Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.
Nei racconti evangelici del periodo pasquale c'è un intervallo di cinquanta giorni tra la risurrezione di Gesù e la venuta dello Spirito Consolatore promesso dal Maestro. Fu un periodo di intensa preparazione per l'iniziazione degli Apostoli e la nascita ufficiale della Chiesa. Nella rievocazione liturgica dei fatti viene offerta ai fedeli di ogni tempo e di ogni luogo la grazia di partecipare ai misteri dello Spirito di Cristo. I discepoli che vissero la prima Pentecoste vennero completamente trasformati come afferma Giovanni all'inizio dell'Apocalisse (1, 9-11)
“ Io sono Giovanni, vostro fratello in Cristo e vostro compagno nella persecuzione, nella costanza, nell'attesa del Regno di Dio. Ero in esilio nell'isola di Patmos perché avevo annunziato la parola di Dio e la testimonianza portata da Gesù.
Un giorno, era il giorno del Signore, lo Spirito si impadronì di me e udii una voce forte che diceva: “Quello che vedi scrivilo in un libro e manda il libro alle sette chiese dell'Asia Minore: a Efeso, a Smirne, a Pergamo, a Tiàtira, a Sardi, a Filadelfia e a Laodicea”.
La missione di Giovanni rispondeva ad un disegno divino particolare, ma non è detto che l'azione dello Spirito non possa essere operante anche ai nostri giorni e in una maniera adeguata ai bisogni attuali dell'umanità.
Ignazio IV Hazim, attuale primate della Chiesa Ortodossa di Antiochia e patriarca di tutto l'Oriente afferma:
“Senza lo Spirito,
Dio è lontano.
Cristo resta nel passato,
il Vangelo è lettera morta,
la Chiesa una semplice organizzazione,
l'autorità dominio,
la missione propaganda,
il culto un'evocazione
e l'agire cristiano una morale da schiavi.
Ma in lui,
il cosmo si solleva,
Cristo risorto è presente,
il Vangelo è potenza di vita,
la Chiesa significa comunione trinitaria,
l'autorità è servizio liberante,
la missione è Pentecoste,
la liturgia è memoria e anticipazione,
l'agire umano è reso divino.
Queste affermazioni fanno pensare che l'esercizio della fede non risulti essere un dovere solo personale orientato al proprio arricchimento interiore. Di fronte alle molte difficoltà del momento, la propria fede diventa uno stimolo anche per la fede degli altri. I maestri di spiritualità attingono dalle caratteristiche della nuova epoca iniziata alcuni anni fa, per aprire se stessi e gli altri alla fiducia in un futuro migliore. La prossima Pentecoste non potrà che essere di buon auspicio se teniamo conto particolarmente delle promesse di Cristo.
