiderio di far conoscere l'interesse che sta nascendo, sia pure  senza chiasso, per i valori dello spirito, si infiltrano spesso dei dubbi.

 

Posso parlarne con te, Picchio? I miei sforzi finora sembrano passare inosservati. Si tratta di indifferenza assoluta?  O l' ambiente di “blog” è del tutto inadatto al lancio di qualche riflessione che esca dai luoghi comuni? Nel nostro mondo culturale così variegato e ricco, c'è qualche interesse diverso dal comune che aiuti a smuovere la pigrizia mentale, sempre più incline, pare, a non pensare? non fare fatica? non rompere?

 

Visto che il mio blog ancora in allestimento e la tua probabile antipatia per il computer non ci permettono ancora di incontrarci, proviamo a comunicare “alla sciamana”.

Domande:

Le due foto di Gesù di Nazaret e di Sri Yukteswar come rappresentanti significativi, anche se ad un livello ben diverso, in un discorso sulla spiritualità che sto cercando di avviare  a sorsate, possono indurre a non leggere? 

Davanti alla sicurezza del proprio “credo” e all'orgoglio irriducibile della propria “appartenenza” non c'è il rischio  che venga acceso un rifiuto pieno al posto di un sano desiderio?

Non è da  sognatori fatui e incorreggibili il voler anche solo pensare che un richiamo allo spirito possa infiltrarsi nel fitto marasma di cose, cose, cose...immagini, anche serie e sobrie, ma tante, tante immagini, immagini tante, tante...e colori che si sovrappongono, soffocano le forme, le deformano, si impongono, si lasciano morire...

E nei rumori assordanti e leggeri che si autogenerano per ingoiare i suoni, i desideri, le attese...E nello stress, in tutto lo stress cha ha ogni diritto di esistere non stiamo diventando uomini senza un'anima che regga e un cervello che funzioni?

 

Prima di dilungarmi, ho fatto ad un'amica la cui sincerità è a tutta prova una domanda sul tuo conto: “Picchio è vero. Non l'ho inventato. Tu credi che non sono io a inventarlo?” “Sì!” mi rispose.

Sei disposto, Picchio, a continuare?

Come mai noi due ci siamo incontrati nell'ambiente scuola avvertendo subito una fiducia reciproca. Tu mi rispondi che siamo stati insieme in una vita precedente, anzi una volta mi hai precisato che io ero tua madre e di conseguenza tu eri mio figlio. Un discorso del genere nei nostri ambienti tradizionalisti, non assuefatti al tema reincarnazione, ci mette fuori combattimento all'istante. Non può essere forse dovuto al fatto che tutti due siamo cresciuti coltivando una familiarità di partecipazione alla presenza di quello spirito che, proprio per essere spirito, non è riducibile all'anima di un singolo individuo e permea di

sé tutto il creato?

Mi piace pensare alla nostra come a una vita parallela. In mezzo ad una foresta? Con banchi di nebbia da attraversare? Ci è stato insegnato a far tacere la mente. A rintracciare zone di silenzio. Chi ci crede se osiamo dire che nella nostra società la perdita dell'uso del silenzio ci ha rinsecchito l'anima? Non del tutto speriamo.

Ho capito: devo continuare con discorsi scritti e comunicati in silenzio.

 

 

 

 Bosco.png

 


 
   

 

 

Lo spirito di ognuno di noi, sotto l'onda dei desideri, l'attrattiva delle cose, la spinta dei rumori, il pulsare delle illusioni, la forza dei bisogni, vaga come in una specie di turbine comune. Ma tutto il creato vibra nel grande Spirito e, nell'insieme, uno spirito singolo può avvertire qualcosa che lo fa tacere, che lo fa ascoltare e pensare...

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