Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.
Siamo sicuri di conoscere il vero significato
di ciò che costituisce la Religione?
Nella storia dell'umanità essa è stata sicuramente una ricchezza. Nelle sue forme strutturate si è prodigata per le classi più deboli, soccorrendole nella povertà, adoperandosi nei momenti di gravi calamità naturali. Per quanto riguarda la nostra religione, dovendo comunicare la propria dottrina ha contribuito ad impartire una forma almeno elementare di cultura. Ha creato le prime scuole come centri dell'apprendimento non solo della filosofia e della teologia, ma anche delle scienze profane e della letteratura. I suoi monasteri sono stati per secoli centri insuperabili del sapere.
La religione ha però i suoi approcci significativi anzitutto con i singoli individui. L'associazione e le grandi organizzazioni avvengono in un secondo momento.
Riflettendo su noi stessi e osservando la realtà circostante, abbiamo delle intuizioni riguardanti la nostra origine che ci convincono di non esserci fatti da sé, ma di provenire da un Essere Superiore. Le nostre indagini proseguono, si arricchiscono con l'apporto degli altri uomini.
Su questa linea riceviamo insegnamenti che fanno parte della tradizione e della cultura propria dell'ambiente in cui siamo nati e in cui viviamo. Veniamo anche rassicurati che la nostra religione, con l'insieme degli insegnamenti e delle pratiche è una religione rivelata da Dio e quindi vera.
Quando io, ragazzina, ho chiesto ad un sacerdote cattolico la spiegazione del termine “rivelazione”, mi rispose sbrigativamente: “Togliere il velo!” vedendo il mio disappunto aggiunse. “E' come tirare il sipario del palcoscenico. Si vede quello che c'è dietro”.
Con il passare del tempo e riflettendo sugli elementi: velo, sipario, incominciai a chiedermi che cosa c'era sotto il velo e che cosa si vedeva sul palcoscenico. Mi sembrò di avere fatto una grande scoperta quando pensai che un sipario non viene aperto se non c' è uno spettatore in sala e l'operazione viene fatta se c'è qualcosa da mostrargli. Nei primi anni della mia formazione religiosa io non sono mai riuscita a capire che la rivelazione avviene a due: Dio e l'uomo. Veniva privilegiata l'azione di Dio che parla, dà i comandamenti e se l'uomo è nominato non è niente più di una statua silenziosa, impassibile. Quando mi sono resa conto, da sola, che Dio si rivela, si manifesta all'uomo in una maniera in cui l'uomo è capace di capire, e cioè mi sono resa conto che io sono la persona che guarda verso il palcoscenico e collabora, ascolta, se non capisce pensa e chiede spiegazioni, perché si sente attirata, legata...vuole essere insieme! E' stato come scoprire un mondo sconosciuto. Ho fatto un'esperienza, un'impagabile esperienza.
In Occidente solo i grandi mistici parlano di esperienza nei confronti di Dio. Ufficialmente le Religioni non è che ci tengano a dare le tecniche che avvicinano all'esperienza
di Dio. Vale molto di più organizzare la dottrina, stabilire gli atti di culto, attivare la presenza dei fedeli, avvalersi della loro collaborazione e il singolo individuo può sentirsi
appartenere ad un grande sistema di relazioni senza che in lui, interiormente, nulla si muova o si trasformi.
In simili situazioni, chi detiene l'autorità può godere per il buon andamento dell'insieme, per la valida influenza in campo sociale e la buona riuscita di progettazioni a buon profitto. In effetti però il biblico :“Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza” rimane relegato a distanza. L'uomo rispecchia l'immagine di Dio in quanto entra in comunione con il suo Spirito. E' questa comunione che permette l'apertura al Regno di Dio tanto vagheggiata da Gesù nel Vangelo di Giovanni.
A questo punto ha senso la domanda di chi chiede: “Quando parliamo di Religione, intendiamo sempre e soltanto la dottrina pura e non le chiese e le situazioni?”
Con il termine 'chiesa' si intende l'edificio, l'assemblea, il gruppo e anche l'unione e comunione degli spiriti.
“La pura dottrina che non vivifica un'anima, non crea comunione, resta insegnamento astratto. Un insegnamento astratto va individuato come insegnamento. Quando questo viene accettato e condiviso assume una qualità vitale che trasmette energia, vitalità e crea relazioni di spirito tra anima ed anima.
In occasione delle feste pasquali, su questo blog si è parlato più volte delle relazioni di Gesù di Nazaret con i suoi discepoli: “Questo è il mio comando. Che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi .Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi sarete miei amici, se farete quanto io vi chiedo...”.
La relazione di Gesù con i suoi discepoli è una forma di comunione che si traduce anche in atti esterni come cenare insieme, ma è soprattutto un rapporto tra anima ed anima, tra spirito e spirito. E' chiesa o comunione ecclesiale.
Tra i discepoli, Giuda aveva tramato il tradimento del Maestro. Egli si presentò ugualmente all'ultima cena con gli altri, ma il suo rapporto di comunione di spirito con Gesù era finito.
Se tra persone che frequentano onestamente ambienti di chiesa ce ne sono altre che in quegli ambienti commettono disonestà, per questi la relazione dello spirito non c'è più.
Cliny è stato un celebre monastero medioevale i cui monaci si sono molto battuti perché vescovi dalla condotta indegna non venissero investiti del possedimento di terreni appartenenti alla chiesa. Dopo alcune centinaia d'anni l'attività di Cliny cambiò completamente: i monaci presenti eseguivano di propria mano le assegnazioni indebite. Lo spirito ecclesiale non esisteva più e non doveva essere ritenuto presente perché a manovrare in maniera disonesta erano i monaci.
Possono infiltrarsi degli errori nei tentativi di cercare di raggiungere la Presenza di Dio?
“Sì! Io ho letto una precisazione del grande scienziato russo P. Florenskij a proposito dell'accertamento se si è nella verità oppure
no. “All'uomo, dice, manca la conoscenza delle condizioni di attendibilità della verità cioè la comprensione del carattere specifico della verità, il riconoscimento nella verità del segno che la
contraddistingue dalla non verità”. E noi possiamo arrivare a questo riconoscimento. Implica una buona capacità di interiorizzazione.
La ricerca della verità è un grande nobilissima passione. Ed in questa ricerca noi veniamo aiutati dallo Spirito, il Consolatore che Gesù ha promesso con una squisitissima concessione di amore
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