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Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.

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IL VERBO AMARE 3

 AMARE

 

Il verbo amare è esplosivo. Ha bisogno di espandersi. E lo fa se l'oggetto a cui mira dimostra sufficiente solidità per reggere al suo impeto.

Nel momento in cui si esprime come amore si trasforma anche in fede, donando se stesso e suscitando fiducia.

La bellezza appagante dell'amore viene dalla fiducia che riesce ad esprimere e che è la parte migliore di sé.

 

Le persone che hanno avuto la fortuna di entrare nel mistero dell'amore di Dio sentono il bisogno di comunicarlo e di approfondirne il significato: “Dio è essere assoluto, scrive l'apostolo San Giovanni, perché è atto sostanziale di amore, non solo sa amare ma è anzitutto amore! (Gv. 4,8) Cioè l'amore costituisce l'essenza di Dio, la sua propria natura, non è una relazione provvidenziale. Dio è Amore cioè, non solo uno che ama sia pure perfettamente”.

 

Intuire la profondità dell'amore di Dio, permette di nutrire verso di lui la massima fiducia. In questo blog è stata presentata, tempo fa, la figura di Pavel Florenskij, una personalità straordinaria da ogni punto di vista: letterario, scientifico, filosofico, religioso. Un inventore di grande talento, padre di famiglia e sacerdote ortodosso dalla fede straordinaria. Osteggiato dal regime sovietico per la sua pratica religiosa, fu imprigionato più volte ed il periodo più lungo (dieci anni ininterrotti) coincise con l'infanzia e la fanciullezza dei suoi cinque figli. Il dolore di non poterli seguire, di non poter essere presente e non poter comunicare negli anni più significativi per la loro formazione lo addolorava moltissimo. Curava in modo particolare la corrispondenza che era concessa limitatamente, cercando di comunicare a turno con ciascuno dei suoi suoi figli in modo che si sentissero seguiti ed amati personalmente. Riconosciuto come il Leonardo russo, ha passato tutto il tempo della sua detenzione facendo numerose scoperte e mandando accuratamente le copie dei suoi risultati scientifici in famiglia. La preoccupazione continua era data dal fatto di non sapere mai con precisione se lettere ed appunti scientifici venivano recapitati. Venne fucilato per ordine del regime nel 1937 a cinquant'anni. La sua fine dovette attendere la caduta del sistema socialista per essere notificata in famiglia.

La mia unica speranza, aveva scritto, è che tutto ciò che si fa rimane. Spero che un giorno in qualsiasi modo, anche se a me sconosciuto, voi sarete ricompensati per ciò che ho tolto a voi, miei cari. Se non fosse per voi rimarrei in silenzio”. (Non dimenticatemi.1935)

La sua vita di prigioniero ricercatore, continuamente stressato per i risultati da ottenere, era durissima e la sua unica forza era in Dio. In persone di questo tipo la fiducia in Dio diventa sicurezza, forza vitale. Mistero incomprensibile per gli altri.

 

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  Anche la vita di Etty Hillesum può risultare un mistero incomprensibile. Ripete fino all'impossibile il suo bisogno di comunicare agli altri il senso di Dio. E' per lei l'unica cosa indispensabile. Davvero l'unica. E se la vede strappare ad ogni momento. Eppure ce la fa. Sempre. Scopre che Dio avendo dato all' uomo la libertà non si può contraddire e scambia le parti. E' lei ad aiutare Dio a rimanere presente nel suo spirito. E quel suo “Diario” dalle parole ritenute sempre inadeguate fa il giro del mondo a risvegliare le coscienze. Veramente il rapporto con Dio sfugge ad ogni immaginazione umana e rimane una specie di mistero.


Durante la mia giovinezza era una ragazzina proveniente dalla borghesia benestante francese a saper interpretare la magia di “amare, essere amati, sentirsi amati”. Lo fece risultando altamente originale. Orfana di madre a quattro anni, Teresa di Lisieux, era la più piccola di cinque sorelle, molto amata in famiglia e particolarmente dal padre.teresa-di-lix.jpg

Durante un viaggio in Italia e la visita in Vaticano ebbe il coraggio di chiedere al papa il permesso di entrare in convento a quindici anni. La risposta rimandava al parere dei responsabili del monastero, ma il fatto aveva creato un certo scalpore e forse proprio per quello scalpore, l'adolescente Teresa ebbe il permesso di raggiungere tre delle sue sorelle in monastero, nonostante il dolorosissimo distacco dal padre.

Anche se buona parte della famiglia apparteneva al Carmelo di Lisieux, le austerità della vita religiosa non diminuivano per la giovane Teresa che si ammalò di tubercolosi e morì a soli ventiquattro anni. Il grande amore di cui era oggetto in famiglia, doveva avere facilitato la sua precoce intelligenza nell'assaporare fin da bambina le attrattive dell'amore di Dio.

Divenne presto geniale nello sfrondare le rigorose regole dell'Ordine dei Carmelitani, filtrandole al riflesso dell'amore di Dio. Da sempre lei si era sentita profondamente amata. Il padre che adorava le comunicava l'amore del Padre celeste mantenendo la sua anima in uno stato di semplicità e trasparenza lineare. Per cui amare, lasciarsi amare, sentirsi amata era un unico soffio tranquillo, un alitare dello Spirito senza complicazioni di nessun genere.

Nella sua “Storia di un'anima” un racconto-viaggio nel suo mondo interiore, iniziato su invito della responsabile della comunità, traspare una grande stima per la spiritualità monastica carmelitana e per i grandi santi che l'hanno vissuta. Non ricordo di avervi mai letto un solo accenno alle grandi opere e visioni di San Giovanni della Croce e della fondatrice, la grande Santa Teresa D'Avila. Di lei sicuramente ha letto, sentito leggere e commentare il famoso “Castello Interiore”. Non sente proprio il bisogno di idee, dottrine, immagini, visioni. La disturberebbero. Nello stesso tempo spazia in desideri incontentabili, impossibili.

Stabilisce che nella chiesa lei vuole essere il cuore. E quanto alle mansioni che in essa vengono esercitate, le abbraccia e le vuole tutte. E' contenta del suo ruolo di monaca, ma desidera essere anche prete, missionario, martire, confessore della fede, madre delle anime. Per il Signore Iddio desidera essere tutto. Quanto a Gesù se ne dichiara innamorata, ma preferisce pensarlo bambino. teresa-di-lixieus.jpg

Il suo nome ufficiale come carmelitana è Teresa del Bambino Gesù. L'infanzia è lo stato più affine alla sua anima: semplice, senza complicazioni e pesantezze. Ancora in vita assicura che avrebbe passato il suo cielo a fare del bene sulla terra.

Nelle immagini è raffigurata con il crocifisso e un fascio di rose a indicare la pioggia di grazie che lascia cadere sui suoi devoti. E' stata elevata agli onori degli altari e la sua devozione è largamente diffusa in tutto il mondo. Le è riconosciuta la scoperta della “Piccola Via Spirituale”

La sua “Storia di un'anima” ha avuto una divulgazione miracolosa e la fama della sua santità non è per nulla inferiore rispetto a quella di Santa Teresa d'Avila

 

 

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