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Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.

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Gesù di Nazaret

Christ SRF

Mi hanno chiesto di parlare di Gesù di Nazaret. Chi era?

 

Tra coloro che credono e affermano di appartenere alla religione da lui fondata, non esistono sempre i mezzi e i modi più adatti perché la sua figura appaia avvincente agli estranei e tale da spingere ad una sua conoscenza in modo approfondito e personale. Le enormi difficoltà che si incontrano umanamente, nonostante l'appartenenza alla chiesa e il suo vigile e costante insegnamento, se la figura di Gesù non è mai stata presentata o se nel tempo per varie vicissitudini si è come smarrita o è anche rimasta, ma in maniera sfuocata, essere richiesti di parlarne, può diventare un problema. Anche se non c'è nulla di ufficiale e si è conseguita la preparazione necessaria con i dovuti riconoscimenti come nel mio caso.

Perché non parlare di Gesù se qualcuno lo chiede con quel desiderio sincero che io ho potuto constatare?

Alcuni mesi fa, Papa Benedetto ha affermato che nella chiesa la donna può fare di più perchè anch'essa sa e può parlare di Gesù. E' chiaro che qui non si rappresenta ufficialmente la chiesa.

Nei confronti di Gesù si sono sempre sviluppati grandi interessi. Ha avuto una sequela straordinaria di seguaci in quasi tutte le parti del mondo influenzando la storia per più di duemila anni e arricchendo dei suoi insegnamenti società dalle culture diverse e sviluppando artisticamente le migliori qualità umane. Scienze come l'etica, l'antropologia, la filosofia, la psicologia, l'arte attingono ancora valori dai principi cristiani. E ai nostri giorni sta crescendo sempre più anche la letteratura intorno a Gesù da parte di scrittori e ricercatori ebrei suoi antichi concittadini.

 

In questa ricerca su Gesù attingeremo da "La Bibbia. Traduzione Interconfessionale in Lingua Corrente" il cui testo finale è stato approvato dall'Alleanza Biblica Universale (Direzione Europea) e, da parte cattolica, dalla autorità ecclesiastica (Conferenza Episcopale Italiana).

4 evangelisti1Attingeremo dal vangelo di Giovanni, ritenuto fin dai primi tempi il più originale fra i quattro vangeli. Gli altri, i sinottici, sono simili per l'esposizione dei fatti, il modo di presentare gli insegnamenti, l'uso del linguaggio, le preferenze tra discorsi e parabole.

Lo stile di Giovanni è tipico, semplice e maestoso. Alcune parole come amare, testimoniare, giudicare, vita, verità...sono molto ricorrenti. Nei confronti dei sinottici ci sono mancanze notevoli come l'infanzia di Gesù, le beatitudini, il Padre nostro; mentre è singolare il suo modo di presentarlo. Solo nel vangelo di Giovanni ci sono importanti definizioni che Gesù dà di se stesso: " Io sono la luce, la porta, il buon pastore, la via, la verità e la vita..."

"Giovanni sembra insistere nel mostrare che Cristo è allo stesso tempo, grande e potente come Dio stesso, e umano e concreto come Gesù di Nazareth".

L'autore non dice il suo nome. Per antichissima tradizione si afferma che è il discepolo prediletto che corrisponde a Giovanni uno dei dodici, giovane al tempo di Gesù.

 

Verso l'ora decisiva

Escludiamo per il momento la primissima parte,"il proto evangelo" strettamente dottrinale, che verrà ripreso a suo tempo.

Andiamo per opportunità al primo "segno" miracoloso di cui dà prova Gesù: è la conversione dell'acqua in vino a Cana di Galilea durante un pranzo di nozze a cui era stato invitato insieme ala madre e ai suoi discepoli.

L'evangelista Giovanni usa il termine "segno" al posto di miracolo perche in Gesù il fatto straordinario non appare mai come espressione di potere in sè, ma come segno, prova, testimonianza di Altro, veramente potente. Per lui i segni testimoniano ciò a cui si riferisce e da cui dipende ciò che Gesù è e fa: il Padre. Dio. "Così egli manifestò a Cana la sua grandezza e i discepoli credettero in lui."

In occasione della festa della Pasqua ebraica, Gesù era salito a Gerusalemme e nel cortile del tempio aveva trovato i mercanti che vendevano buoi, pecore e colombe. C'erano anche i cambiamonete seduti ai loro banchi. Egli fece una frusta di cordicelle. Scacciò gli animali dal tempio, rovesciò i banchi dei cambiamonete ammonendo:"Non riducete a un mercato la casa di mio Padre!"

Intervennero alcuni capi ebrei e dissero a Gesù:"Dà a noi la prova che hai l'autorità di fare cose di questo genere!"

"Distruggete questo tempio e in tre giorni io lo ricostruirò".

"Ci sono voluti quarantasei anni per edificare questo tempio e tu in tre giorni lo farai risorgere?"

Ma Gesù parlava del suo corpo.

"In quell'occasione egli rimase a Gerusalemme durante le feste della Pasqua. Molti videro i miracoli che faceva e credettero in lui. Ma Gesù non si fidava di loro perché li conosceva tutti: non aveva bisogno di informazioni, sapeva benissimo che cosa c'è nel cuore di ogni uomo".

Sono riportati da Giovanni i discorsi molto importanti che noi avremo occasione di conoscere, tra Gesù e Nicodemo, tra Gesù e la donna smaritana; me è in occasione dei miracoli che egli viene contestato. Si rammarica per la poca fede di chi lo segue e sente pesare lo scorrere del tempo perchè ha la visione della morte vicina.

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Gesù era ritornato a Cana, in Galileia, dove aveva cambiato l'acqua in vino, quando venne raggiunto da un funzionario della città che aveva, a Cafarnao, un figlio ammalato.

"Vieni a Cafarnao, lo pregava, e fa guarire mio figlio che sta per morire".

"Se non vedete prodigi e segni miracolosi voi non credete".

Il funzionario disse: "Signore, vieni prima che il mio bambino muoia".

Gesù rispose: "Puoi andare. Tuo figlio è fuori pericolo".

Quell'uomo credette alle parole di Gesù e tornò verso casa. Mentre era per strada incontrò i servi che gli annunciavano che il bambino stava bene. Si informò a quale ora aveva incominciato a riprendersi ed era esattamente quella in cui aveva parlato con Gesù.

Credette in Gesù lui insieme alla famiglia.

In occasione di un'altra festa ebraica, Gesù ritornò a Gerusalemme. Si fermò vicino ad una piscina chiamata Betzata che aveva cinque portici dove soggiornavano malati di tutte le specie. Fu colpito dallo sguardo di un paralitico, infermo da trentotto anni. Era sdraiato su una coperta e sapendo che giaceva lì da molto tempo gli chiese:

"Vuoi guarire?"

"Signore, rispose l'infermo, non ho nessuno che mi mette nella piscina quando l'acqua è agitata. Quando sto per entrarci, un altro scende in acqua prima di me".

Gesù gli disse: "Alzati, prendi la tua coperta e cammina".

In quell'istante l'uomo risanato prese a camminare con la coperta sotto il braccio. Il paralitico era stato guarito di sabato e alcuni ebrei gli fecero osservare: "E' sabato e la legge di Mosè, di sabato, non permette di trasportare neanche una coperta".

L'uomo si scusò dicendo che era stato il suo guaritore a dirgli che lo poteva fare. Il dialogo continuò fino a quando le autorità vennero informate che il guaritore era Gesù e incominciarono a perseguitarlo perché guariva gli ammalati nel giorno del riposo.

Gesù dichiarò: "Mio Padre opera senza interruzione e così faccio anch'io".

Per questo cercavano ancor più decisamente di ucciderlo: infatti non solo non rispettava il sabato ma diceva pure che Dio era suo padre, facendosi uguale a Lui.

A quelli che lo criticavano, Gesù replicò. "Vi assicuro che il Figlio non può fare nulla da sè ma solo ciò che vede fare dal Padre... Chi non onora il Figlio non onora nemmeno il Padre che l'ha mandato. Io vi dichiaro: chi ascolta la mia parola e crede nel Padre che mi ha mandato ha la vita eterna. Non sarà più condannato. E' già passato dalla morte alla vita".

 

Mi sono sentita trasportare fino a qui da una martellante successione di richieste da parte di Gesù. Sono accorate e forti. Eppure a fatica riescono a smantellare l'apatia degli ascoltatori e il deciso rifiuto delle autorità. La fede in Gesù che non può non diventare fede nel Padre è un dono misterioso che attira e frena. Ma in Giovanni è vissuta in profondità. Prende il lettore in modo che non può non chiedersi chi era Giovanni e come ha fatto a raggiungere quell'immeddesimazione con Gesù e con il Padre?

 

 

 


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