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Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.

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L'UOMO CHE SOGNO' DI UNIFICARE IL MONDO 1


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Si chiamava Anthony Elenjimittam indiano del Kerala. Era nato il 22 giugno 1915 in una famiglia cattolica da cinque generazioni, grazie alla presenza sul posto di un gruppo di missionari domenicani italiani. Data la sua appartenenza alla chiesa cattolica, ebbe fin dall'inizio indicata con precisione la sua data di nascita nell'elenco dei battezzati della parrocchia di Moothedam. Non esisteva ancora il sistema civile di fissare l'esistenza dei cittadini.

 

I miei genitori come tutti i membri delle nostre famiglie Elenjimittam erano Cattolici Romani molto ortodossi cresciuti e educati nella tradizione Portoghese e Spagnola. Mio padre Verkey e mia madre Rosa, rigidamente ortodossi, data la tolleranza religiosa insita nella mentalità indiana, vissero sempre in armonia con le famiglie indù del vicinato.

 

Iniziata la scuola a quattro anni, nella sezione creata dai missionari a solo beneficio dei bambini cristiani della parrocchia, Anthony passò poi in una scuola privata indiana dove l'influenza del governo inglese era meno pesante. Finiti gli studi secondari, a 15 anni entrò nel seminario diocesano di Ernakulam con il desiderio di diventare prete.

A vent'anni si profilò per lui la possibilità di venire in Italia, studiare teologia, diventare sacerdote, abbracciare la vita religiosa fra i domenicani.

Quando incominciò ad avvertire profondamente il desiderio di ritornare in patria la lotta che in India veniva condotta per l'emancipazione dall'Inghilterra, lo costrinse a rimanere in Europa.

Solo nell'anno 1953-54 si verificò il “Ritorno a Casa” dopo aver ampliato le sue esperienze frequentando il Partito Comunista Inglese, dopo aver preso parte al Congresso Nazionale Indiano del dopo guerra, incontrato personalità come Mahatma Gandhi, i più celebri rappresentanti della spiritualità orientale e i coraggiosi leaders dell'Indipendenza Indiana, gruppi religiosi di ogni genere e di ogni cultura.

 

Ottenni così, afferma, una vasta e profonda esperienza degli esseri umani, di santi e saggi di tutte le religioni. Da essi appresi la via per giungere a Dio e conoscere il Sé Cosmico, l'Intelligenza Infinita e l'Amore incondizionato che si manifesta dovunque, da un atomo ai sistemi solari e alle galassie.

 

In occasione del “Ritorno a Casa”, ”II mensile Cattolico” di Allahabad aveva pubblicato una serie di articoli in cui P. Anthony testimoniava attraverso le sue molteplici esperienze una visione del Cattolicesimo arricchito ed ampliato. Migliaia di amici in India, Italia, Inghilterra ed altri Paesi lo pregarono di “scrivere qualcosa circa l'esperienza vissuta durante la fanciullezza all'interno della Chiesa Cattolica ufficiale del Kerala, fino alla maturità del momento in cui si dimostrava capace di abbracciare tutti i valori spirituali, tutti gli insegnamenti mistici e le filosofie esoteriche come tesori destinati ad arricchire ed espandere la Chiesa Cattolica Romana tradizionale fino a dimensioni cosmiche”.

 

“Come giungesti, gli chiedevano gli amici, dal Cattolicesimo Romano, all'Ecumenismo Cosmico? Come fai a trovarti altrettanto bene con i Cattolici Romani, Protestanti, Indù e Buddisti, con i Sufi e gli Yogi, i Teosofi e gli Antroposofi e con tutti?”

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La risposta, dice P.Anthony, è contenuta nel grande messaggio lanciato da Papa Giovanni XXIII : “Cerchiamo una volta per tutte di scoprire che cos'è che ci unisce e di dimenticare che cosa ci separa (uomo dall'uomo, religione da religione, nazione da nazione e una razza dalle altre)”. Rimembrando i tempi apostolici, non ho fatto altro che seguire il Sentiero mostrato da San Paolo che disse: “Mi sono fatto Giudeo per salvare i Giudei, Greco per i Greci, mi sono fatto tutto per tutti per salvare tutti”.

Questo mio avventuroso pellegrinaggio in seno di varie chiese, varie strutture e genti di tutte le fedi sia religiose sia antireligiose, mi ha insegnato che dopo tutto l'Uomo è Uno, sebbene gli uomini siano molti, che la Religione è Una, sebbene coesistano più religioni, che tutti sono Uno, Uno senza Secondo, sebbene tutti siano o sembrino molti”

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Agli amici e ammiratori premeva sapere com'erano i suoi rapporti con la Chiesa Cattolica, ma P. Anthony riteneva che i tempi non fossero ancora maturi per parlarne apertamente.

 

Stiamo vivendo, scriveva, la dolorosa nascita di una nuova umanità, libera dalle ristrette mura del parocchialismo, delle autonomie locali, del razzismo, del nazionalismo e del linguismo. Gli imperi cadono, le grandi organizzazioni crollano, gli Zar e i Califfi scompaiono. Tutto è soggetto al mutamento e noi abbiamo estremamente bisogno di quella visione umanistica, razionale, scientifica e psicologica che ci riconduca in seno all'Eterno.

 

Se pensiamo prima di tutto di essere Indiani, Giapponesi, Russi o Americani, Francesi o Spagnoli, e solo poi, esseri umani, allora stiamo sicuramente mettendo il carro davanti ai buoi e non potremo certamente andare oltre.

Se pensiamo e agiamo in base all'essere prima Cattolici Romani, Anglicani, Luterani, Buddhisti, Scintoisti o Mussulmani, allora non saremo certo in grado di risolvere i nostri problemi di base. Prima di incollarci addosso una qualche etichetta, siamo soprattutto “essere umani”.

Le etichette religiose sono l'ostacolo principale che sta dinanzi al problema di tutti i problemi, l'Uomo, l'Homo sapiens, figlio della terra come corpo animato, ma figlio del Cielo, di Dio, come mente e spirito.

L'uomo ha veramente in sé la forza per realizzare la sua identità divina.

 

Nel 1943, in qualità di studente del Manchester College of Oxford, P. Anthony imparò a memoria l'Inno Unitario composto da George Matheson:

 

RIUNISCICI TU!

Riuniscici Tu, o Amore che tutto abbracci;

Riporta al tuo Ovile le nostre differenti religioni;

Lacera il velo dal tempio dell'uomo e fallo cadere;

Che noi tutti possiamo comprenderti come l'Antico;

Riuniscici Tu.

…......

Tua è la mistica Luce a cui la grande India anela;

Tua è la Luce Parsi che cancella il peccato;

Tua è la luce Buddhista che acquieta ogni onda;

Tuo è l'impero di una grande Cina ideale;

Riuniscici Tu.

 

Tua è la potenza dei Romani, libera però dal suo orgoglio;

Tuo è il felice mondo dei Greci, libero da desideri;

Tue sono le leggi della Giudea, sorrette però dall'Amore,

Tua è la Verità che discrimina e la grazia che salva;

Riuniscici Tu.

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