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Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.

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ETTY HILLESUM 2. Una vita per gli altri.

 etty2

La giovane studiosa olandese non si lascia prendere da quella che potrebbe essere una forma di pudore: tacere il proprio bisogno di scrivere. Si racconta con una sincerità che sconcerta. Al suo tempo, dato il benessere di cui godeva la famiglia, poteva concedersi delle terapie appropriate per mettere ordine nel proprio animo. E il modo con cui descrive i propri progressi è piacevole. Rende la propria maturazione personale condivisibile con gli altri.

Arriva a capire che la grande tragedia scatenatasi nei confronti del popolo ebraico non può che preparare un futuro diverso per l'umanità, assolutamente sconvolgente, impossibile da immaginare, con le coordinate tipiche di un mondo nuovo. Intuibili dagli investigatori delle evoluzioni dello Spirito.

 

Etty Hillesum ha la capacità di trasformare tutto ciò che di terribile la circonda ed è costretta ad affrontare, in prospettive valide per il “nuovo futuro” che è il nostro . Si è trasformata ed arricchita anche per noi.

 

Venerdì, 21marzo. Sono diventata una persona “pronta a combattere” come si dice, e provo un certo piacere sportivo, una certa eccitazione all'idea di questa “lotta”. Devo però anche vincere quella paura indefinita che mi porto dentro. La vita è difficile davvero, è una lotta di minuto in minuto (non esagerare, tesoro!), ma è una lotta invitante. In passato avevo la certezza anche se vaga, che io avrei realizzato qualcosa di “straordinario”. Ora non penso più a quel futuro, in altre parole mi è indifferente se riuscirò a produrre qualcosa di straordinario oppure no. Sono certa che qualcosa verrà fuori. Prima vivevo sempre come in una fase preparatoria, avevo la sensazione che ogni cosa che facevo non fosse ancora quella “vera” ma una preparazione a qualcosa di diverso, di grande, di vero.

Di fronte alle gravi notizie di razzie e di morti, non voglio lasciarmi abbattere. Sono ancora tanto giovane ed ho la sensazione di contribuire anch'io a colmare le gravi lacune...Mi rendo appena conto di quanto poveri siamo diventati noi giovani, quanto siamo rimasti soli. O è ancora una forma di stordimento?

 

Ieri per un momento ho avuto la sensazione di “sfasciarmi” sotto un peso enorme. Ma anche questa volta ho combattuto una battaglia che mi ha permesso di andare avanti con maggiore forza. Ho provato a guardare in faccia il dolore dell'umanità, coraggiosamente e onestamente, o piuttosto qualcosa lo ha fatto dentro di me. Poi il contatto con Umanità, Storia universale e Dolore si è interrotto un'altra volta. Così dev'essere del resto altrimenti una persona impazzirebbe.

 

 

4 luglio. Sono agitata da una irrequietezza diabolica. E' quasi un'irrequietezza sacra. Mio Dio prendimi nella tua grande mano e fammi tuo strumento, fa che io possa scrivere! Non so come andrà a finire con questo mio scrivere! Tutto è ancora caotico. Non ho abbastanza fiducia in me stessa o piuttosto non sento veramente la necessità di dire qualcosa. Aspetterò ancora fino a quando tutto verrà fuori spontaneamente e troverà una forma. Prima però devo essere io stessa a trovare una forma, la mia forma.

 

Lunedì, 4 agosto. S. dice che l'amore per tutti gli uomini è superiore all'amore per un uomo solo: perchè l'amore per il singolo è un forma di amore di sé.

Anch'io mi porto dentro il grande amore per tutta l'umanità, eppure mi domando se non continuerò a cercarmi il mio unico uomo. E mi domando fino a che punto questo sia un limite della donna: fino a che punto cioè si tratti di una tradizione di secoli, da cui la donna si debba affrancare, oppure di una qualità talmente essenziale che una donna farebbe violenza a se stessa se desse il proprio amore a tutta l'umanità invece che a un unico uomo.

 

26 agosto, martedì sera. Dentro di me c'è una sorgente molto profonda. E in quella sorgente c'è Dio. A volte riesco a raggiungerla, più sovente essa è coperta da pietre e sabbia: allora Dio è sepolto. Allora bisogna dissotterarlo di nuovo. E cercarlo dentro di sé.

 

Martedì,9 settembre. Sono così triste, così terribilmente triste in questi ultimi giorni. Perchè poi? Non sono triste proprio tutto il tempo, ogni volta riesco a tirarmi fuori ma ogni volta ci ricasco. Non ho mai incontrato una persona così ricca di forza, di amore come lui. A volte mi sembra che dovrei correre fino sull'altro estremo della terra per liberarmi di lui. Quel senso di oppressione che provo è certamente il prezzo che devo pagare ogni tanto per la mia avidità di conoscere tutto della vita e di penetrare dovunque. Se gli ingorghi interiori fanno parte di certi processi, devono pure essere ridotti a un minimo, altrimenti la mia vita diventa impossibile.

Ieri mentre tornavo a casa in bicicletta, così indicibilmente triste, con il cuore di piombo, sentivo gli aerei passare sopra la mia testa, ho provato un senso di liberazione al pensiero che una bomba sarebbe potuta cadere e mettere fine alla mia vita. Mi capita spesso di trovare che non vivere è più facile di vivere.

 

 

21 ottobre. La nascita di un'autentica autonomia interiore è un lungo e doloroso processo: è la presa di coscienza che per te non esiste alcun aiuto o appoggio o rifugio presso gli altri, mai. Che gli altri sono altrettanto insicuri, deboli e indifesi. Che tu dovrai essere sempre la persona più forte. Hai pur sempre un grande desiderio di perderti in un altro. Ma anche questa è una favola sia pure bella. Due vite non possono mai combaciare Sei sempre e da capo rimandata a te stessa. Non credo che tu sia il tipo da trovare queste cose in un altro.

L'unica norma che hai sei tu stessa. E l'unica responsabilità che puoi assumerti nella vita è la tua.

 

A volte vorrei rifugiarmi con tutto quello che ho dentro in un paio di parole. Ma non esistono ancora parole che mi vogliano ospitare. Ognuno cerca una casa un rifugio per sé. Io mi cerco sempre un paio di parole.

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