Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.
Lo Yoga I°
Negli incontri di formazione spirituale, mi resi conto dell'esistenza dello Yoga, un sistema di pensiero, ritenuto universalmente valido per la gente moderna. Ne avevo sentito parlare vagamente, dicevano che si era ormai diffuso nel mondo; aveva superato le frontiere, rompendo barriere religiose, politiche, ideologico- filosofiche, unendo comunità differenti. Dove templi, moschee e chiese avevano fallito, lo yoga aveva messo insieme se non tutta l'umanità, almeno una buona parte di essa. Mi colpiva il fatto che ne risultavano interessati in buon numero anche gli scienziati. E la diffusione non era dovuta alla forza delle armi, all'imposizione di persone potenti, all'attrattiva del denaro e delle ricchezze. Veniva diffuso nel mondo attraverso l'amore e gli insegnamenti dei maestri e solo con lo scopo di diffondere un sicuro strumento di pace.
Inizialmente pensavo che lo Yoga fosse importante per la cultura indiana, ma venni subito corretta. “In Occidente abbiamo rincorso la sicurezza materiale giorno dopo giorno esperimentandone tutta la futilità. Abbiamo sognato il massimo del benessere fisico, dell'appagamento dei sensi, pensando di trovarvi la felicità. Di fronte al vuoto ci si accorge che lo Yoga è importante non solo in relazione alla cultura indiana, ma anche per i bisogni dell'uomo di oggi in generale”. Durante un convegno importante, un capo religioso chiese: “Come può lo Yoga essere inserito nell'attuale situazione mondiale?” Gli risposero: “Quando, nella Bhagavad Gita, (una delle principali opere religiose indiane) Arjuna (il discepolo-protagonista) fu colpito dalla depressione, da quel momento gli venne rivelato lo Yoga” . Il primo capitolo della Bhagavad Gita è infatti intitolato: “L'Angoscia di Arjuna”.
Così in quell'occasione, il conferenziere continuò per conto proprio: “Quando sei totalmente frustrato, si rivolse ad ogni singolo uditore, quando la tua mente non è più sotto controllo e quando sei sottoposto a costanti attacchi di depressione, rabbia, ansia, rancore, preoccupazione... quando la mente ha perso la sua stabilità e non riesci più a riordinare le idee e cerchi disperatamente di fare qualcosa per trovare una via...quel qualcosa è l'inizio dello Yoga. Lo yoga incomincia quando si è infelici, quando non si sta bene, quando non si dorme per notti intere rischiando psicosi e nevrosi, quando la mente è colma di pensieri negativi e perde il suo senso di pace”.
