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Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.

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ALLA RICERCA DI SE STESSI 11

LA SFIDA ODIERNA: RISVEGLIO DI DIO.

Oggi le grandi personalità del mondo dello spirito si trovano davanti alla sfida di risvegliare nella gente il senso di Dio e cercano una base d'appoggio che possa guidare gradualmente a raggiungerla. Per arrivare all'amore ci vuole un'attrattiva personale. Obbedire nel modo di comportarsi tra membri di una comunità, specie se i comandi vengono da un creatore in cui generalmente tutti credono più o meno convinti, non è impossibile. Avere delle norme comuni aiuta e dà sicurezza. Particolarmente attraverso le esperienze concrete della vita. Nella Bibbia ci sono prescrizioni dettate da Yahvè, particolarizzate, attinenti alle varie situazioni da sbalordire: materiali, economiche, sociali, morali, spirituali, religiose. Tutte collocate nell'ambito di un'esperienza individuale e collettiva che finisce con coinvolgere anche chi inizialmente le accosta con scetticismo. Io sono rimasto tante volte attonito davanti alla divinità di Yahveh. Non mi rendevo conto che era la condizione del popolo a condizionare l'immagine di Dio.

Il fatto che Jahvè dopo avere dato l'esistenza, con semplici comandi a tutto ciò che fa parte dell'universo, sia presentato per l'uomo nell'atto di formare un corpo con del fango, e di soffiargli l'alito vitale in modo da renderlo una creatura vivente è molto significativo. E' un fatto vicino all'esperienza dell'uomo primitivo che assisteva alla caduta della pioggia e constatava che essa impastava il terreno. Raccogliendola in mano poteva formare dei recipienti che lasciati al sole diventavano capaci di raccogliere l'acqua e portarla alle labbra.

“Era straordinario che a quel tempo, secoli prima di Cristo e in quei luoghi esistesse un popolo di pastori seminomadi, semi-nomadi lavoratori della terra stretti in unità intorno all'esistenza di un unico Dio e alle leggi da lui stabilite. Mosè è un uomo di una statura spirituale gigantesca. Il roveto ardente lascia spesso scettici gli occidentali moderni. Ma la definizione di Dio come “Colui che è” non rappresenta solo una rivelazione-interpretazione intellettuale di eccezione. Presuppone il coinvolgimento, la compresenza di Dio con l'uomo e, da parte dell'uomo, il raggiungimento dell'amore per Dio che è raggiungimento della propria realizzazione personale.

A tutto questo, avendolo sperimentato, Mosè desidera condurre anche il suo popolo, visto che, davanti alla grande protezione divina sperimentata nei propri confronti, (uscita dall'Egitto, passaggio del Mar Rosso e del deserto) si rende disponibile a seguire Dio invece che le ricchezze e il potere. Per facilitarne la strada, Mosè stabilisce un insieme di regole che lo disciplinano, lo aiutano a vivere nell'onestà e nella rettitudine. Trovando così la possibilità di adeguarsi alla volontà di Dio e raggiungere con lui anche un rapporto personale. Nonostante le proverbiali difficoltà e gli ammutinamenti, la Legge rimane sempre nella Bibbia uno stimolo al rapporto con Dio. “Ma per l'uomo di oggi, si domanda Chiara, c'è ancora nella Bibbia la possibilità di familiarizzare con l'esistenza di Dio? Riscoprire il senso di Dio?

 

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