Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.

Nell'anno in corso, il 2012 , una crisi economica pesa sull'umanità in generale in modo da creare una serie di problematiche
difficili da gestire e impossibili da risolvere. Generata da un lungo periodo di soprusi nel gestire i beni materiali, nello scempio delle forze della natura, nello squilibrio drammatico dei
rapporti tra gli uomini e gli elementi del creato, nel gioco folle delle varie forme di finanze, la crisi rende l'umanità incapace di gestirsi, di cogliere il senso dei valori e di misurarne la
portata. La carica di pesantezze è tale da renderle impossibile progettare un piano di ripresa e individuarne i mezzi.
Nel ristretto territorio del Friuli, in poco tempo, si sono verificati 52 suicidi. A togliersi la vita sono piccoli imprenditori
gravati dal peso di tasse, sproporzionate in rapporto al proprio guadagno, sono cittadini che vengono privati di ogni aiuto da parte delle istituzioni e colpiti da leggi create per proteggere il
potere dei ricchi e dei grandi imprenditori, sono lavoratori umiliati dall'indifferenza con cui chi governa sorvola sulle gravi ingiustizie che fanno fallire le iniziative dei poveri e dei
piccoli.
La mancanza assoluta di senso del bene comune rende il genere umano irriconoscibile. E' come se i periodi di gravi influenze negative
del vicino passato quali nazismo, comunismo, imperialismo, fascismo. ..eclissandosi, avessero contagiato le future generazione con le peggiori forme di presuntuoso individualismo.

Che cosa fa un uomo quando si vede mancare il lavoro? Quando constasta che coloro che hanno la responsabilità di governare non si
preoccupano degli squilibri nella ripartizione dei beni, dello sciupio e della devastazione di risorse che gravano in maniera notevole sulle spese comuni a danno delle persone più povere? A chi
viene tolta la possibità di lavorare per vivere e per mantenere la propria famiglia, sotto forma di privazioni che si presentano senza speranza di cambiamento in futuro, viene moralmente e
psicologicamente somministrata la morte. Quelli che se la procurano anche fisicamente vengono considerati con un senso di pietà profonda solo da chi al momento si trova nelle stesse situazioni
economiche. L'indifferenza, l'insensibilità assoluta sono i derivati immediati della stupidità tipica di coloro che, malati di ridicola onnipotenza, giustificano ogni vituperevole disonestà a
danno di altri considerati come singoli o come Stato.
Ad un certo punto della storia, la religione è stata considerata, si può dire che è stata anche odiata come oppio del popolo. Che nel
tempo anche le migliori istituzioni religiose si siano, nei propri rappresentanti, macchiate di nefandezze, non si può e non si deve negarlo. Riflettiamo un momento sul Cristianesimo. Esso è un
evento, un fatto storico che non si riduce ad un insieme di dottrine, di norme da osservare o pratiche da eseguire. Esistono anche queste. Ma il cristianesimo è prima di tutto l'entrata nella
storia di un personaggio umanamente straordinario: Gesù di Nazaret. Egli spiega la sua venuta con il compito di aiutare l'uomo a riscoprire la propria natura. E all'uomo singolo, alla sua
coscienza egli si è rivolto. Il ciclo delle feste pasquali ha appena fatto rivivere le forme di rapporto personale che egli ha creato con i suoi discepoli. La sua vita è stata un rimprovero
costante allo scempio dei valori umani creato dalla fame di potere. E un prezzo pagato al potere è stata anche la sua morte, decretata dalla più alta autorità religiosa del tempo. Una forma di
religione che suggerisca la rassegnazione al posto della rivendicazione dei propri diritti e in vista della beatitudine eterna, non è mai stata sostenuta da Gesù che ha sempre caldeggiato la
giustizia e combattuto di persona la fame e la sofferenza. La fede in Cristo normalizza la propria coscienza, riordina il senso dei valori a favore di una speranza nell'aiuto divino che non è
assopimento della propria vitalità o rinuncia all'azione. E' già un modo di usare le proprie forze per contribuire alla rinascita. Iniziando da se stessi.
