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Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.

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ANTHONY ELENJIMITTAM 6

P. Anthony aveva chiara la distinzione tra Chiesa docente: Papa, cardinali, vescovi, sacerdoti e Chiesa discente composta dai laici che devono imparare a sottostare alla gerarchia ecclesiastica. Ma se osserviamo attentamente, egli diceva, il meglio della filosofia, teologia, antropologia...fisica, chimica ... come di tutte le branche della scienza e della psicologia,rogo giordano bruno è scaturito dai cuori e dalle menti dei laici, mentre l'autorità della Chiesa molto spesso, ha condannato, scomunicato, limitando l'espansione del pensiero umano e della legge divina, entro i limiti dei dogmi. Persino S. Tommaso non sfuggì all'accusa di eresia, quando furono condannate alcune proposizioni contenute nei suoi scritti. Fu grazie alla larghezza di vedute di un naturalista, scienziato e teologo mistico come fu S. Alberto il Grande, Maestro di S. Tommaso d'Aquino, se il Dottore Angelico sfuggì alla sorte destinata allora agli eretici.
     

Queste verità storiche vengono menzionate non per condannare il clero ma solo a testimonianza del nostro amore per la vera Chiesa che è un insieme di anime e di cuori che aspirano alla pace interiore, alla giustizia, alla gioia divina, all'amore e al servizio, elementi che formano l'essenza del Regno di Dio sulla terra.

 

Mentre frequentava le lezioni di teologia all'Angelicum, P. Anthony era solito visitare anche l'Istituto Orientale di Palazzo Brancaccio e la Biblioteca del Collegio di Propaganda Fide, prendendo a prestito libri in Inglese come gli scritti di Swami Vivekananda, Sri Aurobindo, del Mahatma Gandhi e di altri grandi Indiani contemporanei. Viveva interiormente in accordo con le sue convinzioni e nel “foro esterno” si conformava alle regole dell'Ordine e della Chiesa, mantenendo così un equilibrio che gli evitava agitazioni mentali e complessi psicologici.

 

Un giorno il Padre Provinciale mi vide mentre stavo leggendo libri che non avevano l'imprimatur della Chiesa e si arrabbiò, ordinandomi di restituire quei libri che avevo preso a prestito dalla libreria del Collegio Propaganda. A quel tempo ero solito recarmi in campo dei Fiori e, con il poco denaro di cui disponevo, acquistavo libri che trattavano di scienze esoteriche, parapsicologia, Yoga, Buddismo.GIORDANO-BRUNO.jpg Sempre in Campo dei Fiori vidi la statua di Giordano Bruno e provai un'immensa commozione e un profondo amore per quel grande martire della spiritualità e della libertà umana. Era entrato come me all'età di diciotto anni nell'Ordine dei Domenicani e aveva percorso il mio stesso sentiero, lui, attraverso un pensare libero secondo la cultura occidentale, mentre io, da libero pensatore appartenente sia al sentiero orientale che occidentale del ventesimo secolo.

Un giorno, in piedi davanti alla statua di mio fratello martire, Giordano Bruno, dissi: “Fratello Giordano, se dovrò percorrere la stessa via che tu hai percorso, anche se verrò perseguitato, scomunicato e bruciato sul rogo, mi considererò degno di Gesù che fu crocefisso dal clericalismo presente in tutte le religioni, degno seguace di Socrate che dovette bere la cicuta e di Pitagora che fu bruciato insieme ai suoi discepoli. Sì, Giordano, “per crucem ad lucem, per aspera ad astra”.

Poi ritornando in convento fui più regolare nelle mie osservanze e pratiche religiose, vivendo da allora in poi sempre in compagnia di S. Tommaso d'Aquino, di Platone, dell'Imitazione di Cristo e di altri pensatori orientali. Esteriormente però continuavo a prendere parte alle ricreazioni dei miei confratelli, ai loro giochi, agli scherzi, ai pasti, alle passeggiate...

PADRE ANTONYTOMMASO D'AQUINO

 

Anthony Elenjimittam stava ormai incominciando ad interpretare i rigidi dogmi e gli insegnamenti cattolici alla luce della saggezza orientale e di ragionamenti scientifici universali, tramite l'intuizione mistica. E non sapeva, con sicurezza, se doveva, se poteva ricevere l'Ordine Sacro e diventare sacerdote. La settimana precedente l'ordinazione ne parlò con il direttore spirituale. Gli spiegò che egli si sentiva capace di rimanere fedele sia al grande patrimonio culturale dell'India come insegnava Swami Vivekananda, sia agli insegnamenti della Madre Chiesa come sono presentati da S. Tommaso d'Aquino.

In India, aveva precisato, sia la ricerca sia l'esperienza spirituale vengono lasciate libere, mentre nella Chiesa tutto è stato codificato in dogmi imposti dall'alto e fatti osservare, pena sanzioni come sospensione, scomunica, provvedimenti del Santo Ufficio...

La nostra Madre India insegna attraverso il metodo: “Convincetevi dopo avere fatto l'esperienza”, mentre la nostra Madre Chiesa insegna tramite il metodo “ipse dixit“.

Ha detto così il Papa, il tale Concilio...perciò è vero...

 

P. Fanfani gli aveva risposto che si trattava di tentazioni del demonio per farlo sviare dalla vocazione.”Tu sei ancora molto giovane per comprendere tutto questo, ma con l'esperienza capirai. E' stato necessario ottenere per te la dispensa dalla curia di Roma perchè tu possa essere ordinato, a motivo che non hai ancora l'età canonica richiesta per l'Ordinazione. Tu sei il migliore fra i nostri studenti indiani sia negli studi come nella disciplina monastica. Certamente il Signore ti aiuterà a trovare la risposta alle tue attuali perplessità se continuerai perseverando nella vocazione”

Anche P. Fanfani aveva viaggiato abbastanza in India per apprezzarne altamente la cultura spirituale. “Tu sarai in grado di trovare soluzioni soddisfacenti ai tuoi problemi attuali e potrai operare nel tuo Paese molto meglio di quanto abbiamo fatto noi. Abbiamo bisogno di Domenicani Indiani che continuino la nostra opera missionaria nel caso che il Governo Indiano o la gente locale insorga contro di noi definendoci “missionari stranieri. Tu possiedi lo spirito di S. Paolo. Hai imparato completamente a memoria tutte le sue lettere e le ripeti in latino. Il suo spirito ti renderà un vero missionario in India. Perciò va avanti con fede e sicurezza; ricevi l'ordinazione da Mons. Cialeo in modo che,punjab terminati gli studi tu possa ritornare in India e operare nelle nostre missioni del Punjab. Che Dio ti benedica”.

P. Fanfani mi abbracciò amorevolmente, mentre le sue parole scendevano nel profondo del mio cuore. Così, prendendo coraggio e sentendomi interiormente sostenuto, decisi di salire i gradini dell'altare e ricevere l'ordinazione sacerdotale, fissata per il 23 dicembre 1939.

 

Tu sei il primo Domenicano Indiano ad essere ordinato in quest'era moderna da quando i Domenicani dovettero lasciare alcune località dell'India. Possiedi una vasta e ricca cultura spirituale ereditata con il tuo sangue. Ed hai una missione da compiere in India, quella di trovare un punto d'incontro tra la filosofia tomistica e la nostra teologia con le immense e valide tradizioni spirituali del tuo Paese.

So che ami molto S. Tommaso d'Aquino che fu un pioniere nel tentativo di integrare il Cattolicesimo del Medio-Evo con il pensiero e la filosofia Greca, specie di Aristotele. Chi avrebbe mai potuto dire che sarebbe giunto il giorno nel quale il tuo raffinato intelletto e le tue qualità spirituali ti sarebbero state molto utili per imbarcarti nell'impresa di avvicinare il pensiero Cattolico alla filosofia indiana?”

 

Il Vescovo che mi ordinò, Mons. B. Cialeo, dopo essere stato insegnante di teologia all'Angelicum, precisa P. Anthony, aveva continuato la ricerca spirituale in India e mi aveva fatto dono del libro intitolato: “Le Religioni viventi dell'India” di N. Macnicol un missionario protestante che aveva studiato appassionatamente la spiritualità indiana. A Londra avevo incontrato un missionario inglese J.N.Farquer che aveva scritto una tesi: “Il Panteismo e i suoi valori nella vita”. Personalmente io stesso avevo avuto un ottimo rapporto con il P. Zacharias, il mio professore di filosofia indiana al seminario di Alwaye, che aveva scritto parecchio sulla spiritualità indiana.

Anche i Gesuiti Belgi di Calcutta stavano pubblicando la serie “La Luce dell'Asia”. Tutto questo infuocò la mia immaginazione, facendomi sentire che un giorno avrei potuto contribuire un poco anch'io a colmare il reale o apparente abisso esistente tra la filosofia indiana e il pensiero occidentale. Fu così che, entusiasmato dalle parole del Vescovo Cialeo, ricevetti l'ordinazione sacerdotale.san-domenico.jpg

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