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Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.

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ALLA RICERCA DI SE STESSI 9

L'INCONTRO con JAHVE'.

“Dico la verità: la lettura del primo capitolo della Bibbia mi è piaciuto e mi ha perfino divertito. Forse perchè l'ho letto per la prima volta” afferma con persuasione Manuela. Da bambini ci raccontavano il contenuto adattandocelo e da adulti, indifferenti in fatto di religione com'è la maggior parte di noi, pensiamo di conoscerlo abbastanza. Invece bisogna leggerlo proprio da adulti. Mi sono fatta un'idea d'insieme a cui mi piace pensare. In un primo momento ritenevo che avrei ricavato i motivi fondamentali della fede, cercandoli anche da parte mia, ma dopo la lettura della creazione, mi interessò vivacemente cercare come gli uomini antichi riuscivano a scoprire per conto loro il grande Spirito e com'erano interessati a trasmettere le scoperte circa il grande Spirito ricavate dagli insegnamenti religiosi”.

“Importante e molto è il fatto che Yahveh è il Dio di Abramo e dei suoi familiari e discendenti. Non viene presentato come un personaggio mitico, immaginario, un tipo grande, evanescente. Stando poi alla storia si sa che Abramo viveva in mezzo a gente che non aveva nessuna cognizione di un grande Essere da cui derivano gli uomini. Nella sua storia si dice che questo grande Essere, Jahvè, gli ha suggerito, comandato, gli ha fatto capire possiamo pensare noi, che era meglio che lasciasse il paese dove si trovava, dove la gente si dedicava ad onorare e cercare aiuti in elementi della natura del tutto inadeguati. Abramo è un capostipite che ha di Jahvè un'esperienza personale, non facile da comunicare e da trasmettere, ma la vive in modo da riscuotere nei suoi famigliari e discendenti il massimo di fiducia”. Chiara trasmette la sua intuizione con una forza tutta personale. Michele è pronto a continuare.

“E' molto interessante come si sviluppa la scoperta di Jahvè nel mondo ebraico. Dopo aver liberato gli ebrei dalla schiavitù in Egitto e aver stipulato con loro il famoso “patto di alleanza”, Egli è ritenuto il Dio di Israele, cioè di tutto il popolo. Con la formulazione dei comandamenti scritti su tavole di pietra durante l'attraversata del deserto per raggiungere la Palestina, dopo il miracoloso passaggio del Mar Rosso, con l'andare del tempo viene riconosciuto come il Dio unico universale. Creatore del mondo. Tale Dio, particolarmente nella concezione di Dio-Padre, Dio-Amore è proclamato anche da Gesù di Nazareth e quindi dal cristianesimo. In un rapido sguardo alla concezione del Dio di Israele, si rileva che egli non viene mai recepito come una entità astratta. I graduali passaggi, di crescita in crescita nella scoperta di Dio sono sempre legati e rafforzati da esperienze in cui il popolo d'Israele riconosce di essere aiutato protetto, benedetto e guidato da Jahvè”.

“Mi è piaciuta particolarmente la figura di Abramo. Non so se ad essa viene attribuita una valenza storica ineccepibile. Anche se non lo fosse è frutto di una ispirazione straordinaria. Un esemplare di Uomo di Dio valido per tutti i tempi”.

“Mi colpisce maggiormente in Abramo il fatto che coglie la presenza di Dio tramite un rapporto personale che coinvolge anche parenti e discendenti. Giacobbe dichiara che il suo Dio è quello di Abramo dopo essere stato da lui visitato in sogno e averne sentito ripetere le promesse. Posso raccontare il sogno di Giacobbe, la prossima volta?” Chiara era rimasta particolarmente soddisfatta della loro prima serata biblica.

 

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