Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.
Chiedo a me stessa per quale motivo mi piace presentare Etty Hillesum ripetutamente su questo blog, mentre potrebbe essere più che sufficiente il suo diario, dove lei appare benissimo e senza bisogno di intermediari.
Non è facile trovare persone di ingegno elevato, di notevole cultura, capaci di una sensibilità spirituale squisita che riescano a comunicare come lei la propria appartenenza al momento storico in cui sono vissute.
Etty non ha solo la capacità di approfondire il dramma del suo tempo: l'assurdo massacro degli ebrei; possiede la chiaroveggenza di lasciarsene coinvolgere. Dopo una giovinezza di cultura raffinata tra gli agi di una famiglia borghese liberale con la possibilità di frequentare amicizie e stabilire spontaneamente relazioni, il nuovo terrificante sistema politico la porta repentinamente a cercare dentro di sé la ragione delle inspiegabili forme di irrazionalità che stanno annientamento la sua razza.
Sente il bisogno di documentare quanto succede. Quel bisogno di comunicare, di testimoniare che l'ha sempre spinta ad osservare attentamente la natura circostante e a voler approfondire il mondo degli uomini, acquisisce sempre più un senso preciso. Non pare che nella sua famiglia la religione avesse un peso particolare. Il senso di Dio affiora sempre più nitido man mano che Etty sente spegnere attorno a sé l'intelligenza e il comune buon senso degli uomini.
Io devo e voglio cercare il mio pezzo di terreno cintato, prima dolorosamente cercato, poi appassionatamente difeso. Ho paura di sprofondare altrimenti nell'indeterminatezza e nel caos.
Di nuovo mi inginocchio sul tappeto di cocco, con le mani che coprono il viso e prego: Signore fammi vivere di un unico grande sentimento, fa che io compia amorevolmente le mille piccole azioni di ogni giorno, e insieme riconduci tutte queste piccole azioni ad un unico centro, a un profondo sentimento di disponibilità e di amore. Allora quello che farò o il luogo in cui mi troverò non avrà più alcuna importanza.
L'unica cosa che mi fa sentire realizzata in questa vita è perdermi in un pezzo di prosa o in una poesia che io mi sia conquistata con fatica parola per parola. Un uomo non è la cosa più importante per me. Forse perchè ho sempre avuto tanti uomini intorno? A volte mi sento come se fossi sazia di amore, in senso positivo voglio dire. La vita è sempre stata davvero buona con me e lo è anche in questo momento.
L'unica sicurezza sul come io mi devo comportare mi può venire solo dalle sorgenti che zampillano nel profondo di me stessa. Dio mio, ti ringrazio perchè mi hai creato così come sono. Ti ringrazio perchè a volte posso essere così colma di vastità, quella vastità che non è poi nient'altro che il mio essere ricolma di te. Ti prometto che tutta la mia vita sarà un tendere verso quella bella armonia e anche verso quell'umiltà e quel vero amore di cui mi sento capace nei miei momenti migliori.
S. dice che in quei momenti noi siamo in contatto diretto con le forze creative e cosmiche che operano in ogni persona e dice che in definitiva quelle forze creatrici sono parte di Dio e si dovrebbe avere il coraggio di dirlo.
Julius Spier, lo psicologo-amico di Etty le aveva confessato che egli aveva faticato parecchio e a lungo prima di pronunciare il nome di Dio. Era come se vi trovasse sempre qualcosa di ridicolo.
Dopo dieci anni e a sorpresa, Etty incontrò in una serata tra conoscenti Max Geiger il suo amico dei diciotto anni. “Non so che cosa sia, ma qualcosa in te è cambiato, aveva notato Max. Sei diventata una vera donna. I tuoi tratti, la tua mimica, tutto è vivace ed espressivo come una volta, ma dietro a tutte queste cose ora c'è una grande chiarificazione. E' bello stare con te”.
Il fatto che uno riveda l'amico di gioventù, aveva commentato Etty, e lo possa rispecchiare nella propria accresciuta maturità è incredibilmente bello! Una volta la mia passione non era altro che un aggrapparsi disperato a qualcosa a cui non ci si può affatto aggrappare con il corpo.
Max diceva anche: “Io sono stato molto ambizioso nei tuoi riguardi, mi aspettavo che tu scrivessi dei libri molto importanti”.
Max, ribadiva Etty con forza, quelli verranno, hai fretta? Io so scrivere e so che avrò pure delle cose da dire. Ma perchè non dovremmo avere pazienza? Forse queste possibilità sono assai più grandi di quanto non ammettiamo di fronte a noi stessi. Niente viene a caso. Di quando in quando un'avventura avvincente ti dà la sensazione di avere un “destino” in cui si intrecciano i fatti in una successione ricca di significato. E se penso che noi due camminavamo insieme nella città buia, maturati e inteneriti sul nostro passato e con la sensazione che avremmo avuto ancora molto da raccontarci, sento il bisogno di dire che la vita è veramente bella.
Davvero mi sto facendo una mia opinione su questa vita e so perfino difenderla davanti ad altri. Questo dice non poco sulla ragazzina timida che sono sempre stata.
18 maggio 1942 (...)Le minacce e il terrore crescono di giorno in giorno. Io mi innalzo intorno la preghiera come un muro che offre riparo, come la cella di un convento. Ne esco fuori così più “raccolta”, concentrata e forte. Nella concentrazione interiore, ritrovo me stessa, la mia unità, lontana da tutte le distrazioni. A volte ritrovo la certezza che un giorno io scriverò. Le notti che passerò scrivendo, saranno le mie notti migliori. E allora verrà fuori tutto quello che ora accumulo dentro e scorrerà pian piano come una corrente senza fine.
O Dio, a volte non si riesce proprio a capire e ad accettare ciò che i nostri simili su questa terra e in questi tempi così scatenati, si fanno l'un l'altro. Ma per questo, Signore, io non mi rinchiudo nella mia stanza. Continuo a guardare le cose in faccia e non voglio fuggire davanti a nulla. Cerco di capire i delitti più gravi, cerco ogni volta di rintracciare il piccolo nudo essere umano che spesso diventa irriconoscibile in mezzo alle rovine delle sue azioni insensate. Non guardo il tuo mondo in faccia, Signore, e non sfuggo la realtà per rifugiarmi nei sogni – voglio dire che anche accanto alla realtà più atroce c'è posto per i bei sogni – e continuo a lodare la tua creazione, malgrado tutto!
Ci sono dovunque cartelli che ci vietano le strade per la campagna. Ma sopra quel pezzo di strada che ci rimane c'è pur sempre il cielo, tutto quanto. Possono renderci la vita spiacevole. Non possono farci niente. Non possono veramente farci niente. Ci tolgono qualche bene materiale o un po' di libertà di movimento, ma siamo noi stessi a privarci delle nostre forze migliori con il nostro atteggiamento sbagliato: col nostro sentirci perseguitati, umiliati e oppressi...Certo ogni tanto si può essere tristi per quanto ci fanno. E' umano e comprensibile che sia così. Tuttavia siamo noi stessi a derubarci da soli. Trovo bella la vita e mi sento libera. I cieli si stendono dentro di me come sopra di me. Credo in Dio e negli uomini e oso dirlo senza pudore...
Quel pezzetto di eternità che ci portiamo dentro può essere espresso in una parola come in dieci volumi. Sono una persona felice e lodo questa vita, la lodo proprio nell'anno del Signore 1942, l'ennesimo anno di guerra.
