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Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.

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ETTY HILLESUM 4. Una data cambia-vita.

Quella data “cambia-vita” arrivò in un momento in cui Etty conduceva la sua esistenza di giovane studiosa ebrea olandese con un notevole equilibrio. Riconosceva di doverne il merito al suo amico S. psicologo-guida, e senz'altro più ancora a Dio, alla fede, il cui dono stava cambiando la sua vita rendendola straordinariamente forte e consapevole del disegno di Dio a suo riguardo.

In quel clima di armonia, in cui Etty si ripromette di non voler più descrivere minutamente i malesseri del fisico, si concede una larga espansione di spirito che le permette spazio per l'amico psicologo S. e raggiunge anche Hertha, la fidanzata di lui che a Londra attende la fine della guerra per poterlo sposare.

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Povera Hertha, come sono ingiusta nei tuoi confronti, dice rivolgendosi a lei direttamente. A volte mi domando com'è la tua vita lì a Londra. Me lo chiedo quando arrivo in bicicletta nella sua strada silenziosa e vedo da lontano la sua figura che fa cenno con impazienza e intanto si sporge sopra il geranio che con i lunghi gambi si dissangua sopra il davanzale.

Allora salgo di corsa i gradini di pietra fino alla porta di casa, che in genere lui ha aperto nel frattempo, ed entro senza fiato nelle sue due camerette. A volte è ritto in mezzo alla stanza e ha un'aria così possente e impressionante come se fosse stato scolpito nella pietra grigia di una roccia che esisteva già il terzo giorno della creazione. A volte è così goffo e così caro come non avrei mai pensato potesse essere un uomo senza rendersi noioso. Esce anche con qualche frase molto istruttiva, comunque ci sono sempre le sue grandi mani a trasmettere un calore e una tenerezza che non nascono dal corpo ma dall'anima.

Ora sono io a prendermi la maggior parte di ciò che le nostre vite hanno in comune. In futuro potrei spiegarti tante cose di lui. Cose imparate attraverso il dolore, il quale mi ha pure insegnato che si deve dividere il proprio amore con tutta la creazione, compreso il cosmo intero. Però il prezzo di quel biglietto che serve d'ingresso anche per il cosmo è alto e pesante, lo si guadagna risparmiando a lungo con sangue e lacrime. Ma nessun prezzo, nessun dolore è di troppo per simile conquista.

Probabilmente tu dovrai percorrere una strada simile alla mia, perchè quest'uomo è così impregnato d'eternità che non potrà più cambiare molto. Penso che tu ed io abbiamo molto in comune...

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I luglio di mattina. Il mio spirito è riuscito ad accettare tutti gli avvenimenti di questi ultimi giorni. In Polonia la strage è al colmo e il mio corpo si è sfasciato in mille pezzi, ognuno dei quali ha un dolore diverso. E' curioso come il mio corpo debba digerire le cose in un secondo tempo. Ed ora non posso più muovere né le membra del mio corpo, né i pensieri del mio cervello, tanto sono a pezzi fisicamente.angelo-del-dolore.jpg

Questa mattina alle sette, ho avuto un momento di un'irrequietezza e di un nervosismo infernali a causa di tutte le ordinanze in arrivo. E' un bene però, così posso rendermi conto della paura degli altri, visto che quella paura mi è divenuta sempre più estranea. Alle otto ero di nuovo la tranquillità in persona. Ed ero quasi fiera che, sentendomi fisicamente a pezzi, potessi ancora dar lezione di conversazione russa.

 

La sofferenza non è al di sotto della dignità umana. Voglio dire che la maggior parte degli occidentali non capisce l'arte del dolore e così vive ossessionata da mille paure.dolore.jpg E la vita che vive ora la gente non è più una vera vita, fatta com'è di paura, rassegnazione, odio, amarezza, disperazione. Dio mio, tutto questo si può capire benissimo, ma se una vita simile viene tolta, viene poi tolto molto? Non si deve accettare la morte, anche quella più atroce come parte della vita? Il dolore poi ha sempre preteso il suo posto e i suoi diritti in una forma o nell'altra...

Sto teorizzando dietro la mia scrivania, dove ogni libro mi circonda con la sua familiarità. E' solo teoria, non ancora messa alla prova da nessuna pratica?


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13 luglio 1942, venerdì sera, le otto e mezzo. Sono sempre seduta alla medesima scrivania, ma a questo punto dovrei tirare una riga e proseguire in tono diverso. Dobbiamo trovare posto per una nuova certezza: vogliono la nostra fine e il nostro annientamento. Non possiamo più farci nessuna illusione al riguardo, dobbiamo accettare la realtà per continuare a vivere.

Oggi per la prima volta sono stata presa da un grande scoraggiamento. Dovrò fare i conti anche con questo da ora in poi. Non ho mai voluto finora parlarne in modo esplicito. Perchè questo stato d'animo proprio ora? Perchè ho una vescica al piede a forza di camminare per la città così calda? perchè tanti hanno i piedi distrutti da quando c'è la proibizione di prendere il tram?piedi-distrutti.jpg Per il visetto di Renate che deve andare a scuola a piedi, con le sue gambette corte, un'ora all'andata e un'ora al ritorno, nel caldo? Per il fatto che S. non possa più visitare questa casa con il suo pianoforte e i suoi libri; o che io non possa più andare a casa di Tide, ecc?

 

Accetto questa nuova certezza: Vogliono il nostro totale annientamento. Ora lo so.dolore-angelo.jpg

Non darò più fastidio con le mie paure, non sarò amareggiata se altri non capiranno che cos'è in gioco per noi ebrei. Continuo a lavorare e a vivere con la stessa convinzione e trovo la vita ugualmente ricca di significato, anche se non ho quasi più il coraggio di dirlo quando mi trovo in compagnia.

La vita e la morte, il dolore e la gioia , le vesciche ai piedi estenuati dal camminare e il gelsomino dietro la casa, le persecuzioni, le innumerevoli atrocità, tutto, tutto è in me come un unico potente insieme e come tale lo accetto e incomincio a capirlo sempre meglio.gelsomino Così, solo per me stessa, senza riuscire ancora a spiegarlo agli altri.

Mi piacerebbe vivere abbastanza a lungo per poterlo fare e se questo non mi verrà concesso allora qualcuno lo farà al posto mio, continuerà la mia vita dove essa è rimasta interrotta. Ho il dovere di vivere nel modo migliore e con la massima convinzione fino all'ultimo respiro.

 

3 luglio 1942. E' vero, ci portiamo dentro proprio tutto, Dio e il cielo e l'inferno e la terra e la vita e la morte e i secoli, tanti secoli. Uno scenario, una rappresentazione mutevole delle circostanze esteriori. Ma abbiamo tutto in noi stessi e queste circostanze non possono mai essere così determinanti, perchè di circostanze ne esisteranno sempre di buone e cattive che dovranno essere accettate, il che non impedisce poi che uno si dedichi a migliorare quelle cattive.

Una volta mi sentivo in dovere di concepire molti pensieri geniali ogni giorno, ora mi sento non di rado come una terra incolta su cui non cresce assolutamente niente, ma su cui si stende un cielo alto e tranquillo.cielo.jpg Meglio così. Ora non mi fiderei di pensieri troppo brillanti, preferisco lasciar riposare la testa e attendere. Tante cose sono successe dentro di me in questi giorni. Ora finalmente qualcosa si è cristallizzato. Ho guardato in faccia la nostra misera fine che è già cominciata nei piccoli fatti quotidiani; e la coscienza di questa possibilità fa ormai parte del mio modo di sentire la vita, senza fiaccarlo. Continuo a crescere indisturbata di giorno in giorno, pur avendo quella possibilità dinanzi agli occhi.

La dura esperienza della distruzione degli ebrei non sembra avere migliorato l'umanità. Il tempo in cui viviamo si caratterizza ormai con le sembianze di quell' orribile futuro preconizzato da molti. Che cosa sta dicendo in questi momenti Etty Hillesum a ciascuno di noi?

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