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Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.

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Dio avviene ogni giorno, sempre di nuovo...

rivista



Ho letto nella rivista cattolica Jesus* l'interpretazione che un pastore protestante olandese dà dell'esistenza di Dio. Egli si professa ateo, quindi Dio non esiste. “Ma, precisa l'autore Klass Hendrikse, Dio avviene ogni giorno, sempre di nuovo, se noi lo facciamo accadere. Accade sulla terra, fra noi”.
“Per lui, “Dio” è un'espressione di ciò che intercorre tra esseri umani. E' un'esperienza umana e basta. Non viene compreso come un essere soprannaturale esistente in modo personale e assoluto, immutabile.
In questa luce, la Resurrezione di Gesù viene reinterpretata nel senso di una “resurrezione” nel cuore di chi allora e ora ne apprezza l'insegnamento, così come ogni persona cara vive in chi la ricorda”.
Hendrikse non ritiene probabile una vita oltre la morte e, personalmente non è incline a crederci. Anche la fede nella vita di Gesù è considerata una espressione mitologica, che va interpretata come ogni narrazione biblica, in senso metaforico. E benchè questa linea si discosti in radice dalla tradizione di tutte la Chiese cristiane, il pastore ritiene che essa non tradisca il vero significato del cristianesimo: le antiche parole, dice, vanno interpretate diversamente, in modo adeguato al contesto e alla mentalità postmoderni. Benchè ateo, Hendrikse si definisce credente: credente in alcune cose, non credente in altre. La religiosità, per lui, non va bandita; si può credere in un Dio inesistente: l'importante sono i valori che la religiosità induce a sostenere”.

“Come mai, si chiede la teologa M. C. Bartolomei, queste ispirazioni possono trovare accoglienza “tranquilla” nella coscienza di un pastore e dei suoi uditori, tutti in buona fede?
In tutto ciò, intanto, c'è un effetto liberante: una fede che finalmente dà voce al dubbio che sempre l'accompagna, una predicazione non contro, ma in sintonia con questo dubbio. Vi è poi un effetto emancipatorio:se le religioni sono costruzioni umane, ogni pretesa di potere sacro, di dominio clericale viene destituita di fondamento. Molto profonda deve essere la percezione di ingiusta, secolare oppressione, se si sente così forte il bisogno di ribellarsi, anche quando da secoli tutto ciò non esiste più. E vi è un lato di verità: gli insegnamenti religiosi svelano all'uomo se stesso e il senso dell'esistere. Dio non è un padrone che dall'esterno schiaccia l'uomo, bensì un Principio vivente che dall'interno lo anima, rianima, appella, trasfigura e promuove”.

La “scoperta atea” nasconde, all'insaputa di chi la sostiene, un segreto cuore conservatore, una profonda ideologia borghese. Quella di una umanità sazia e soddisfatta di sé, che non si identifica con gli oppressi e i poveri, che si percepisce come auto sufficiente, che non riconosce la propria miseria e che può quindi fare a meno del grande principio di speranza e liberazione: Dio come il totalmente Altro dal mondo ingiusto in cui viviamo e che noi attuiamo, in qualità di Dio come il totalmente vicino che vince la nostra asfissiante chiusura egocentrica. Eppure, questa umanità “atea” ha bisogno di ricorrere al nome di “Dio” per esprimere la parte migliore di sé e delle sue speranze: una contraddizione logica che è una breccia, aperta dalla fedeltà del Dio vivente, in cui passa ancora salvezza”.

“J*esus” (2012-N°2; Contrappunti di M.C. Bartolomei a commento del libro di Klass Hendrikse: “Credere in un Dio che non esiste” Niew, Amsterdam, 2007),


Dio tramite il suo Spirito, ci dona la Sapienza, il sapore della Vita vera, la saggezza per individuare la via giusta per la gioia piena. (Dalla liturgia della festa di Pentecoste).



Spirito Santo



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S
io penso che la spiritualità sia individuale, un individuo lo sente da se...e rinnegarla non va bene..
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