Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.
“Quasi tutta la mia vita è un totale paradosso...viaggio verso il mio destino nel ventre di un paradosso” (Thomas Merton).
Entrato in un monastero di trappisti, contraddistinto per l'assoluto silenzio, per Merton la solitudine non è tanto una situazione esteriore quanto una dimensione interiore. “Solo tramite la libertà e il completo distacco si possono veramente incontrare gli altri e tutta la creazione”
Più siamo soli con Dio, scrive, più siamo uniti gli uni agli altri
perchè Dio è infinita solitudine e infinita compagnia.
La solitudine non è una fuga, è un ritorno alla realtà,
mentre vivere in mezzo agli altri, condividendo solo il rumore
e la generale distrazione, isola gli uomini nel modo peggiore,
li separa dalla realtà, dagli altri e dalla propria vera identità.
Avverte con fine sensibilità come tra gli ammassi di gente “rabbia e confusione si concentrano in un “isolamento” di luci al neon e di aria condizionata abbacinato dallo scintillio dei prodotti, pervaso dal ronzio di musichette registrate, impestato dall'odore dolciastro amorfo e sterile del mondo tecnologico”. (Congetture di un testimone colpevole)
Merton nota con consapevolezza che “la falsità pervade non solo la società moderna e tecnologica, ma anche gli ambienti cristiani, laici o religiosi, in cui “Dio” non è il mistero che si incontra nel buio della fede, ma il prodotto di consuetudini religiose e sociali.
Questa inautenticità impedisce il contatto con la propria essenza e con il vero Dio. La nostra identità è silenziosa e nascosta.
“Non si può parlarne. Deve rimanere in silenzio. Ogni tentativo di espressione,di verbalizzazione, la adultera e in un certo senso la distrugge”.
A questo punto chi scrive e chi legge non può non mettersi a tacere.(M. M.)