Questo blog vuole nascere con la stessa forza delle sorgive che vibrano dal suolo del territorio dove sono nata. L'acqua che esplode per poi fluire tranquilla ad amare la terra, mi ha sempre comunicato le sue piccole e grandi attrazioni con le forme di vita che la tenevano desta, trasmettendo suoni, riflettendo colori, nascondendo misteri. Vuole ora essere narrata perchè è sempre stata per la gente delle nostre terre un aiuto all'affermazione dello spirito.
I Vangeli costituiscono una documentazione obiettiva e disinteressata riguardo alla storicità di Gesù, sempre limitata però rispetto alla straordinaria-universale diffusione della sua conoscenza, verificatasi nei duemila anni dalla sua venuta. Non bisogna dimenticare che era un ebreo e non ebbe in patria alcuna possibilità di affermazione personale. Si limitò ad agire fra i suoi concittadini e a loro favore, usufruendo della loro lingua e della loro cultura. A lui si sono richiamate intere dinastie di persone appartenenti a popoli e razze diverse, a tradizioni, usi e leggi lontanissime dalla mentalità ebraica. Al tempo di Gesù, esisteva in Israele una specie di stato teocratico contro il quale Gesù avrebbe urtato senza successo. L'intera struttura di potere e di dominio era legittimata da Dio come Signore supremo. La religione, la giustizia, l'amministrazione, la politica formavano un intreccio indissolubile con una gerarchia sacerdotale investita della propria autorità per via ereditaria senza godere di alcuna simpatia da parte della gente e che divideva il potere con gli "anziani" capi delle influenti famiglie aristcratiche e gli "scribi" teologi, giuristi. Gesù conobbe presto l'ostilità di questi gruppi perchè fin dall'inizio apparve chiaro che non era uno di loro. Era una specie di "guida laica", subito sospetta agli occhi della classe sacerdotale,e non era neppure un teologo, non aveva studiato per anni, secondo la consuetudine, presso un rabbi, ottenendo di essere a sua volta ordinato rabbi (qualcosa come dottore). Non si presentò neppure come custode e interprete delle tradizioni sacre del suo paese. Mentre in Israele c'era una profonda ammirazione per il potere politico dei romani e, grazie all'elenismo un'altrettanta ammirazione per la cultura greca, Gesù Cristo, nato a Nazaret, appariva un uomo semplice che attingeva dalle esperienze proprie e da quelle degli altri, trasformandole in esperienze di quelli che lo ascoltavano, spinto dall'interesse del tutto pratico e dalla volontà di consigliare e aiutare gli uomini.