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Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.

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A Pasqua GLI ULTIMI MOMENTI della vita di Gesù.

 

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Nei racconti del Vangelo, Gesù di Nazaret appare come uno che sa di avere dei nemici, sa di essere odiato. “Noi saliamo ora a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo (così egli indicava spesso se stesso) sarà dato in mano ai grandi sacerdoti e agli scribi che lo condanneranno a morte... ma dopo tre giorni egli risusciterà”. (Mc. 10, 33-34)
Dopo la risurrezione di Lazzaro, suo amico, i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il tribunale ebraico e dissero: “Che cosa faremo ora? Quest'uomo compie molti miracoli. Se lo lasciamo fare, tutti crederanno in lui. Allora verranno i Romani e distruggeranno il tempio e la nostra nazione”.
Caifa, il sommo sacerdote di quell'anno osservò: “Voi non capite! Non vi rendete conto che è meglio per voi la morte di un solo uomo che la rovina di tutta la nazione!”.
Come sommo sacerdote fece una profezia, disse che Gesù sarebbe morto per tutta la nazione non solo, ma anche per unire i figli di Dio dispersi”. (Gv. 11, 47-52).
In un'altra occasione, Gesù affermò:”Sono profondamente turbato.Che cosa devo fare? Dire al Padre: fammi evitare questa prova? Ma è proprio per questo che sono venuto. Padre, glorifica il tuo nome!”. Allora una voce disse dal cielo: “L'ho glorificato e lo glorificherò ancora”.
La gente sentì e alcuni dissero: “E' un tuono”. Altri dicevano: “No. E' un angelo che gli ha parlato”. Gesù rispose: “Quella voce non era per me, ma per voi. Ora incomincia il giudizio per questo mondo: ora il demonio, il capo di questo mondo, sta per essere buttato fuori. E quando sarò innalzato dalla terra, io attirerò a me tutti gli uomini”.
L'evangelista precisa che Gesù diceva: “Quando sarò innalzato”, per far capire che sarebbe morto su una croce”.(Gv 12, 27-33)

Queste affermazioni suonavano per tutti alla stessa maniera, ma era diverso il modo, tutto personale, di venire recepite. Particolare questo molto significativo per arrivare a capire che cosa significa credere in Cristo. Per le rivelazioni fatte da Gesù ai suoi discepoli è molto importante l'ultima cena che egli trascorse con i discepoli prima di essere arrestato, torturato e processato.
Il Vangelo di Giovanni afferma che egli aveva ormai compiuto molti miracoli davanti al popolo, eppure non credevano in lui, anche se molti fra i capi lo facevano, non davanti ai farisei per la paura di essere cacciati dalla comunità.
“Per loro era più importante essere rispettati dagli uomini che essere apprezzati da Dio”.

“Io sono venuto nel mondo come luce, perchè chi crede in me non rimanga nelle tenebre...
Io non parlo di mia inziativa; il Padre che mi ha mandato mi comunica quello che devo dire”. (Gv 12, 37-49).
Gesù sapeva che era giunto per lui il momento di lasciare questo mondo e tornare al Padre. Sapeva di aver avuto dal Padre ogni potere; sapeva pure di essere venuto da Dio e che a Dio ritornava. E sapeva che Giuda, uno dei discepoli stava per tradirlo. Allora si alzò da tavola e cintosi un asciugamano e presa dell'acqua in un catino incominciò a lavare i piedi ai suoi discepoli. Nei vari momenti di questa cena molto conviviale e prolungata, i discepoli diedero prova dei loro sentimenti, delle loro personali espressioni di fede verso il Maestro.
Quando nella lavanda dei piedi, arrivò il turno di Simon Pietro, “Tu non mi laverai mai i piedi”, protestò. Gesù diede a tutti la spiegazione del suo gesto:
“Voi mi chiamate Maestro e Signore e fate bene perchè lo sono. Dunque, se io, Signore e Maestro vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato un esempio perchè facciate come io ho fatto a voi”.(Gv 13, 8-16).lavanda dei piedi ultima cena-copia-1

Poi Gesù, molto turbato, annunciò che uno di loro lo avrebbe tradito ed essi si guardavano stupiti perchè non sapevano chi fosse. Simon Pietro fece un cenno a Giovanni che sedeva vicino al Maestro, invitandolo a chiedere: “Chi è Signore?” Gesù rispose:
“E' quello a cui darò un pezzo di pane inzuppato”. Intinse un pezzo di pane nel piatto e lo tese a Giuda, dicendo: ”Quello che devi fare, fallo subito”. Nessuno dei commensali capì il senso di quella frase. Dal momento che Giuda teneva la cassa comune, qualcuno pensò che si trattasse di una commissione per la festa o per dare qualcosa ai poveri.
“Giuda dunque prese il pane e poi uscì subito. Era notte” (Gv 13, 22-30).

Uscito Giuda, Gesù riprese a parlare: ”Amici miei, per poco tempo ormai resterò con voi. Mi cercherete, ma dove sono io voi non potete venire. Vi do un comandamento nuovo: amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi. Da questo riconosceranno se siete miei discepoli: se vi amerete gli uni gli altri”. (Gv 13, 31-33).
Simon Pietro lo interruppe:” Dove vai, Signore?”
“Dove vado io, tu non puoi venire, almeno per ora; mi seguirai poi”.
“Perchè non posso seguirti ora? Sono pronto a morire per te!”
“Tu sei pronto a morire per me?, replicò Gesù. Ti dico io quello che farai: prima dell'alba, prima che il gallo canti, tu per tre volte dirai che non mi conosci. Io vado a prepararvi un posto, poi verrò a prendervi, così sarete anche voi dove sono io e conoscerete la strada. (Gv 13, 36-38)
“Se non sappiamo dove vai, ribattè Tommaso, come facciamo a conoscere la strada? ”Gesù gli rispose: “Io sono la via, sono la verità e la vita. Solo per mezzo di me si andrà al Padre“.
“Signore, propose Filippo, mostraci il Padre e ci basta!”.
“Filippo, replicò Gesù, sono stato tanto tempo con voi e non mi conosci ancora? Chi vede me, vede il Padre. Non credi che io vivo nel Padre e il Padre vive in me?...Ve lo assicuro: chi ha fede in me, farà anch'egli quello che faccio io e farà cose anche più grandi, perchè io ritorno al Padre. E tutto quello che domanderete nel mio nome io lo farò perchè la gloria del Padre sia manifesta nel Figlio”.(Gv 14, 5-12)
L'insistenza con cui Gesù si adoperava per rassicurare i discepoli è davvero indice di un amore infinito. “Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro consolatore che starà sempre con voi, lo Spirito di verità. Il mondo non lo vede e non lo conosce, perciò non può riceverlo. Voi lo conoscete perchè è con voi e sarà con voi sempre. Non vi lascierò orfani, tornerò da voi. Fra poco il mondo non mi vedrà più, ma voi mi vedrete perchè io ho la vita e anche voi vivrete… Chi mi ama veramente, conosce i miei comandamenti e li mette in pratica. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio; anch'io lo amerò e mi farò conoscere a lui e con il Padre vivremo in lui.”(Gv 14,15-23)-

Il clima creato da Gesù con i suoi era completamente altro, irrespirabile, irriconoscibile, rispetto al comune andamento del nostro quotidiano. Ma i discepoli erano stati preparati umanamente dal maestro a percepire il senso di mistero costituito dalla sua vita e dalla sua morte. Non riuscivano a comprendere chiaramente che cosa stava per succedere, ma si sentivano amati. Non accettavano che egli stesse per andarsene, ma venivano rassicurati che non sarebbero stati abbandonati a se stessi. Lo Spirito che Cristo avrebbe lasciato loro, ed era il suo, non solo non li avrebbe mai abbandonati, ma avrebbe fatto loro capire il senso di mistero che accompagnava i suoi discorsi. Lo spirito dell'uomo è aperto al soprannaturale, ma il modo per raggiungerlo è graduale, procede con il lento aprirsi dell'animo a una visione più ampia della realtà del creato. Nonostante tutto questo, il venerdì santo, non li trovò in grado di assistere al dramma più controverso della storia.

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