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Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.

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GESU' AI SUOI DISCEPOLI 1° parte

Cortona-Museo Diocesano Comunione degli Apostoli1Giovanni Evangelista descrive dettagliatamente le ultime ore trascorse da Gesù insieme ai suoi discepoli, prima che Giuda, il traditore, “preso un distaccamento di soldati e delle guardie fornite dai sommi sacerdoti e dai farisei”, si recasse in un giardino  al di là del torrente Cedron, dove Gesù era solito recarsi con i suoi.

Prendiamo i momenti più salienti.lavanda dei piedi giotto

 

“Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. Mentre cenavano, quando già il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariote, figlio di Simone, di tradirlo, Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, incominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli”. (Gv.13, 1.ss.)

Pietro si oppose con forza (era un'azione riservata agli schiavi) e Gesù lo persuase con grande vigore: “Se non ti laverò, non avrai parte con me” (si sarebbe cioè escluso da ogni comunicazione con Lui e da ogni partecipazione alla sua opera).

 

Finita la lavanda e riprese le vesti, Gesù sedette di nuovo con loro e disse:” Sapete che cosa vi ho fatto? Voi mi chiamate Signore e Maestro e fate bene perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni, gli altri. Vi ho dato infatti l'esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi. In verità, in verità vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un apostolo è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, sarete beati se le metterete in pratica...”

Gesù poi con molta commozione aveva annunciato che uno di loro lo avrebbe tradito. I presenti furono presi da grande tristezza e incominciarono ad interrogarsi tra loro: chi era? Pietro invitò Giovanni a chiederlo al Maestro che glielo indicò in quello a cui offriva un boccone di pane intinto nel vino. “Ciò che devi fare, fallo al più presto, aveva detto Gesù a Giuda Iscariota che, preso il boccone uscì subito. “Ed era notte”.

Il Maestro, dopo che Giuda se n'era andato incominciò a fare allusioni alla sua morte e disse: ”Vi dò un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri”.

 

L'idea che il Maestro tra poco se ne sarebbe andato (Gv.14,1ss),non convinceva i discepoli dell'imminenza della sua morte. Dove andava? E come avrebbero potuto seguirlo se non conoscevano la via? “Io sono la via, la verità, la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me...”, rispose Gesù.

Gli disse Filippo: “Signore, mostraci il Padre e ci basta”. Gli rispose Gesù: “Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre...Non credi chi io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è in me compie le sue opere.

In verità vi dico: anche chi crede in me compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi perché io vado al Padre. Qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Queste cose vi ho detto quand'ero ancora con voi. Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. Vi lascio la mia pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore”.

ultima cena giotto 4501 (2)

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