Overblog Tutti i blog Blog migliori Culti religiosi
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.

Pubblicità

Saturo di poesia l'amore di Dio per il suo popolo (Os. 11, 1-11)

amore-per-Dio.jpg

Osea è un profeta dell'Antico Testamento. Vive in un periodo critico per il regno d'Israele, oggetto delle mire espansionistiche degli Assiri che occupando la Palestina, puntavano di arrivare in Egitto, via terra. Di fatto la Samaria venne conquistata nel 721 a. c. e intorno a quel periodo va collocata la predicazione di Osea.

Perdere la propria libertà finendo sotto il dominio straniero era un'umiliazione insopportabile per gli abitanti d'Israele, orgogliosi di appartenere al loro Dio che li aveva miracolosamente aiutati ad occupare un territorio e a costituire il proprio regno. Diventare preda di eserciti stranieri era la prova concreta che il popolo si era allontanato da Dio tradendo il patto che Egli aveva stipulato con loro fin dall'inizio. Nel tentativo di salvare la propria indipendenza si erano affidati ad una politica ambigua passando dalla fedeltà all'Assiria a progetti di ribellione suggeriti dall'Egitto.

Anche in campo religioso tenevano un comportamento ambiguo pregando le divinità dei Cananei, venendo meno alla fedeltà per Jahvé.

Osea prevedeva che la condotta di Israele l'avrebbe portato alla rovina. In effetti esso verrà sbaragliato dall'esercito assiro e i suoi capi verranno deportati o troveranno rifugio in Egitto. Tuttavia la predicazione di Osea preferì puntare sulla bontà di Dio in maniera davvero toccante.

 

Quando Israele era un ragazzo io lo ho amato e lo ho chiamato fuori dall'Egitto perché era mio Figlio. In seguito più io chiamavo gli Israeliti più essi si allontanavo da me. Hanno offerto sacrifici e bruciato incenso agli idoli di Bahal

Io ho insegnato ad Hefraim a camminare. Ho tenuto il mio popolo fra le mie braccia, ma non ha capito che mi prendevo cura di lui. Lo ho attirato a me con affetto e amore. Sono stato per lui come uno che solleva il suo bambino fino alla guancia. Mi sono abbassato fino a lui per imboccarlo. Non ritornerà più in Egitto, ma sarà dominato dall'Assiri perché si è allontanato da me.

La guerra farà strage nelle sue città. Demolirò le sue difese. Io distruggerò il mio popolo perché si è fidato della propria saggezza. Il mio popolo si ostina a stare lontano da me. E' invitato a guardare in alto, ma nessuno alza lo sguardo.

Come posso lasciarti, Efraim? Come posso abbandonarti, Israele? Posso distruggerti allo stesso modo di Adma o ridurti come Zeboim? Il mio cuore non me lo permette, il mio amore è troppo forte. Nonostante la mia ira non distruggerò del tutto Israele, perché sono Dio e non un uomo. In mezzo a te io sono il Santo e non verrò a te pieno d'ira. Il mio popolo seguirà me, il Signore. Io ruggirò come un leone e allora i mie figli accorreranno dall'Occidente, torneranno dall'Egitto come uccelli, verranno dall'Assiria come colombe. Io li farò abitare di nuovo nello case. Sono io, il Signore, che lo affermo”.

   

 

Nel perodo in cui viviamo, la cristianità è lontana da Dio in modo diverso per i tempi e le circostanze dal popolo d'Israele, ma altrettanto riprovevole, a meno che non si ammetta che la fede in Dio è un valore del tutto scaduto. Per salvare Israele, Jahvè si servì dei profeti, pieni di fede nelle sue promesse, mentre per i connazionali non avevano più senso.

I profeti trasmettono il discorso di Dio in prima persona (è un genere letterario molto efficace). Essi intuiscono che quando l'uomo raggiunge il massimo della cattiveria, Dio che è Padre, Amore risponde da parte sua con il massimo della bontà, fino a mandare un Salvatore, visto che da soli non ce la fanno. Sono stati loro a prevedere (quindi profeti) che Dio avrebbe fatto il massimo per aiutare l'uomo. Per noi, ora, il massimo dei profeti, l'intermediario tra Dio e gli uomini è Gesù. Possiamo avere  dei profeti negli imitatori di Cristo. Ce ne sono, ma può dipendere da noi il non riuscre a vederli. La Chiesa ce li propone nei Santi.colori dell'anima

Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post