Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.
UN DIO UNICO
“Abramo, il capostipite del popolo ebraico, viene presentato con una personalità di eccezione che ha una particolare familiarità con Dio, dal quale accetta l'ordine: “ Lascia la tua terra, la tua tribù, la casa di tuo padre, e va nella terra che io ti indicherò. Farò di te un popolo numeroso, una grande nazione. Il tuo nome diventerà famoso. Ti benedirò. Sarai fonte di benedizione. Farò del bene a chi te ne farà. Maledirò chi ti farà del male. Per mezzo tuo io benedirò tutti i popoli della terra”. Abramo lasciò la località di Carran insieme alla moglie Sara e al nipote Lot. Arrivato nella terra di Canaan Dio gli disse che quella era la terra che egli assegnava ai suoi discendenti. Abramo vi costruì un altare per lodare Dio. Una carestia portò Abramo in Egitto e per non correre il rischio di venire ucciso come marito di Sara si presentò a tutti come il fratello di lei. A chi gliene chiedeva la ragione rispondeva: “Non conoscendo il nostro Dio possono uccidermi per prendersi Sara”
“E' molto efficace usare il genere letterario che fa parlare direttamente Dio invece che condurre il racconto con le riflessioni e le intuizioni dell'uomo. Sono rimasta colpita dal fatto che Dio, avendo molta familiarità con Abramo, non gli vuole tacere la sua preoccupazione per “essere come costretto” a punire le due città di Sodoma e Gomorra. Il massimo dell'intesa reciproca è nel fatto che Abramo suggerisce una possibilità di cambiare il destino delle colpevoli tenendo conto che in esse ci possono essere dei “Giusti” che non meritano il castigo comune. Il gioco è profondamente umano. “Se ci fossero, cinquanta persone oneste?, quaranta cinque?... potrebbe venire evitato il disastro?” Il numero cala fino al minimo, ma Dio è giusto e salva solo Lot, che abitando nelle vicinanze delle due città è invitato da Dio stesso ad allontanarsene. Il modo di far parlare direttamente Dio, rimane nella Bibbia, lo si trova con personalità eccezionali, ma quale effetto può avere con gente comune come noi?”
“Vediamo ancora Mosè, sottolinea Michele, perchè anch'egli è una personalità di eccezione e gioca un ruolo indispensabile nel rapporto personale con Dio. Le sue vicende di bambino ebreo destinato a morire e poi salvato dalle acque dalla figlia del faraone e destinato alla vita di corte in Egitto è quanto mai simbolica e indicativa. Non stupisce che di fronte ai maltrattamenti subiti dai suoi connazionali egli si sia interrogato e abbia intuito e scelto il compito particolare della sua vita. La Bibbia dice che Mosè riceve personalmente da Dio il mandato di liberare il popolo dagli egiziani e diventa l'intermediario di Yahvè nella guida attraverso il deserto. La sua formazione verificatesi in un ambiente di cultura raffinata gli suggerisce la necessità di trovare un sistema di disciplina per organizzare gli ebrei fuggiti dall'Egitto. E' sua la formulazione della legge che permette ad Israele un'organizzazione indispensabile. E che i comandamenti siano formulati in prima persona da Dio stesso danno loro quell'autorità, quella solennità che è tipica di un grande Dio unico. “Nessun altro Dio era pari al loro”, stando alle convinzioni degli ebrei. I passi più significativi del processo religioso, nel suo evolversi, sono segnati da personalità eccezionali, capaci di un rapporto personale con Dio. Quando si tratta del popolo nel suo insieme, il passo va più a rilento. L'osservanza esteriore dei precetti è più facile di solito e precede quella interiore. E' come dire che si impara dapprima a temere e obbedire Dio, poi un po' alla volta, gradualmente, si impara anche a conoscerlo meglio e ad amarlo.