Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.
Il senso del limite è una caratteristica della persona umana che facilita l'equilibrio e contribuisce alla serenità della vita. Non è sempre oggetto di particolari attenzioni. In determinati momenti della storia quando le scoperte scientifiche sono avvantaggiate al punto da creare applicazioni tecniche di vasta portata e di facili applicazioni, si può trovare negli ambienti più progrediti e facilitati da maggiore abbondanza di mezzi, un modo di procedere quasi all'impazzata, come senza limiti.
Avvenimenti verificatisi ultimamente offrono l'occasione per riflettere.
Ai primi annunci dell'impatto che terremoto e tsunami hanno avuto sulle centrali nucleari giapponesi, un esponente del governo italiano, dandone l'annuncio, si è espresso in
questi termini: “Il fatto porta naturalmente a riflettere sulla sicurezza nell'uso del nucleare, ma per noi in Italia non è questione di cedere a falsi allarmismi. Noi seguiamo il nostro governo
che ha stabilito di creare le centrali nucleari”.

Man mano che la situazione in Giappone è andata peggiorando, si sono moltiplicate le richieste di informazioni e precisazioni presso tecnici specializzati in materia nucleare e abbiamo potuto assistere a delucidazioni varie e quasi ininterrotte. Ne ricordiamo qualcuna. A chi sottolineava che ormai il nucleare è indispensabile e che i disastri in questione sono dovuti alla vetustà degli stabilimenti e non si verificheranno con gli elementi futuri di quarta generazione, un esperto che si era espresso dimostrando grande apprezzamento per il nucleare, osservò: “Il Giappone e l'Italia sono due paesi che per la conformazione geologica e la posizione geografica, non possono e non sono obbligati a ritenere il nucleare indispensabile. Si possone realizzare altre fonti di energia”.
Rappresentanti del governo italiano offrirono delucidazioni elencando i nomi di coloro che senza esagerate apprensioni si mantengono fedeli al nucleare, sottolineando che per procedere ci vuole però il consenso unanime, “cosa che si ritengono sicuri di ottenere”.
Si tratta cioè di un accomodamento momentaneo, in attesa che si calmino gli allarmismi smodati.
Ad un grande personaggio, uomo dal genio multiforme, Raimon Panikkar (1899-2010), figlio di padre indu e di madre spagnola cristiana cattolica, venne fatto osservare un giorno con rammarico, che l'energia atomica scoperta durante la II° Guerra Mondiale era stata usata solo o principalmente per distruggere.
R. Panikkar che era cresciuto nella fede cattolica, era diventato e rimasto sacerdote cattolico, ma da adulto aveva voluto vivere anche in India per approfondire la cultura e la religione del padre ( emigrato per motivi politici), poté parlare della forza atomica con persuasione e grande competenza
Personalmente egli aveva goduto per la fama che in Occidente aveva coronato il grande scienziato Albert Einstein per la scoperta: materia=energia, concezione-base per la produzione di energia atomica. Ma ci teneva a sottolineare che in Oriente, l'Induismo aveva avuto fin dall'inizio (millenni prima di Cristo), la concezione metafisica che la materia è energia e l'atomo parte più piccola della materia è indivisibile. Se non si era ricorsi al bombardamento dell'atomo non era dovuto al fatto che mancavano le tecniche adatte, ma ad un principio fondamentale: la natura non deve venire violentata. La violenza che scompagina la realtà, distruggendone l'armonia, prima o poi genera violenza, distruzione disordine. Ci si può addolorare perchè l'energia atomica è stata usata solo per distruggere. In realtà non era nell'ordine delle cose l'essere violentemente prodotta. La natura produce ciò di cui l'uomo abbisogna. Una concezione questa che sembra essere del tutto sepolta da quando l'uomo ha incominciato a invaghirsi della sua presunta onnipotenza.
A disprezzare i limiti.
Io che riporto tutto questo lungo discorso non so che anche l'India ha la bomba atomica e senz'altro anche centrali nucleari? Sì lo so. E mi sono chiesta come mai e dirò quale risposta mi sono data. Ma di fronte a problemi così gravi non mi piace pensarci da sola.