Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.
Nell'articolo precedente, inventando un brioso colloquio con la propria rivale Hertha di Londra, Etty espose una straordinaria verità con una limpidezza che colpisce:

“...il dolore mi ha anche insegnato che si deve poter condividere il proprio amore con tutta la creazione, con il cosmo intero. Ma in quel modo si ha anche accesso al cosmo.
Il grande risveglio della spiritualità orientale che nel nostro tempo si sta diffondendo senza scalpore, ma con notevole energia in molte parti dell'Occidente, mira a far prendere consapevolezza della presenza dello Spirito in ogni individuo umano. Etty nel suo “Diario” narra la sua nascita o rinascita alla fede in Dio, senza qualificazioni che leghino ad una religione particolare. Il Dio che trapela nei suoi discorsi è il Dio Onnisciente e Onnipotente Javè, venerato dagli ebrei. Nella tradizione religiosa Ebraico-Cristiana Dio è concepito come lo Spirito universale creatore dell'universo, uomo compreso.
Nella formazione religiosa concreta però è prevalsa la denominazione “Dio”, inteso sempre come Spirito universale abbracciante anche lo spirito individuale dell'uomo, senza però insistere sul riferimento “spirito umano-Spirito universale”.
La spiritualità orientale è legata ad una concezione metafisico-teologica della realtà diversa da quella aristotelico-tomistica del Cristianesimo diffusa in Occidente tramite la Chiesa e la sua teologia. Qui non si può al momento scendere a precisazioni.
Etty aveva in se stessa un'accentuata intuizione della spiritualità religiosa. Al suo tempo non arrivavano ancora in Europa quei richiami ad un'energia spirituale-personale che mettono l'uomo in sintonia con l'energia universale. Etty vi era arrivata per conto proprio. Non senza fatica, come si può notare dal seguito di quel simpatico colloquio con Hertha.
Il prezzo di quel biglietto d'ingresso (che permette di sentirsi
parte del cosmo) è alto e pesante, e lo si guadagna risparmiando a
lungo, con lacrime e sangue. Ma lacrime e sangue non sono mai troppo cari per questo.
Il 15 luglio 1942, Etty ottiene un impiego nell'Ufficio per gli ”Affari Culturali” del Consiglio Ebraico. A fare pressione perchè presentasse la domanda era stato Jaap, un amico che faceva parte dello stesso ufficio e che sentiva il dovere di adoperarsi per evitare ad Etty “l'ordine” di partire per il campo di lavoro a Drenke. Drenke era semplicemente una tappa obbligata per il campo di concentramento-sterminio. Tutti lo sapevano, ma nessuno osava farne riferimento a voce. Da Drenke non c'era possibilità di ritorno.

Jaap cercava che per Etty fosse almeno posticipata al massimo l'andata. In effetti sembrò proprio che la lettera-richiesta di impiego per Etty abbia funzionato in quel senso. Dal famoso 3 luglio 1942, lei sentiva l'ordine di partenza come se l'avesse in mano.
All'amico Han Wergerif, il cristiano, padrone del pensionato dove viveva, che la ossessionava perchè si adoperasse ad ogni costo per evitare il campo di lavori forzati, in cui lei non avrebbe potuto resistere, obiettava : “Ci vanno le ragazze di 16 anni. Quando verrà il mio turno, io partendo, rassicurerò le loro madri che mi prenderò cura di loro”.
Davanti a quell'improvvisa assunzione in ufficio dove avrebbe passato le intere giornate a scrivere a macchina le inutili lettere-richiesta di “quei disgraziati compagni”, “Mio Dio, si chiese, che progetti hai in serbo per me? Quell'ordine di partenza non mi era veramente entrato dentro che già, dopo un paio d'ore, non c'era più. E' successo un miracolo e anche questo deve essere accettato e sopportato.
Com'è potuto succedere così in fretta? Spero di essere come un centro di tranquillità in quel manicomio. Mio Dio, è un periodo troppo duro per persone fragili come me. So che seguirà un periodo diverso, un periodo di umanesimo.
Vorrei tanto poter trasmettere ai tempi futuri tutta l'umanità che conservo in me stessa, malgrado le mie esperienze quotidiane. L'unico modo che abbiamo di preparare questi tempi nuovi è di prepararli fin d'ora in noi stessi.
In qualche modo mi sento leggera senza alcuna amarezza . E con tanta forza e tanto amore. Vorrei vivere per aiutare a preparare questi tempi nuovi: verranno di certo , non sento forse che stanno crescendo in me, ogni giorno? Questa mattina ho pregato pressapoco così. E credo che quella preghiera mi abbia aiutato per tutto il giorno.

Etty si sentiva responsabile per il grande sentimento della vita che portava dentro di sé e cercava di mantenerlo intatto per poterlo trasmettere a un tempo migliore. Era l'unica cosa che contasse veramente e ne era del tutto cosciente. C'erano dei momenti in cui pensava di doversi rassegnare e soccombere, ma ogni volta ritrovava quel senso di responsabilità nei confronti della vita che in lei si manteneva vivo.
In quel nuovo ambiente di lavoro che stava a metà tra l'inferno e un manicomio, dove doveva battere inutilmente a macchina petizioni accorate di gente sfinita dal terrore e dall'angoscia, lei riusciva ancora a rifugiarsi qualche attimo in quel luogo elevato dove la vita continua a svolgersi indipendentemente dal nostro dolore e dal nostro smarrimento.
Credo di essere arrivata pian piano a quella semplicità che ho sempre desiderato, scrive ad un certo punto. E poco dopo confessa a Dio che si sente talmente stanca in tutto il corpo da non riuscire più ad affrontare quel lavoro in cui non crede affatto. Ed è tale che se dovesse durare a lungo la renderebbe completamente fiacca e rassegnata.
Eppure ti sono oltremodo grata, o Dio, perchè non mi hai permesso di rimanere seduta a questa tranquilla scrivania, ma mi hai portato in mezzo al dolore e alle vicissitudini di questo nostro tempo. Un idillio con te in una stanza da studio ben protetta non sarebbe proprio tanto difficile. Ora invece è importante che io ti porti con me, intatto attraverso queste vicissitudini e che ti rimanga fedele come ti ho sempre promesso.
Sono riconoscente per non provare nessun odio, nessuna amarezza, per avere una calma così grande che non è rassegnazione; ringrazio per quella sorta di comprensione che ho per questo tempo, per quanto strano ciò possa sembrare. Si deve poter capire questo tempo se si capiscono gli uomini, è infatti compito nostro.
Il presente è quello che è e come tale lo si deve poter capire, malgrado lo sconcerto che si prova ogni tanto. In qualche modo io seguo la mia vita interiore che diventa sempre più semplice ed è lastricata di benevolenza e di fiducia.
Gli odierni amanti del risveglio spirituale cercano di divulgare la consapevolezza che ognuno di noi ospita il divino nelle profondità del proprio essere. Etty li ha preceduti con una chiarezza che disarma. Ma come reagirebbe oggi davanti ad una superficialità che dilaga, di fronte ai gravi problemi della vita, come se l'umanità fosse destinata alla stupidità assoluta? Resa incapace di pensare?