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Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.

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ETTY HILLESUM 7. Un enorme paradosso.

 acqua-sgorga-sorgente.jpg

11 luglio 1942, sabato mattina. Si dovrebbe parlare delle questioni più gravi ed importanti di questa vita solo quando le parole ci vengono semplici e naturali come l'acqua che sgorga da una sorgente...

Qui Etty si interrompe come se fosse di fronte ad una scoperta.

 

E se Dio non mi aiuterà più, allora sarò io ad aiutare Dio.

 

Effettivamente c'è sapore di scoperta.

 

Su tutta la superficie terrestre si sta estendendo piano piano un unico grande campo di prigionia e non ci sarà più nessuno che potrà uscirne fuori. E' una fase che dobbiamo attraversare.

 

Etty si sofferma un po' sulle storie che si raccontano sugli ebrei: “Dicono che in Germania li murano vivi o li sterminano con i gas velenosi”. Si meraviglia per la grande fiducia che la sta sostenendo, per il modo in cui si sta orientando in anticipo verso la prospettiva del campo di concentramento: non nel senso che tutto andrà bene nella mia vita esteriore, ma nel senso che anche quando le cose mi andranno male, io continuerò ad accettare questa vita come una cosa buona. Probabilmente la serenità, la pace interiore mi vengono dalla coscienza di sapermela cavare ogni volta da sola, dalla constatazione che il mio cuore non si inaridisce per l'amarezza, e che i momenti di più profonda tristezza e perfino di disperazione mi lasciano tracce positive, mi rendono più forte.

 

Si prepara, anche se il foglio bianco non è ancora arrivato. Fa l'elenco delle cose da mettere nello zaino e pensa di trovare un angolino per la piccola Bibbia e qualcos'altro da leggere.bibbis.jpg Non porterà le foto delle persone care. Alle ampie pareti del mio io interiore voglio appendere le immagini dei molti visi e i gesti che ho raccolto, e quelli rimarranno sempre con me. Anche le sue proprie mani saranno con lei fino alla fine, con le loro dita espressive, congiunte spesso in preghiera. E così sarà anche per i suoi occhi scuri con il loro sguardo buono dolce e indagatore.

 

Etty si sentiva spesso rimproverare dagli amici per una sua indifferenza e passività, come se si stesse arrendendo senza combattere. Le dicevano spesso che chiunque aveva la possibilità di sfuggire dalle loro grinfie doveva farlo. Lei trovava quei ragionamenti convenzionali e primitivi e alla fine li sopportava con fatica. Cercava di far ragionare la sua gente. Non voleva correre incontro alla sua morte con un sorriso rassegnato, ma di fronte all'ineluttabile dubitava che si sarebbe sentita bene se le fosse stato risparmiato ciò che gli altri erano costretti a subire.

 

Mi sento soltanto nelle braccia di Dio” controbatteva, proprio come si sarebbe sentita in un campo di lavoro sorvegliato dalle SS. Ma sottolineava pure che le cose che stavano loro accadendo erano troppo grandi, troppo diaboliche perchè si potesse reagire con un rancore e con un'amarezza personale. Reazioni troppo puerili, non proporzionate alla “fatalità” di quegli avvenimenti.

 

“Una persona come te ha ancora tante cose da fare nella vita”.

 

Se Dio decide che io abbia tanto da fare, se questo è il mio destino, bene, lo farò dopo essere passata attraverso le esperienze per cui passano anche gli altri. Il valore della mia persona risulterà da come saprò comportarmi in ogni situazione. E se non potrò sopravvivere, allora si vedrà chi sono da come morirò.

 

Questa notte mi sono svegliata perchè gli occhi mi bruciavano e davanti a me passavano immagini su immagini di dolore umano. Ti prometto una cosa, mio Dio, soltanto una piccola cosa: cercherò di non appesantire l'oggi con le mie preoccupazione per il domani. Ogni giorno ha già la sua parte. Cercherò di aiutarti affinchè tu non venga distrutto dentro di me, ma a priori non posso promettere nulla.

Una cosa però diventa sempre più evidente per me , e cioè che tu non puoi aiutare noi, ma che siamo noi a dover aiutare te e in questo modo aiutiamo noi stessi.

Sì, mio Dio, sembra che tu non possa fare molto per modificare le situazioni attuali ma anch'esse fanno parte di questa vita.

 

·         Ad ogni battito del mio cuore cresce la mia certezza: tu non ci puoi aiutare, tocca a noi aiutare te, a difendere fino all'ultimo la tua presenza in noi.

 

Il mio cuore è una chiusa che ogni volta arresta un flusso ininterrotto di dolore.

 

Ad certo punto il “Diario” si interrompe. Semplicemente. Non c'è nemmeno una variazione nei caratteri di stampa. Si è invitati a continuare a leggere, ci sono nomi come messi lì per non interrompere. Nulla di nuovo! La sorpresa si infiltra a frenare lo sguardo. Non è più Etty che scrive? Che cos'è avvenuto?

Bisognava aspettarselo! Ci aveva preparati. Ce l'aveva detto immaginando tutto minutamente.

 

Per me è stato realmente uno choc. Mi è venuta a mancare improvvisamente una presenza viva. Mi ha lasciato lo stupore di un paradosso così lineare e semplice da non poter aggiungere un pensiero, una parola.

 

Solo più tardi e nel momento in cui scrivo mi sfiora l'immagine appena accennata, senza contorni, in trasparenza, di una giovane donna sola di fronte all'immenso mistero del mondo e delle vita.

 

 

Che cos'è la fede? Che cosa ci garantisce la fede in Dio? E prima ancora cosa significa credere in Dio?

fede.jpg

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