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Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.

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CREDERE AMARE SPERARE

CREDERE.jpg“Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibile e invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio ...” così inizia la formula di professione della propria fede religiosa per i cristiani della chiesa cattolica. Che cosa significa credere? Prestar fede, avere per certo, ritenere, avere fiducia. Ritenere come sicuro quindi che Dio esiste. E se Dio esiste si è anche in grado di trarne delle conseguenze.

Essere certi e trarre conseguenze comporta un coinvolgimento personale. Le affermazioni di cui sopra possono essere ripetute in coro, oralmente, a memoria senza che le legittime conseguenze debbano derivare in modo meccanico.

Le relazioni dell'uomo con Dio non sono facili da cogliere, vivere e descrivere. Sono infiltrate di mistero, da quell'aspetto della realtà, appunto misterioso, che è intuibile, si manifesta, attira, ma non interamente. Costituisce spesso il lato oscuro della verità o di uno dei suoi aspetti e può stimolare, facilitare la ricerca, come bloccarla del tutto.

 

II coinvolgimento è indispensabile per cercare, studiare ed esso nasce dall'interesse personale. Anche se non piena, la certezza che Dio esista non lascia indifferente l'individuo che ci pensa, ne deduce qualcosa, stabilisce delle relazioni proprie, si sente coinvolto nell'intimo e stimolato a porre domande e cercare risposte.

Si verifica cioè un fenomeno di interiorizzazione che è fondamentale all'uomo per arrivare a conoscere se stesso.

 

Per l'uomo che crede in Dio, la prima scoperta, la prima rivelazione consiste nell'avvertire che Dio è l'origine e lo scopo della propria vita umana. Non in maniera vaga generica, il coinvolgimento personale è pieno, forte, concreto, reale. Da qui viene sperimentata la fiducia come un'appartenenza reciproca che beatifica l'essere, lo completa, lo rende consapevole, interiormente consapevole, come spirito singolo innestato nello Spirito assoluto. L'esistenza di Dio non è solo saputa, imparata dall'esterno, frutto di una dottrina proclamata, è vissuta nell'intimo.

 

Ne consegue una gratificazione tutta particolare perchè non riguarda solo un dono. É la realizzazione del proprio essere. Vissuta in una convivenza che oltrepassa i limiti delle singole comuni esperienze. Da qui il tono a volte esagerato, inammissibile del linguaggio di certi mistici, la portata delle loro aspirazioni e dei loro desideri.

In effetti è la misura, senza misure del rapporto con Dio che viene a dettare gli spazi, gli orizzonti.

 

A volte sconcerta il modo con cui certe persone dalla ricchezza spirituale accentuata arrivano a realizzare le loro pazzie.

Abbiamo visto Teresa di Lisieux, mai uscita dal suo monastero, accaparrarsi una fama mondiale e imperitura. Aveva senz'altro saputo riconoscere i suoi talenti e valorizzarli a dovere, senza indirizzarli lungo le traiettorie effimere della mondanità del suo tempo.

Qualcosa ancora più travolgente è successo a Etty Hillesum con i suoi quadernetti dalle righine celesti fitte fitte e la piccola scrittura spesso incomprensibile

 

A rigore di termini, bisogna ammettere che a raggiungere scopi inusitati, contribuisca davvero una super-potenza.CREDERE-copia-1.jpg

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