Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.
Statistiche serie affermano che in media, in Italia, viene uccisa una donna ogni 3 giorni. I mezzi usati in prevalenza sono manuali,
coltelli alla portata di mano o le mani stesse con aggeggi da nulla come un semplice fular. I mezzi a mio parere sono di un'incredibile coerenza. Un colpo d'arma da fuoco è celere, non
rende il ripetitivo snodarsi e infuriare e affievolirsi della passione, il suo graduale appagamento.
Il sistema è in atto ormai da anni. E le reazioni? Quelle dei mas-media, dei vari programmi televisivi giornalieri, finiscono con il
creare la nausea. Chiacchiere a non finire, con inviti di personaggi qualificati (non si sa quanto vengono pagati), con una ricerca di particolari ripetuti alla noia, con anticipi non si sa
quanto qualificanti di processi che in Italia dureranno, esagero volutamente, anni luce. Poi l'interruzione dell'appetitoso tema delinquenza-cronaca-nera, con qualche fatto giornaliero di cui
tutti si sentono chiamati a parlare. Senza dispiegazione a quattro lati alla TV, nessuna soluzione ai problemi della vita. Se in qualche momento di maggiore vaniloquio, io venissi richiesta
di una definizione che qualifichi gli italiani: palloni in atto di gonfiarsi di parole altrui: parolai
in atto di gonfiare palloni con parole proprie. Parole. Tante parole. Solo parole. Se non fossero animate dal bisogno di apparire,
saremmo al Nulla
Ho assistito ad uno dei più calorosi antipasti processo-cronaca-nera. Delitto in famiglia. Invitate come esperte 3 donne
qualificate come medico di base, psichiatra, psicologo.
Il conduttore è ritenuto uno degli uomini più affascinanti. Le 3 signore cercavano ogni mezzo, anche se da punti di vista
diversi, per andare al di là degli elementi tangibili della situazione.Gelosia, momento di follia, esito di visita psichiatrica. Denuncia legale rimandata. Proscioglimento indebito...
“Le leggi che stabiliscono il rispetto di ogni persona...” sottolineava una delle esperte.
“L'uomo non può continuare a considerare la donna come un suo possesso. Lei non è obbligata a lasciarsi usare... “ insisteva
l'altra.
“ Se lei aggiungeva la terza rivolta al conduttore, non ammette che si deve obbligatoriamente rivedere la qualità del rapporto tra i
due; se dopo un giorno di carcere e maltrattamenti del genere, lui può uscire perchè lei non è morta... un giudice può sempre trovare un elemento per dire che lei era consenziente... Lei stesso,
finisce col ritenere la donna colpevole almeno in parte”.
La superiorità dell'uomo non è solo una convinzione respirata da sempre senza incrinature dalla tradizione, si incarna visceralmente
come un primario elemento di natura.
In un momento di crisi, la reazione è immediata ed essenzialmente emotiva. Uccisione condotta barbaramente? Ma
lei...lei...! Errori da parte sua ce ne possono essere. Uno consiste senz'altro nel ritenere che la gelosia sconfinata nella brutalità sia una prova d'amore e crea la speranza che
ogni volta sia l'ultima. Ma ogni errore o l'insieme degli errori giustificano il diritto ad uccidere?
In un incontro tra donne per la festa della donna, venne rilevata all'unanimità la mancanza assoluta di riferimenti a rimedi
obbligatori, dettati o almeno suggeriti da parte di persone responsabili ad es. nell'ambito religioso.
“Andiamo in chiesa ogni domenica, sentiamo leggere ogni volta un tratto del vangelo, avete mai sentito un riferimento alla ormai
consueta abituale uccisione delle donne? Non contengono i passi del Vangelo elementi che conducono a riflettere sui fatti della vita quotidiana? Perchè anche noi donne accettiamo che non si
discuta mai con serietà da persone che ne hanno l'autorità e dovrebbero sentirne anche il dovere, sulla necessità di esaminare la cause di consuetudini obbrobriose? Basta l'espressione del
disgusto ad ogni annuncio di un nuovo delitto? Si porta a discolpa il fatto che ormai la maggiore quantità di omicidi avviene in famiglia anche tra genitori e figli e non solo da parte di uomini
che uccidono le donne?”
“ Forse noi non ne siamo al corrente. C'è qualcuna delle presenti che ha sentito di persona o sentito riferire o ha letto che
tra le persone di Chiesa ci sia un discorso aperto per rivedere e rivendicare il significato del rapporto uomo donna? A parole l'ugualianza di natura e di diritti tra i due viene ammessa
candidamente, ma non ha fatto e non fa cultura. Non è entrata nel modo personale di pensare e quindi neanche nel costume, nel modo di fare”.
“Se ne accenna in qualche politico, come esigenza di giustizia sociale, come diritto al lavoro. Da un gruppo di donne di recente è
venuta l'esigenza che i giovani avvocati addetti alla difesa delle donne nelle cause penali e civili siano particolarmente addestrati anche psicologicamente sulle caratteristiche specifiche di
uomini e donne”.
“Spesso sono le donne stesse a mancare di tatto nella cosìdetta loro emancipazione e mentre nell'ambito del lavoro vengono, sia pure
lentamente valorizzate, nell'ambio ecclesiale non diminuisce per nulla la paura dell'”emancipazione femminile”.